Stavo sfogliando vecchi ricordi quando mi è capitata sotto gli occhi questa tua poesia, che avevi pubblicato nel 2015.
L'ho riletta lentamente, come si rileggono le parole di un amico che non c'è più. E, verso dopo verso, mi è sembrato quasi di risentire la tua voce, quel tuo modo ironico e insieme profondo di guardare alla vita, all'amore, alla fede.
Ho deciso di riproporla così com'era, perché certe parole non hanno bisogno di essere spiegate. Hanno soltanto bisogno di essere ricordate.
E questa poesia oggi è anche un modo per ricordare te, caro Ciccio.
Ci sono amici che il tempo non riesce a portare via: rimangono nelle parole che hanno lasciato, nei ricordi, nelle risate e nelle tante cose condivise.
Mi manchi tanto, amico mio. E oggi, sfogliando il mio archivio, è stato bello ritrovarti. (Tonino)
Se avessi saputo
Se avessi saputo quando avevo vent'anni
che per premio mi toccavano due maschi
del tutto normali ed accesi alla vita,
forse non l'avrei sposata.
Ora che il tempo è passato
ma di vita me ne resta abbastanza
ritornerei sui miei passi
per ripeterle t'amo.
Questo strano gioco di parole,
specchio fedele del mio io
non dice del tutto cos'è il mio amore per lei.
E' la gioia del giorno che viene
o la carezza del giorno che muore?
Se della conchiglia il murmure
conosci o la luce che al naufrago
accende la pupilla
sappi figlio che solo
questo è il bene più grande.
La luce, la fede, la pace:
tutto mi ha dato.
A questo amore così strano
fatto di grida e lamenti
un giorno non lontano
ripeterò il ritornello:<< t'amo >>.
Questa volta davanti all'Eterno.
f. doni






