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Quando il funerale diventa "incontro" per pettegolezzi

spettegolare.jpgEssere spettatore casuale al funerale di un vip dello spettacolo nella città eterna offre degli spunti che un'osservatrice attenta come Benedicta Boccoli coglie con un pizzico di distaccata ironia e con un certo fine e piacevole sarcasmo. Talvolta, però, sarà capitato anche a noi di partecipare al funerale di un personaggio importante locale ed attendere spettegolando il saluto finale ai parenti ed agli amici più intimi, nevvero? (La redazione)

Sto passeggiando in una piazza del centro di Roma in una giornata primaverile bellissima, mi fermo e noto un gruppetto considerevole di persone famose. Giornalisti e starlette, attori e soubrette si muovono chiassosi e un po’ scomposti. Ovunque un chiacchiericcio di: “Hai visto chi c’è?”,“Bello il tuo nuovo lavoro, non badare se la critica ha detto che il tuo film è una porcheria, consideralo un complimento”,“Ti vedo in splendida forma cara, sei finalmente dimagrita!”. Osservo questo quadretto, non solo per il mostrarsi continuo e irrinunciabile, come fossero piccole esibizioni, ma soprattutto per lo stucchevole colpo d’occhio generale. Ci si bacia, ci si abbraccia e ci si spulcia, con gesti affettuosi come in una colonia di scimmie. Lo spettacolo continua anche a telecamere spente, come se l’inquadratura della televisione si allargasse fino a riprendere la vita, ma nei suoi dettagli un po’scadenti o scaduti. Qualche volto meno spocchioso si vede, si aggira e soprattutto si ritira qua e là, forse sono quelli che il successo l’hanno avuto, e forse lo hanno perso e vagabondano poco notati. Non avevo mai visto un funerale frequentato da persone famose! Una tragedia trasformata in una festa di gala. Osservo questo ecosistema da un angolo della piazza e mi sembra di vedere un carosello d’avanspettacolo come in quel capolavoro di film I nuovi mostri l’elogio funebre di Alberto Sordi che prima piange con lacrime amare e poi improvvisa un pezzo di repertorio. I visitatori-attori cantano, ballano, fanno la passerella intorno alla bara e alla fine ringraziano un immaginario pubblico. Mi viene in mente una grande battuta che scrisse Vittorio Gassman nel suo libro Un grande avvenire dietro le spalle,“Io ovunque vada devo essere il protagonista. Ai funerali vorrei essere il morto!”

(fonte. Il Fatto Quotidiano del 2 Giugno 2025)

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