L'Alto Jonio cosentino torna a mobilitarsi per rivendicare un diritto fondamentale: quello alla mobilità. È questo il senso della manifestazione pubblica in programma sabato 11 luglio, alle ore 18.00, in Piazza Ottavio De Meo, davanti alla stazione ferroviaria di Trebisacce.
Lo slogan scelto dagli organizzatori è semplice quanto efficace: "Basta isolamento. Scendiamo in piazza!" Un invito rivolto a cittadini, amministratori, associazioni e forze sociali affinché facciano sentire la propria voce contro quello che viene percepito come un progressivo abbandono del territorio.
Al centro della protesta vi è la richiesta del ripristino dei collegamenti ferroviari regionali lungo la fascia ionica cosentina, una questione che interessa migliaia di pendolari, studenti, lavoratori, anziani e turisti. La riduzione dei servizi ferroviari ha infatti aggravato le difficoltà di un'area già penalizzata dalla carenza di infrastrutture e da una rete viaria spesso insufficiente.
Per molti residenti il treno rappresenta non soltanto un mezzo di trasporto, ma uno strumento indispensabile per raggiungere luoghi di studio, di lavoro e di cura. La sua progressiva marginalizzazione contribuisce ad accentuare il fenomeno dello spopolamento e rende ancora più difficile immaginare prospettive di sviluppo per l'intero comprensorio.
La manifestazione vuole quindi essere un momento di partecipazione civile e di pressione nei confronti delle istituzioni regionali e nazionali, affinché venga restituita dignità a un territorio che da troppo tempo denuncia una condizione di marginalità.
L'appuntamento dell'11 luglio assume anche un valore simbolico. Ritrovarsi davanti alla stazione ferroviaria significa riaffermare che quella infrastruttura non deve diventare il monumento a un servizio perduto, ma tornare ad essere il punto di partenza di una mobilità moderna ed efficiente.
L'iniziativa è promossa da diverse forze politiche del centrosinistra dell'Alto Jonio, che hanno deciso di unire gli sforzi su una battaglia considerata trasversale e di interesse collettivo. Al di là delle appartenenze politiche, l'auspicio è che la partecipazione sia ampia e coinvolga l'intera comunità.
Perché la richiesta che si leverà da Trebisacce va oltre il semplice ripristino di alcune corse ferroviarie: riguarda il diritto dei cittadini dell'Alto Jonio a non essere considerati periferia dimenticata della Calabria, ma parte integrante di una regione che deve garantire pari opportunità di collegamento e di sviluppo a tutti i suoi territori.
L'appuntamento è fissato per sabato 11 luglio alle ore 18.00 in Piazza Ottavio De Meo, presso la stazione ferroviaria di Trebisacce. Un'occasione per trasformare il malcontento in una richiesta concreta: interrompere l'isolamento e restituire all'Alto Jonio un servizio ferroviario all'altezza delle esigenze dei suoi cittadini.
A rendere ancora più evidente il divario tra territori è la recente notizia dell'istituzione di una coppia di corse giornaliere della Frecciarossa da e per Milano con partenza da Metaponto, risultato dell'impegno della Regione Basilicata nel rafforzare i collegamenti ferroviari di lunga percorrenza.
Una decisione che non può lasciare indifferenti i cittadini dell'Alto Jonio calabrese. Se Metaponto può essere collegata direttamente con il capoluogo economico del Paese, è legittimo chiedersi perché non si possa prevedere un collegamento regionale efficiente da Sibari o addirittura da Crotone, capace di consentire ai viaggiatori della fascia ionica calabrese di usufruire agevolmente di questo importante servizio.
Dopo la soppressione dello storico Crotone–Milano, che per decenni ha rappresentato il principale collegamento diretto tra la costa ionica e il Nord Italia, il territorio è rimasto privo di un treno che lo connetta direttamente con la capitale industriale del Paese. Oggi chi parte dall'Alto Jonio è spesso costretto a ricorrere all'automobile o ad affrontare coincidenze lunghe e scomode, con un evidente aggravio di tempi e costi.
È proprio questo il senso della manifestazione dell'11 luglio: non chiedere privilegi, ma pari dignità infrastrutturale. Perché il diritto alla mobilità non può dipendere dal luogo in cui si vive. Un territorio che vuole contrastare lo spopolamento, attrarre turismo e creare opportunità di sviluppo non può continuare a essere penalizzato da collegamenti ferroviari inadeguati.
La battaglia per il ripristino dei collegamenti ferroviari regionali non riguarda soltanto il trasporto: riguarda il futuro dell'Alto Jonio. Senza una rete ferroviaria moderna ed efficiente, il rischio è che l'isolamento diventi non più un'emergenza temporanea, ma una condizione permanente.






