Il giovane artista rossanese, autore del dipinto “Nelle pieghe dell’empatia”, racconta il suo percorso e le tappe di una crescita artistica che lo ha portato a confrontarsi con importanti realtà internazionali.
Non conoscevo Emanuele Attadia. Ho avuto il piacere di incontrarlo a Sibari, in occasione della presentazione di Doppio riflesso – L’amico, l’altro te stesso, l’antologia curata da Luigi Zangaro. In sala era esposto l’originale del dipinto che compare sulla copertina del volume: Nelle pieghe dell’empatia.
Un’opera interessante, dalla fattura tutt’altro che semplice, che ha attirato la mia attenzione e stimolato la curiosità di saperne di più sul suo autore. Da quell’incontro è nata questa breve intervista, attraverso la quale proviamo a conoscere il percorso umano e artistico di un giovane pittore che, partendo dalla Calabria, ha saputo farsi spazio nel panorama dell’arte figurativa contemporanea.
Dalla formazione alla scelta della pittura
Emanuele, sei nato a Rossano e hai avuto, sin da bambino, un rapporto diretto con l’arte. Come nasce questa passione?
Sono cresciuto in un ambiente familiare artisticamente molto dinamico. Fin dalla più tenera età mi sono avvicinato alla musica e al disegno, interessi che ho continuato a coltivare anche durante gli studi. La pittura è diventata, nel tempo, la mia passione più profonda.
Il tuo percorso di studi ti ha portato a laurearti in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio all’Università della Calabria. Come si concilia una formazione scientifica con la sensibilità di un artista?
Il mio percorso universitario appartiene a una formazione diversa da quella artistica, ma la passione per il disegno e la pittura è rimasta sempre presente. Dalla fine del 2014 ho iniziato a dedicarmi alla pittura con continuità, da autodidatta, scegliendo di approfondire quella che sentivo essere la mia vera inclinazione.
Quindi la pittura non è stata una parentesi, ma una scelta maturata nel tempo. Quali sono state le prime occasioni di confronto con il pubblico?
Le prime esperienze espositive sono arrivate nel 2015, con la partecipazione alla SAM-art, mostra di pittura e scultura dedicata al tema dell’allattamento materno, presso il Museo del Presente di Rende. Nello stesso periodo ho preso parte alla collettiva *Il Codex che non c’è*, organizzata in occasione del ritorno a Rossano del Codex Purpureus Rossanensis dopo il restauro, e alla mostra *Panorama Italiano 1*, al Museo delle Arti e dei Mestieri di Cosenza.
Il confronto con l’arte internazionale
Il tuo curriculum racconta un percorso espositivo che, in pochi anni, ti ha portato in diverse città italiane e all’estero. Quali tappe ricordi in particolare?
Nel 2016 ho esposto alle Sale del Bramante, in Piazza del Popolo, in occasione dell’XI Biennale di Arte Internazionale di Roma. In seguito mi è stato conferito il Diploma di Merito del Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, riconoscimento assegnato a una selezione di opere tra le 500 presentate alla Biennale. Ho avuto inoltre l’occasione di esporre al Pilgerzentrum di Roma, nei pressi di Castel Sant’Angelo.
Negli anni successivi ho partecipato a diverse collettive e concorsi, tra cui *Arti & Mestieri 2.0* a Cosenza, il Festival dell’arte figurativa e del ritratto a Civitavecchia e il Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti. Nel 2019 sono stato preselezionato per *Figurativas*, concorso internazionale curato dal MEAM, il Museu Europeu d’Art Modern di Barcellona, e ho partecipato a esposizioni internazionali a Milano e Venezia.
Il MEAM di Barcellona ricorre più volte nel tuo percorso. Nel 2020 sei stato selezionato per una mostra dedicata all’opera di Richard Wagner, Lohengrin.
Sì, nel 2020 sono stato selezionato per il concorso internazionale di pittura dedicato a Lohengrin, che ha dato vita a una mostra curata dal Club Wagner e dalla Fundació de les Arts i els Artistes presso il MEAM di Barcellona. Nello stesso anno ho vinto la Self-Portrait Challenge indetta da Art Escape Italy, con il riconoscimento del Maestro Zin Lim.
Negli anni 2021, 2022 e 2023 sono stato incluso nel Catalogo Internazionale Mod Portrait e nella Guia Leonardo, pubblicati a cura della Galeria Arte Libre di Saragozza e del MEAM. Nel 2023 ho partecipato alla mostra internazionale The MEAM Hall.
Nel 2024 sei arrivato tra i finalisti dell’Art Renewal Center Salon Competition, uno dei concorsi di riferimento per il realismo contemporaneo. Il tuo dipinto è stato inoltre inserito nel Lunar Codex.
È stata una tappa importante. Nel 2024 sono risultato finalista al 17° Art Renewal Center Salon Competition. Il dipinto è stato incluso nel Lunar Codex, un progetto che raccoglie opere di creativi provenienti da tutto il mondo, comprese quelle dei finalisti del concorso ARC, e che prevede l’invio di capsule del tempo sulla Luna attraverso missioni correlate alla NASA.
Nello stesso anno sono stato finalista anche al Concorso Internazionale del Ritratto dedicato a Tiziano Vecellio, organizzato dallo Sheng Xin Yuart Institute, con una mostra a Forte Monte Ricco, a Pieve di Cadore.
Il tuo percorso è proseguito anche nel 2025, con il Premio Giotto e il Beautiful Bizarre Art Prize.
Nel 2025 ho ricevuto il Premio Giotto ed esposto nella Basilica del Santo a Padova. Sono stato inoltre finalista al Beautiful Bizarre Art Prize, nella sezione Ryamar Paintings Award. A settembre ho realizzato il mio primo murales, un ritratto della Venerabile Serva di Dio Madre Isabella De Rosis, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’Istituto a lei intitolato a Corigliano-Rossano.
Nel novembre dello stesso anno ho preso parte, con il dipinto *Fructus Ventris*, alla mostra *Almenara Art Prize 2025* a Cordova, in Spagna.
Nelle pieghe dell’empatia: il dipinto e il libro
Arriviamo al dipinto che ho avuto modo di osservare a Sibari: Nelle pieghe dell’empatia. Nel 2026 l’opera è stata inserita nella longlist del Beautiful Bizarre Art Prize e scelta come copertina di *Doppio riflesso*. Che significato ha per te questo doppio riconoscimento?
Nel 2026 il dipinto *Nelle pieghe dell’empatia* è stato incluso nella longlist del Beautiful Bizarre Art Prize, nella categoria Raymar Painting Award. La scelta dell’opera per la copertina di Doppio riflesso – L’amico, l’altro te stesso, curato da Luigi Zangaro, rappresenta un’ulteriore occasione per far conoscere il mio lavoro.
Dopo tanti riconoscimenti e occasioni di confronto, quale sarà la prossima tappa del tuo percorso?
Nel 2026 sono finalista al concorso internazionale tARTget Prize di Madrid. Il percorso continua, con nuove occasioni di confronto e la possibilità di proseguire nella ricerca pittorica.
Il nostro incontro a Sibari è nato da un dipinto che ha saputo attirare l’attenzione prima ancora che conoscessi il suo autore. La copertina di *Doppio riflesso* ci ha offerto così l’occasione di scoprire il percorso di Emanuele Attadia: un artista rossanese che, attraverso la pittura, ha portato il proprio lavoro a confrontarsi con importanti esperienze nazionali e internazionali e gli esprimiamo il nostro plauso e l'augurio di una carriera lunga e ricca di successi come sicuramente merita.
Ephemeros - olio su tela, 90x70 - Emanuele Attadia