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Pro memoria per gli elettori di Castrovillari

4 candidati cvillari.pngDalle interviste, pubblicate in quattro giornate consecutive sul Quotidiano del Sud e curate da Antonio Iannicelli, emerge uno spaccato significativo del confronto politico in vista delle elezioni amministrative di Castrovillari, mettendo in luce priorità, sensibilità differenti e diverse idee di sviluppoper la città. A margine di questo confronto, alcune nostre considerazioni.

(Una precisazione appare opportuna: ai quattro candidati sono state rivolte le medesime domande e il ciclo delle interviste risultava già integralmente completato prima dell’avvio della pubblicazione. Una circostanza che garantisce omogeneità nel confronto ed esclude condizionamenti derivanti dalla conoscenza preventiva delle risposte degli altri candidati.)

Più che programmi in netta contrapposizione, dalle parole dei quattro candidati sembra emergere una comune consapevolezza: Castrovillari vive una fase delicata, segnata da spopolamento, perdita di centralità territoriale, difficoltà nel trattenere giovani e competenze, indebolimento progressivo di servizi e identità urbana.

Le differenze riguardano soprattutto il percorso indicato per invertire questa tendenza.

C’è chi immagina una città capace di diventare motore di un sistema territoriale più ampio, collegando Pollino, costa ionica, turismo ed economia locale. Chi individua nelle infrastrutture e nei collegamenti la condizione indispensabile per rompere l’isolamento e rilanciare sviluppo e occupazione. Chi pone al centro la necessità di ricostruire fiducia tra cittadini e istituzioni, attraverso partecipazione e prudenza amministrativa. E chi, infine, insiste sulla concretezza dell’azione politica, affidando alla programmazione e alla misurabilità degli interventi la credibilità dell’amministrazione futura.

Eppure, al di là delle diverse impostazioni, esiste un terreno comune: tutti riconoscono che il rilancio di Castrovillari passa inevitabilmente attraverso valorizzazione del centro storico, miglioramento dei servizi, gestione più efficiente dei rifiuti, sviluppo turistico e recupero di un ruolo strategico nel comprensorio del Pollino.

Più che quattro città diverse, emerge allora una stessa città osservata da prospettive differenti.

Dalle interviste scaturiscono quattro idee diverse di futuro per una città, Castrovillari, in cerca di slancio. I quattro candidati a confronto.

Spopolamento, turismo, centro storico, servizi, rifiuti, infrastrutture. Le interviste raccolte da Antonio Iannicelli ai quattro candidati alla guida di Castrovillari restituiscono l’immagine di una città che prova a ridefinire il proprio ruolo e a ritrovare fiducia nelle sue potenzialità. Quattro programmi, quattro sensibilità diverse, ma una domanda comune: come rilanciare Castrovillari e restituirle centralità?

Castrovillari emerge come una città sospesa tra ciò che è stata e ciò che vorrebbe diventare. Una realtà che ambisce a essere punto di riferimento per il territorio del Pollino, ma che continua a fare i conti con spopolamento, perdita di attrattività, servizi percepiti come insufficienti e una progressiva crisi di identità.

Da qui prendono forma le proposte di Ernesto Bello, Eugenio Salerno, Luca Donadio e Anna De Gaio: visioni differenti, accomunate dalla convinzione che serva una svolta.

Ernesto Bello: Castrovillari come motore di un sistema territoriale

La proposta di Ernesto Bello parte da una convinzione precisa: Castrovillari non può pensarsi da sola, ma deve diventare il cuore di una rete che tenga insieme Pollino, costa ionica, economia, turismo e servizi.

La sua idea di sviluppo guarda a un territorio integrato, in cui il turismo non sia legato a iniziative sporadiche ma diventi una leva stabile, capace di unire mare, montagna, cultura, archeologia ed enogastronomia. Accanto a questo, trovano spazio il recupero del centro storico, il sostegno ai giovani e la valorizzazione dell’imprenditoria locale.

