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Nella Memoria la verità - L'ultimo libro di Salvatore Cataldi "OOSWER i diari di Heinrich Richard Muller"

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libro Mueller.jpgNell’anno 2024 si è celebrato il 200° anniversario della fondazione del Museo Egizio di Torino. L’evento non solo ha stimolato riflessioni sulla civiltà egizia ma è stata l’occasione per sottolineare come il racconto della storia si intrecci con il futuro. Mi ha colpito in modo particolare il titolo della pubblicazione ufficiale del bicentenario: La memoria è il nostro futuro. Gli egizi ritenevano, infatti, che ci fosse una modalità di immortalità che prevaleva su tutte ed era quella del ricordo. Bastava scrivere il nome e leggerlo per garantire a quelli che non c’erano più di continuare a vivere.

L’apprezzabile contributo di Salvatore Cataldi che ricostruisce, in un lavoro letterario che ha il sapore di un romanzo storico, la vicenda umana di un illustre e poliedrico personaggio – Henry Mueller – evoca il canto “ortodosso” di un Arpista egizio che, scolpito su un immaginario sarcofago, assicura al Defunto che non è più tra i viventi una sorta di immortalità laica.

Il ricordo, come sottolineano illustri latinisti, “riporta ogni cosa al cuore” e nel presente che viviamo, caratterizzato dalla globalizzazione e da processi di disarticolazione connessi al variegato mondo delle comunicazioni, abbiamo bisogno di riportare al cuore la memoria degli accadimenti che hanno caratterizzato il nostro passato.

La nostra identità collettiva, soprattutto quella delle comunità locali, si costruisce e si rafforza recuperando dall’oblio i fatti determinanti del passato e la loro “verità”.

Non è un caso che il termine greco “Alètheia” significhi verità. Alétheia richiama il termine Lete che è il nome di un fiume famoso nella mitologia e nella letteratura greco-romana. Lete è il fiume dell’oblio e quindi Aletheia significa anche “assenza di oblio”. Dunque verità e ricordo, verità e passato nella storia delle persone e dei popoli si intrecciano in maniera indissolubile.

aloiseGiuseppe Aloise

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Note a margine sul libro di Salvatore Cataldi

Sapevate che ci sono persone importanti, ma non famose? E che spesso le persone sconosciute sono più importanti di quelle famose? È proprio il caso del boero Heinrich Richard Müller. Mecenate cosmopolita, ingegnere, imprenditore agricolo e turistico. Umile, elegante e taciturno promotore di iniziative culturali partite dal territorio. La tenera penna viaggia dal Sud Africa alla Versilia sulle Alpi Apuane e, dopo tanto girare, trova casa a Sibari. Una scrittura fresca, sobria e spiritosa che narra in sintesi e addolcisce i crudeli fatti accaduti sulla linea gotica durante la seconda guerra mondiale, e pone l'accento sull'amore e sui grandi cambiamenti generali e locali del mondo agricolo, turistico e culturale. Ma la vera chicca del globetrotter Müller è la passione per l'archeologia. Un fuoco in comune con la moglie Anna Toscano. Due nobili, serie e oneste famiglie. La coppia, bella e perfetta, di una grande storia d'amore. Un romanzo unico che svela vicende inedite e diverse, dal 1915 al 1970. Prefazione di Cecilia Paterno.

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