Dopo il nostro ultimo articolo sulla questione GSE del Comune di Villapiana, abbiamo avuto modo di confrontarci con alcuni amministratori e, cosa ancora più importante, di consultare i documenti depositati agli atti relativi alla deliberazione del Consiglio comunale del 20 ottobre e alcuni atti propedeutici alla stessa deliberazione allegata al presente articolo.
Dall'esame della documentazione e dalle interlocuzioni avute sono scaturite alcune osservazioni che riteniamo utile condividere con i nostri lettori, nel tentativo di fare chiarezza su una vicenda che ha importanti ricadute sulla situazione finanziaria dell'ente e sul futuro della comunità villapianese.
La riduzione dell'accantonamento di oltre 7,5 milioni di euro migliora i conti del Comune. Ma non equivale a una riduzione del debito riconosciuta dal GSE. Ecco cosa emerge dagli atti.
Dopo il comunicato della minoranza e le successive dichiarazioni dell'amministrazione comunale, abbiamo cercato di capire che cosa stia realmente accadendo sul fronte dei rapporti tra il Comune di Villapiana e il Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
La questione è importante, perché riguarda una delle principali criticità finanziarie dell'ente e le prospettive di superamento del dissesto finanziario. Per fare chiarezza abbiamo esaminato la deliberazione consiliare del 20 ottobre 2026 e i documenti tecnici, legali e contabili che ne costituiscono il supporto.
Che cosa ha deciso il Consiglio comunale?
Il Consiglio ha approvato la rideterminazione dell'accantonamento relativo alla controversia con il GSE, passando da 15.068.841,35 euro a 7.534.420,68 euro.
In parole semplici, il Comune ha ritenuto non più necessario mantenere accantonata l'intera somma precedentemente prevista, liberando contabilmente 7.534.420,67 euro. La decisione si basa sulle nuove valutazioni legali e contabili relative alla controversia e sulla possibilità che il rapporto con il GSE venga definito attraverso una rimodulazione degli incentivi, con una decurtazione che, secondo la valutazione prudenziale adottata, non supererebbe il 50%.
È bene precisare che questa operazione riguarda il bilancio comunale: non significa che il Comune abbia già ricevuto dal GSE una comunicazione definitiva di riduzione del debito.
Che cosa sta accadendo con il GSE?
Dalla documentazione emerge che la controversia non è ancora conclusa. Il Comune ha presentato un'istanza di riesame e resta pendente il giudizio di revocazione davanti al Consiglio di Stato.
Un elemento significativo è rappresentato dall'istanza congiunta di differimento dell'udienza presentata il 13 ottobre 2026 dal Comune e dal GSE. L'iniziativa è finalizzata a consentire ulteriori verifiche e a favorire una possibile definizione rimodulata del rapporto incentivante.
Il GSE ha formalmente aderito all'istanza attraverso i propri difensori. Si tratta certamente di un elemento rilevante, che lascia aperta la possibilità di una soluzione concordata. Tuttavia, dagli atti esaminati non emerge ancora un accordo definitivo sulla somma da restituire, né una garanzia formale del GSE che certifichi la riduzione del debito nella misura ipotizzata.
Le interlocuzioni tra le parti risultano ancora in corso.
Migliorano i conti, ma il problema non è risolto
La riduzione dell'accantonamento produce un effetto concreto sul risultato di amministrazione 2025. Il disavanzo passa da 14.524.320,04 euro a 6.989.899,37 euro.
È un miglioramento contabile significativo, che consente all'amministrazione di sostenere il venir meno dei presupposti dello squilibrio strutturale che avevano determinato il ricorso al predissesto. Ma attenzione: il disavanzo non scompare. Rimane una situazione finanziaria da gestire, che la relazione dell'Area finanziaria ritiene sostenibile attraverso gli strumenti ordinari nell'arco del triennio 2026-2028.
La stessa relazione prevede che, qualora dagli sviluppi della controversia dovessero emergere elementi nuovi o diversi rispetto allo scenario ipotizzato, si proceda a un adeguamento del fondo contenzioso.
In altre parole, la situazione resta sottoposta a verifica.
Una questione di trasparenza
Riconoscere il lavoro svolto dall'amministrazione e valutare positivamente una scelta contabile responsabile non significa rinunciare a chiedere chiarezza.
La questione centrale rimane una: esiste una garanzia formale del GSE che consenta di affermare che il debito del Comune sarà effettivamente ridotto?
La documentazione esaminata attesta l'esistenza di interlocuzioni, di un'iniziativa processuale congiunta e di una prospettiva di possibile rimodulazione degli incentivi. Non attesta, invece, che la definizione del rapporto sia già stata raggiunta.
Per questo sarebbe utile che l'amministrazione rendesse pubblici gli eventuali ulteriori atti e le comunicazioni ufficiali del GSE, così da consentire ai cittadini di comprendere su quali elementi concreti si fondino le prospettive di miglioramento finanziario.
Non si tratta di polemica politica, né di mettere in discussione a priori l'operato degli amministratori.
Si tratta semplicemente di distinguere ciò che è stato deciso, ciò che è stato ottenuto e ciò che, al momento, resta ancora da verificare.
La trasparenza amministrativa non si misura soltanto nelle dichiarazioni, ma nella possibilità per i cittadini di conoscere e comprendere gli atti sui quali si fondano le decisioni che riguardano il futuro della comunità.
È doveroso, comunque, rivolgere un plauso alla sindaca e ai suoi collaboratori per l'impegno che stanno profondendo nel tentativo di risolvere la questione nel migliore dei modi e, soprattutto, con il minor danno possibile per le tasche dei cittadini. L'auspicio è che le interlocuzioni con il GSE possano tradursi in una soluzione concreta e definitiva, capace di alleggerire realmente il peso di questa vicenda sulle finanze comunali e sull'intera comunità villapianese.
La redazione