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"Nessun dorma": il grido della speranza nella notte di Puccini

nessun dorma tony1.pngDopo aver condiviso con voi la mia interpretazione di E lucevan le stelle, tratta dalla Tosca, torno ancora a Giacomo Puccini con un'altra pagina immortale del suo repertorio: "Nessun dorma", dall'opera Turandot.

Quest'aria viene eseguita all'inizio del terzo e ultimo atto. Il principe Calaf ha appena superato i tre enigmi imposti dalla principessa Turandot, conquistando il diritto di sposarla. Lei, tuttavia, non vuole cedere e lui le offre un'ultima possibilità: se entro l'alba riuscirà a scoprire il suo nome, rinuncerà spontaneamente a lei e accetterà la morte.

Turandot ordina allora che nessuno dorma finché il nome dello sconosciuto non sarà rivelato. In quella notte carica di paura e di attesa, mentre un'intera città veglia, Calaf rimane solo con i suoi pensieri. Non ha dubbi: sa che l'amore e il destino saranno dalla sua parte. È in questo momento che nasce una delle arie più celebri della storia dell'opera, destinata a culminare nel travolgente "Vincerò!", un'esplosione di fiducia che è diventata il simbolo stesso della speranza e della vittoria. 

Ogni volta che ascolto o provo a cantare quest'aria, non penso soltanto al trionfo di Calaf. Quel «Vincerò!» è un invito a non arrendersi mai, a credere nei propri sogni e ad affrontare con fiducia le prove della vita. Forse è questo il motivo per cui, a distanza di tanti anni, continua ancora a emozionarmi.

La registrazione che propongo oggi risale a circa vent'anni fa. Non è l'esecuzione di un cantante lirico, ma quella di un semplice appassionato che ha sempre amato la musica e il canto. Non so se sia riuscito a rendere tutta la forza drammatica di questa straordinaria pagina pucciniana; so però che, mentre la interpretavo, provavo una profonda emozione.

È quella stessa emozione che, a distanza di tanti anni, desidero condividere con i lettori di questo sito.

CLICCARE QUI' PER L'ASCOLTO

... e di seguito il testo

Nessun dorma

da Turandot di Giacomo Puccini
Libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni

CALAF

Nessun dorma! Nessun dorma!

Tu pure, o Principessa,
nella tua fredda stanza
guardi le stelle
che tremano d'amore
e di speranza.

Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà!
No, no! Sulla tua bocca lo dirò
quando la luce splenderà!

Ed il mio bacio scioglierà
il silenzio che ti fa mia!

(Coro, lontano)

Il nome suo nessun saprà...
E noi dovrem, ahimè, morir, morir!

CALAF

Dilegua, o notte!
Tramontate, stelle!
Tramontate, stelle!
All'alba vincerò!
Vincerò!
Vincerò!

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