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Referendum: Un “No” contro chi bara e chi fa il bullo

rifondazione_comunista.svg.pngStavolta pure le Periferie joniche cosentine hanno compreso il trucco di chi bara a ogni urna. Il “No” della Calabria Citra è un chiaro segnale a chi ha promesso mare e monti nella scorsa campagna elettorale regionalenonché a qualche bullo della politica locale.

I numeri urlano, nell’occasione. Così quelli relativi all’affluenza e così soprattutto, ancora di più, gli altri che riguardano la volontà degli elettori. Non era facile, poteva scapparci l’ennesimo bluff: alle bugie di Meloni e sodali si è aggiunta la fiumara di promesse, confusione e lessico volgare. C’è chi era convinto di avere l’ennesimo asso falso nella manica. Ma è stato scoperto.

Questo “No” è un campanello d’allarme per i grandi raccoglitori di voti delle ultime Regionali. Non sempre pagano certi “aiuti” a pioggia da questo o quell’altro Palazzo catanzarese. Al di là dei favori e favoritismi personali, le nostre popolazioni hanno analizzato il nulla cosmico come risposta ai proclami elettorali di qualche mese fa. Sanità locale inesistente, infrastrutture presenti nelle favole, trasporti da Terzo Mondo e amnesie diffuse a ogni richiesta di concreto intervento. Occhiuto e i suoi sappiano che la festa è finita: hanno promesso tanto, ora lavorino.

Questo “No” è anche una sonora sculacciata a chi, sedicente profeta di posizioni “alte” (che però non si comprende che cosa rappresentino), si permette di offendere chi non la pensa come lui apostrofando i liberi pensatori della zona con i termini meno appropriati e consoni. Rispettiamo chi ha delle cariche pubbliche, conosciamo il sacrale senso delle scelte popolari che premiano oggi l’uno e domani l’altro: tuttavia non consentiamo a nessuno un linguaggio becero soltanto perché si è tifosi di questa o quell’altra opzione referendaria. “Sinistroidi” sa tanto di linguaggio adolescenziale: ricorda certi bulletti che nei banchi di scuola urlano le peggiori offese con la desinenza “oidi” ai compagni non allineati rispetto alla loro prepotenza.

Ai fascisti di ogni schieramento le urne referendarie insegnino a non barare o alzare la voce. La Politica (stavolta con l’iniziale maiuscola) è un’altra cosa. Le nostre Periferie lo hanno capito bene e non si sono fatte ammaliare dai soliti pifferai magici. Dalle ultime urne può partire una nuova, entusiasmante stagione di Democrazia. Con la Costituzione e i suoi valori, alla faccia di chi bara e dei prepotenti con il grembiulino da bulli.

PRC Circolo “N. Converti”

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