Sulla “Gazzetta del Sud” di Giovedì 16 ottobre è apparso un ottimo articolo di Domenico Marino che mi sembra esca dalle linee generali che quel quotidiano ha spesso avuto nel non affrontare di petto le tante problematiche che assillano la nostra regione. Non dico che fosse completamente allineato al “pensiero dominante” del momento politico, ma raramente è uscito allo scoperto raccontando le cose come stanno veramente. Con i numeri non si scherza e stavolta Marino non si è perso in congetture politichesi, ha puntato decisamente sui dati e su quelli c’è poco da recriminare. L’incontestabilità dei dati di riferimento è garantita dall’EURISPES, uno dei più importanti istituti di ricerca per serietà ed autorevolezza, riconosciuto in tutto il mondo. Per chi volesse visionare la ricerca dell’EURISPES, consigliamo di andare direttamente sul loro sito CLICCANDO QUI’’.
Noi ci limitiamo ad offrire per intero l’articolo citato, lo abbiamo trascritto sperando di far cosa gradita ai nostri webnauti, perché crediamo che sia importante diffonderlo il più possibile.
Infine ci complimentiamo con l’autore per la scelta dell’argomento e per l’esposizione chiara, ci auguriamo che il più diffuso quotidiano in Calabria continui su questa strada facendo emergere le difficoltà vere dei cittadini basandosi su dati reali e documentati.
Antonio Michele Cavallaro
Lavoro, diritti, servizi La Calabria fa ancora parte dell’Italia ? di Domenico Marino
Se questa è una… Italia. Altro che ritardi, differenze, doppia velocità e tutto il resto. Esistono due Italie completamente diverse. Lo racconta con l’algida incontestabilità dei numeri l’Eurispes nel dossier “Indice di Esclusione” che ha un sottotitolo chiarissimo: “Analisi sulla distanza dai diritti costituzionali”.
È stato presentato ieri mattina a Roma, in Senato, e fotografa una realtà che i cittadini toccano con mano ogni giorno, ma che in molti sembrano trascurare, se non ignorare. I dati, impietosi di per sé, diventano drammatici se vengono messi assieme. Le cifre relative ai Neet, a esempio, i giovani che non studio né lavorano, oscillano dall'8,8% del Trentino all’oltre il 27% di Calabria e Sicilia.
Cioè da noi quasi un giovane risulta nei fatti escluso da due circuiti fondamentali per lo sviluppo della persona. Siamo ultimi anche per il tasso di disoccupazione giovanile: 35,5%, In Calabria, ancora, oltre il 43% dei cittadini non partecipa ad alcuna attività culturale o di intrattenimento, contro il 14,8% sempre del Trentino. Anche l’accesso ai servizi essenziali mostra forti disuguaglianze territoriali.
Nel Mezzogiorno pesano interruzioni nei servizi idrici ed elettrici, difficoltà di accesso a pronto soccorso, uffici pubblici e forze dell’ordine, e una scarsa digitalizzazione della pubblica amministrazione locale. Il nord risulta più avanti nei servizi per l’infanzia, con una maggiore disponibilità di posti pubblici e tassi di presa in carico più elevati.
Secondo l’Eurispes l’esclusione «non si manifesta tanto nella forma della negazione esplicita di un diritto, quanto nella sua erosione silenziosa con servizi che esistono formalmente ma sono troppo distanti, poco affidabili, mal distribuiti, carenti di personale o tecnologicamente inadeguati».
Anche sul piano economico l’Italia-Una non esiste. Tra i casi più critici spiccano ancora Calabria, Sicilia e Campania, dove il rischio di povertà supera il 36%.
Vogliamo parlare dei diritti sociali? Le regioni del Sud sono penalizzate dalla scarsità di risorse pubbliche, dalla debole rappresentanza femminile e dalla mancanza di spazi aggregativi. Quando il focus si sposta su Sanità e Istruzione, l’indagine di Eurispes mette il sigillo su quanto, ogni giorno, raccontano le cronache: nel campo della salute spiega come le regioni più penalizzate sono Calabria, Campania, Sardegna, Puglia e Sicilia, mentre Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Trentino garantiscono le migliori condizioni.
Primato tutto calabro anche per quanto riguarda il godimento dei diritti fondamentali. Siamo nella fascia alta di esclusione, assieme a Campania, Sicilia, Puglia e Basilicata. La musica non cambia nemmeno per la pratica sportiva: Calabria, Campania e Sicilia agli ultimi posti per la partecipazione, al contrario di Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige.
Secondo l’Eurispes, l’esclusione dal diritto al lavoro resta una delle fratture più profonde del Paese. Le posizioni più critiche si registrano in Sicilia, Calabria e Campania. Nelle nostre terre pesano fragilità strutturali, bassa mobilità e scarse opportunità qualificate, con effetti particolarmente gravi per giovani e donne. Un altro aspetto focalizzato dall’Eurispes è il divario digitale diventata una delle più gravi forme di disuguaglianza. Per le competenze digitali di base la media nazionale già di per sé bassa, ferma al 45,9%, contro una media europea del 55,6%, crolla al 32% in Calabria.
Se a livello nazionale la percentuale di popolazione che usa Internet è 77,7%, in Calabria precipita al 67,6%. Continuiamo? Forse è meglio di no!






