San Giovanni in Fiore, Baldino: “Vicenda grave. Interrogherò Piantedosi e scriverò al Prefetto per tutelare legalità e credibilità delle istituzioni”
<Quello che sta emergendo sulla gestione del Comune di San Giovanni in Fiore è un fatto politicamente e istituzionalmente molto serio, che merita attenzione e verifiche puntuali>.
Lo dichiara la deputataM5SVittoria Baldino, commentando le notizie relative alla nomina ad assessore del marito dell’ex sindaca Succurro, dopo la decadenza di quest’ultima. <In quale Paese normale – sottolineaBaldino– una sindaca decaduta, già presidente della Provincia e oggi consigliera regionale, può continuare a esercitare un’influenza diretta sull’amministrazione comunale, arrivando di fatto a far trasferire deleghe e potere all’interno del proprio nucleo familiare? È una domanda che non riguarda solo l’opportunità politica, ma il rispetto delle regole, della trasparenza e della fiducia dei cittadini nelle istituzioni>.
Secondo la parlamentare pentastellata, <le ricostruzioni riportate dalla stampa e le denunce pubbliche di esponenti che fino a ieri facevano parte della maggioranza descrivono una gestione che rischia di apparire opaca e fortemente personalistica>. <Per queste ragioni – annunciaBaldino– intendo interrogare il ministro Piantedosi e scrivere al Prefetto di Cosenza affinché si valuti la vicenda sotto il profilo della legittimità degli atti e della correttezza istituzionale. Non si tratta di uno scontro politico, ma della necessità di ristabilire un principio semplice: le istituzioni non sono proprietà privata, né possono essere gestite come una dote di famiglia>.
<San Giovanni in Fiore – conclude – non merita di essere trascinata in dinamiche di potere che non troverebbero spazio in nessun contesto amministrativo sano. Legalità, trasparenza e rispetto delle istituzioni non sono optional: sono il minimo indispensabile per restituire dignità a una comunità che ha una storia importante e che non può essere trattata come un feudo>.
Ponte Longobucco, Baldino (M5S): "dopo tre anni Longobucco é ancora isolata. Servono certezze su tempi e sicurezza"
<Sono passati quasi tre anni dal crollo del Viadotto Ortiano II e i cittadini di Longobucco non hanno ancora certezze né sui tempi di riapertura né sulla piena sicurezza dell’opera>. È quanto dichiara la deputataM5S Vittoria Baldino, intervenuta alla Camera dei Deputati sulla vicenda della Strada Statale 177 dir “Sila-Mare”.
<Parliamo di un ponte i cui lavori sono durati cinquant’anni e per il quale lo Stato ha speso circa 100 milioni di euro – sottolineaBaldino– e che è crollato sotto una pioggia neanche eccezionale. Oggi, a distanza di tre anni, una comunità intera continua a vivere nell’incertezza e nell’isolamento>.
La parlamentare ha ricordato di aver presentato la terza interrogazione parlamentare sulla ricostruzione del viadotto, chiedendo al Governo risposte puntuali. <I lavori sono in corso e una parte risulta già consegnata, ma mancano elementi fondamentali: vogliamo sapere quali siano i tempi certi di completamento, se gli interventi realizzati sono stati eseguiti a regola d’arte, se sono stati effettuati tutti i controlli necessari e se il torrente e i suoi argini siano stati messi realmente in sicurezza>.
<Non si tratta di polemica – prosegueBaldino– ma di una richiesta di trasparenza e responsabilità. Qui è in gioco il diritto alla mobilità, la sicurezza dei cittadini e la possibilità per un’area interna già fragile di non essere condannata allo spopolamento e alla desertificazione>.
La deputata conclude con un messaggio politico chiaro: <Il vero ponte che dobbiamo costruire non è solo quello in cemento, ma quello tra una politica che realizza opere utili e sicure e cittadini che oggi si sentono sempre più abbandonati. Longobucco e la Sila Greca meritano risposte, non altri rinvii>.
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