Mercoledì 25 marzo alle ore 18:00, a Lauropoli, presso la sede dell’Associazione di Promozione Sociale Lettere Meridiane in via Torino, lo scrittore Salvatore Cataldi presenterà il suo romanzo “Il Villaggio di OnassaC e la Rivoluzione Neolitica”.
L’opera, dedicata al periodo neolitico, costituisce il primo capitolo di una saga proseguita con “Gli strappatori di Emar. Le meraviglie della preistoria, di cuore, di pietra e di sangue”. Ambientato nel 5500 a.C., il libro propone una ricostruzione narrativa del territorio in epoca preistorica, arricchita da elementi simbolici e visioni attribuite alla figura dello sciamano. Il romanzo descrive la decisione assunta dal villaggio neolitico di Cassano di organizzare una spedizione verso le Isole Eolie (Lipari) per l’approvvigionamento dell’ossidiana, materia prima ampiamente utilizzata nel periodo. Nel corso del viaggio vengono rappresentati contatti con popolazioni orientali presenti presso la corte del sovrano Eliterf, ai quali è attribuita l’introduzione di prodotti come il riso e il vino.
Nel racconto compaiono inoltre riferimenti alla diffusione di conoscenze e tecniche quali la scrittura cuneiforme e l’utilizzo della pomice. Tali elementi sono collegati a una fase successiva dello sviluppo locale, caratterizzata dall’avvio di attività legate alla navigazione e dalla costruzione di imbarcazioni – barche, zattere e piroghe – destinate agli spostamenti marittimi verso le aree insulari.
Il volume, di 216 pagine, include richiami a diversi ambiti: astronomia, religione, geografia, agricoltura, pastorizia e lavorazione dei materiali, in particolare argilla e ceramica. Viene inoltre menzionato l’impiego di strutture litiche, come dolmen e menhir, in relazione alla misurazione del tempo.
L’opera si inserisce nell’ambito della narrativa a tema preistorico e presenta una ricostruzione che integra elementi relativi all’organizzazione sociale, alle attività produttive e agli scambi tra gruppi umani nel periodo neolitico, con riferimento al territorio dell’Italia meridionale. Il libro individua inoltre alcuni possibili elementi di identità e di appartenenza territoriale – in particolare legati alla preistoria, ai beni culturali, al turismo e all’archeologia – proponendoli come base per la costruzione di un’offerta territoriale innovativa e attrattiva. Tra le ipotesi avanzate figurano la valorizzazione di una “Cassano sotterranea”, la ricostruzione in 3D del villaggio neolitico e l’integrazione del patrimonio preistorico con la tradizione legata alla leggenda di Sybaris, anche in funzione di una possibile candidatura presso l’UNESCO.
Nel testo viene infine richiamato il ruolo dei beni naturali e culturali, in particolare di quelli preistorici, come risorse di interesse generale, evidenziando il possibile contributo della società civile – imprese, associazioni e operatori culturali – nella loro valorizzazione. In tale prospettiva, il patrimonio storico-archeologico locale viene presentato come una potenziale risorsa per lo sviluppo del turismo legato alle radici e alla dimensione storico-culturale.