Negli ultimi decenni la nostra città è stata guidata seguendo una logica di cementificazione che l’ha resa più grigia, calda e fragile di fronte ai cambiamenti climatici. Le ondate di calore sono sempre più frequenti, le superfici impermeabili peggiorano gli allagamenti e la qualità della vita diminuisce.
È tempo di voltare pagina. Gli spazi verdi e particolarmente gli alberi sono la chiave del futuro di Cassano: ombreggiano, assorbono anidride carbonica, riducono la temperatura fino a 6 gradi, migliorano la qualità dell’aria e gestiscono le acque piovane. Grazie all’evapotraspirazione, raffrescano naturalmente l’ambiente e riducono i consumi energetici degli edifici.
Per questo proponiamo di trasformare le strade in “vie degli alberi”, veri corridoi verdi che cambieranno il volto della città, rendendola più vivibile e accogliente. Accanto a questo, interessante sarebbe il progetto “Ogni nascita un albero”, già proposto in campagna elettorale: per ogni nuovo cittadino, un albero che cresce insieme a lui o a lei, un gesto che lega la gioia di una nuova vita al patrimonio naturale di tutta la comunità.
Le scuole avranno un ruolo centrale: orti didattici, idroponica e le Aule Natura WWF — con microambienti come stagni, aiuole per farfalle e ricoveri per la fauna — trasformeranno i cortili scolastici in laboratori di biodiversità, formando cittadini più consapevoli e pronti a proteggere l’ambiente. A supporto di queste azioni, immaginiamo una mappa digitale interattiva per monitorare alberi, giardini, orti urbani e impianti fotovoltaici, uno strumento moderno per conoscere, valorizzare e curare insieme il patrimonio verde ed energetico di Cassano.
Infine, una campagna di sensibilizzazione con seminari, convegni e conferenze coinvolgerà scuole, associazioni, cittadini e imprese, costruendo insieme una vera cultura della sostenibilità. Il filo che unisce tutte queste azioni è chiaro: dal verde urbano all’educazione, dall’innovazione energetica alla partecipazione civica, Cassano può diventare un modello di comunità sostenibile. Articolo,VENTUNO si impegna a portare avanti queste proposte con serietà e concretezza, perché il futuro non si aspetta: si costruisce, insieme.
ARTICOLOVENTUNO
NdR: Ci permettiamo di far rilevare che il Comune di Cassano consta di quattro realtà urbane e la più popolosa non é più quella di Cassano-centro comprendente anche il vero e proprio centro-storico, bensì Lauropoli, subito dopo, Sibari e infine Doria. Nella pregevole proposta di Articolo21, sembra ci si riferisca a Cassano-centro che necessita effettivamente di una "rinfrescata" di verde nei termini proposti dal movimento, ma non dimentichiamo soprattutto Lauropoli dove nell'epoca delle grandi costosissime serate di spettacoli, addirittura vennero tagliati uno o più alberi posti lungo Corso Laura Serra per far posto al gigantesco palco per le esibizioni degli artisti. Questo per ricordare che anche sulla strada da Cassano-centro a Lauropoli sarebbe d'uopo piantumare alberi possibilmente mediterranei come lecci o catalpe. La cementificazione attuata negli anni passati non ha risparmiato neanche Sibari dove il boschetto di eucalipti è stato fatto fuori per far spazio ad una palestra e il piazzale della stazione prima ricco di alberi che davano ristoro ai viaggiatori in sosta è diventato un'area cementificata sotto la quale riposano i morti dell'incursione aerea del 15 agosto del 1943, mai riesumati (SIC). Naturalmente anche Doria necessita di un ritocco verde, insomma ci vuole un "piano verde" un progetto che coinvolga l'intero territorio su cui lavorare a breve e a medio termine.
Ultimo pro-memoria, non dimentichiamo che un qualsiasi luogo può essere definito di "interesse turistico" solo se prima viene apprezzato e conosciuto da chi ci abita e dai cittadini delle località confinanti, solo dopo si può pensare ad una promozione extra-territoriale. (La redazione)
La villa comunale di Cassano agli albori, quando si stavano piantumando alberi e siepi, fu progettata dal geom. Lione e realizzata da maestranze comunali.

Piazzale della stazione di Sibari (Oggi Piazza 15 agosto 1943) negli anni '50