È una visione ampia, che punta a fare di Castrovillari un punto di incontro tra territori, opportunità e sviluppo.

Eugenio Salerno: infrastrutture e collegamenti per invertire il declino

Per Eugenio Salerno il tema centrale è la necessità di rompere l’isolamento. In questa prospettiva, l’alta velocità rappresenta una scelta strategica, uno strumento per contrastare lo spopolamento e rafforzare il ruolo della città.

Anche il recupero del centro storico rientra tra le priorità, insieme alla valorizzazione di spazi simbolici come il Castello Aragonese. Ma il tratto distintivo della sua proposta è l’attenzione agli aspetti concreti dell’amministrazione: servizi, gestione dei rifiuti, riduzione dei costi per i cittadini e maggiore capacità decisionale.

Il suo messaggio sembra essere chiaro: senza infrastrutture e collegamenti efficienti, ogni progetto di crescita rischia di restare incompleto.

Luca Donadio: ricostruire fiducia per ricostruire la città

Per Luca Donadio il problema principale non è soltanto economico o urbanistico, ma riguarda il rapporto tra cittadini e istituzioni. La parola che ritorna più spesso nella sua visione è fiducia.

Da qui nasce l’idea di una politica più partecipata, trasparente e vicina alle persone. Il centro storico assume un ruolo simbolico e concreto insieme: luogo da recuperare, ma anche elemento fondamentale per rafforzare identità e senso di appartenenza.

Accanto a questo emerge una linea improntata alla prudenza amministrativa, con attenzione alla sostenibilità economica delle promesse e alla necessità di interventi realistici.

La sua proposta punta meno sulle grandi trasformazioni e più sul ricucire il rapporto tra amministrazione e comunità.

Anna De Gaio: obiettivi chiari e risultati verificabili

Anna De Gaio mette al centro il metodo. La sua idea di governo si basa sulla convinzione che ogni intervento debba essere concreto, misurabile e verificabile nel tempo.

Anche nella sua prospettiva Castrovillari deve rafforzare il proprio ruolo nel territorio, valorizzando turismo, patrimonio culturale, quartieri e opportunità economiche. Ma tutto questo deve avvenire attraverso una programmazione precisa, accompagnata da monitoraggio costante e trasparenza verso i cittadini.

L’attenzione alla comunicazione istituzionale e all’ascolto dei quartieri completa una proposta che privilegia il pragmatismo e la continuità amministrativa.

I punti in comune: turismo, centro storico e qualità della vita

Pur con approcci differenti, i quattro candidati condividono alcune priorità.

Il turismo viene indicato da tutti come possibile motore di sviluppo, anche se declinato in modi diversi: rete territoriale per Bello, infrastrutture per Salerno, identità urbana per Donadio, programmazione e risultati per De Gaio.

Anche il centro storico ritorna come tema trasversale: da recuperare, valorizzare e riportare al centro della vita cittadina.

Infine, c’è una comune attenzione alla gestione dei rifiuti, alla qualità dei servizi e alla necessità di migliorare il rapporto tra amministrazione e cittadini.

Quattro visioni, una stessa sfida

Dalle interviste emergono quattro parole chiave:

  • Visione, per Ernesto Bello;
  • Infrastrutture, per Eugenio Salerno;
  • Fiducia, per Luca Donadio;
  • Concretezza, per Anna De Gaio.

Quattro modi diversi di immaginare il futuro della città, che si incontrano però su una stessa esigenza: ridare a Castrovillari un ruolo, una direzione e una prospettiva.

La scelta degli elettori sarà anche una scelta sul modello di città da costruire: una città che guarda fuori per connettersi, che investe nei collegamenti, che ricuce il rapporto con i cittadini o che punta su programmazione e risultati. In ogni caso, la sfida resta la stessa: trasformare Castrovillari da luogo che rincorre opportunità a comunità capace di ritrovare fiducia nelle proprie risorse e nel proprio futuro.

La redazione

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