
Il grande e indimenticato Nicola Zitara ipotizzava che l’indipendenza del Sud fosse l'unica possibile soluzione ai problemi economici e sociali del meridione. SCISSIONE quindi, netta. Due stati - due governi. Com'è accaduto in Cecoslovacchia qualche decennio fa, in Corea ed in altre parti del mondo. Basta con questo eterno scaricare sul meridione i motivi di ogni male italiano. Di seguito una riflessione di Santo Giuffré. (La redazione)
Ci sono tempi e modi. Le date non possono essere cambiate. I parametri d'approccio, sì.
Il Regime, come ogni Regime dalle manie dittatoriali, celebra i suoi fasti, a parte, separato dai rimanenti
Le olimpiadi Milano-Cortina ostentano al mondo l'opulenza, senza pudore, del Nord-Est, mentre l'Italia Meridionale attraversa il periodo più buio della sua storia da quando fa parte della Repubblica.
Senza infrastrutture, con il 40% della sua popolazione in povertà, il territorio divorato da smottamenti, crolli, erosioni costiere, frane, priva di scuole, ferrovie, strade, con la ripresa spaventosa dell'emigrazione e dello spopolamento, l'Italia Meridionale, desertificata, sta morendo. All'interno di questo processo, la Calabria è divenuta una Terra a termine, dove si sperimenta il neo-colonialismo di necessità capitalista e si celebra il trasformismo più becero della sua classe dirigente, vecchia e nuova, senza colori perchè sono stati e sono la stessa cosa.
Il collasso della sua residuale economia della miseria, il pauroso processo di analfabetizzazione, volutamente pianificato, per impedirle difese innescate dalla cultura e dalle intelligenze, la fine della sanità pubblica col diritto alla cura trasformato in un grande mercato di beni di consumo, presupposto alla creazione dello stato di bisogno che genera il voto di scambio e il controllo sulle persone, fanno della Calabria, ormai, una cosa a parte.
Una Terra avviata alla consunzione.
Nelle cerimonie che mostrano, si vede, con tutta la violenza maniacale possibile, il disprezzo verso le miserie e le povertà, che vanno tenute nascoste, come i figli muli e il trionfo di ogni verità legata all'Autonomia Differenziata.
Persino, hanno imbastito decreti e leggi repressive, speciali, per tenere lontano i molestatori, i disturbatori di quelle ricchezze. Lo sport è arte di pace che deve coinvolgere tutto il territorio nazionale, non strumento per dimostrare fastidio per appendici ritenute estranee e inutili. Momento di discussione e di riflessione. Guardando le immagini patinate e addomesticate, si vede un altro mondo.Non si può mostrare un volto che non rispecchia tutta la realtà.
Tregua olimpica? Per festeggiare che? Lì, c'è un'altra Italia. Quella delle autonomie differenzenziate, della buona e migliore sanità, delle ricchezze spudorate, dei profitti colossali, il tutto, ricavato dal sangue, dalla pelle, dalle braccia e dalla mente di ogni lavoratore, di ogni immigrato meridionale o del Sud del mondo. Mentre, a noi, qui, in Calabria, ci stanno spingendo dentro un'isola deserta, lontana. Non è rabbia sociale, questa. È la constatazione che il profitto e le ricchezze di una piccola parte si nutrono dalla e sulla carcassa del resto di'Italia. Per farlo, hanno innescato la distribuzione, diseguale, delle ricchezze, creato paure e bisogni nei molti, controllato mass-media, la Polizia, la Magistratura, i voti, e lo fanno con arroganza, sfregio e la compligità di ogni ascaro.






