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Cassano. L’ADITEC avverte: il nuovo rischio idraulico impone un supplemento di verifica del PSA della Sibaritide

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psa_aditec.pngRiceviamo e pubblichiamo, in coda alla presente nota, il comunicato diffuso dall’Associazione di Tecnici Cassanesi (ADITEC), riguardante la prossima approvazione definitiva del Piano Strutturale Associato della Sibaritide (PSA). I tecnici esprimono la preoccupazione che il Piano possa essere approvato senza tener conto del fatto che, nel frattempo, sul territorio siano intervenuti elementi nuovi.

Si tratta delle nuove perimetrazioni introdotte dal Progetto di Piano Stralcio di Bacino per l'Assetto, la Mitigazione e la Gestione del Rischio da Alluvioni – Calabria/Lao. In sostanza, sono state aggiornate le mappe che individuano le aree del territorio maggiormente esposte al pericolo di alluvioni e sono state introdotte nuove disposizioni che possono limitare, o in alcuni casi impedire, determinate trasformazioni urbanistiche.

La questione, tradotta in termini molto semplici, è questa: il PSA è stato elaborato diversi anni fa e adottato sulla base di un determinato quadro delle conoscenze del territorio; oggi quel quadro è cambiato. Di conseguenza, prima di approvare definitivamente il Piano, occorre verificare se tutte le previsioni urbanistiche contenute nel PSA siano ancora compatibili con le nuove mappe del rischio idraulico.

Non è un aspetto di poco conto. Perché una previsione urbanistica inserita nel PSA non significa automaticamente che quell'area possa essere edificata. Se una nuova classificazione del rischio idraulico impone limitazioni o divieti, quelle limitazioni prevalgono sulle previsioni urbanistiche.

L'associazione, che riunisce tecnici e professionisti del territorio, richiama l'attenzione dell'Amministrazione sulla necessità di effettuare un nuovo confronto tra le tavole del PSA e le nuove mappe del rischio idraulico, verificando in particolare le aree destinate a nuove edificazioni, insediamenti residenziali, attività produttive, infrastrutture e servizi.

Il problema potrebbe essere particolarmente significativo per il territorio di Cassano e per la zona di Sibari, dove alcune aree che il PSA considera interessate da possibili trasformazioni urbanistiche risultano, secondo le nuove perimetrazioni, comprese in zone sottoposte a maggiore pericolosità idraulica. Una situazione che potrebbe rendere alcune previsioni del Piano difficilmente attuabili o comunque subordinate a ulteriori verifiche.

La domanda posta dai tecnici, dunque, è molto concreta: si può approvare definitivamente il PSA senza prima verificare che le sue previsioni siano compatibili con il nuovo quadro del rischio idraulico?

ADITEC sostiene che questa verifica debba essere effettuata prima dell'approvazione definitiva e che, ove necessario, debbano essere aggiornate le cartografie, le norme tecniche e gli altri elaborati del Piano, compresa la documentazione relativa alla Valutazione Ambientale Strategica.

Si tratta di una materia certamente tecnica, ma con conseguenze che possono riguardare direttamente il futuro del territorio, non solo sotto il profilo urbanistico, ma anche per le destinazioni d’uso che potranno essere effettivamente stabilite.

Per questo riteniamo utile sottoporre ai nostri lettori il documento elaborato da ADITEC nella sua versione integrale. Il testo che segue entra nel merito degli aspetti urbanistici, amministrativi e normativi della questione e pone all'Amministrazione comunale un problema che, al di là delle diverse valutazioni che potranno essere espresse, merita certamente di essere conosciuto e discusso pubblicamente. (La redazione)

 

Comunicato dell'ADITEC

Il procedimento di formazione del Piano Strutturale Associato (PSA) della Sibaritide, adottato dai Comuni aderenti e successivamente sottoposto alla fase di pubblicazione e presentazione delle osservazioni, risulta attualmente nella fase conclusiva propedeutica all’approvazione definitiva.

Nel periodo intercorrente tra l’adozione del PSA e la sua definitiva approvazione è intervenuta una rilevante evoluzione del quadro pianificatorio sovraordinato, rappresentata dal Progetto di Piano Stralcio di Bacino del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale per l’Assetto, la Mitigazione e la Gestione del Rischio da Alluvioni – Calabria/Lao, contenente nuove perimetrazioni delle aree soggette a pericolosità e rischio idraulico, nonché disposizioni finalizzate alla tutela della sicurezza del territorio.

Tale sopravvenienza impone una verifica obbligatoria della compatibilità tra le previsioni urbanistiche contenute nel PSA adottato e il nuovo quadro conoscitivo e normativo derivante dalla pianificazione di bacino.

Per legge, il PSA, prima della sua approvazione definitiva, deve risultare pienamente coerente con le prescrizioni del Piano Stralcio di Bacino e quindi con le nuove perimetrazioni delle aree a diversa pericolosità idraulica e le relative classificazioni del rischio, con le limitazioni all’uso del territorio e di trasformabilità delle aree interessate.

Perché, l’approvazione definitiva di uno strumento urbanistico non può prescindere dalla verifica della compatibilità con gli strumenti di pianificazione sovraordinata vigenti o efficaci al momento dell’approvazione.

Ragion per cui, un’Amministrazione procedente ha il dovere di verificare che, al momento dell’approvazione finale, il Piano risulti conforme all’intero sistema normativo e pianificatorio vigente.

La mera conclusione della fase delle osservazioni non determina il consolidamento definitivo delle previsioni urbanistiche adottate né esonera l’Amministrazione dall’obbligo di aggiornare il piano rispetto a sopravvenuti strumenti sovraordinati.

Pertanto, prima dell’approvazione definitiva, risulta necessario aggiornare il quadro conoscitivo del PSA; adeguare gli elaborati grafici, modificare, ove necessario, le Norme Tecniche di Attuazione ed eliminare o correggere eventuali previsioni incompatibili.

L’approvazione definitiva del PSA senza una preventiva verifica di conformità rispetto al Piano Stralcio di Bacino potrebbe determinare rilevanti criticità sotto il profilo amministrativo, urbanistico e della responsabilità degli organi coinvolti.

Il PSA della Sibaritide contenente previsioni incompatibili con uno strumento sovraordinato potrebbe essere contestato sotto il profilo della violazione della gerarchia degli strumenti di pianificazione e della normativa in materia di tutela dal rischio idrogeologico; per carenza di istruttoria e difetto di motivazione e infine per mancata valutazione di un quadro conoscitivo aggiornato.

L’Amministrazione potrebbe essere accusata di non aver valutato adeguatamente gli effetti delle nuove perimetrazioni idrauliche sulle scelte urbanistiche effettuate.

Eventuali destinazioni urbanistiche previste dal PSA in aree successivamente individuate dal Piano Stralcio come caratterizzate da elevata pericolosità e rischio idraulico potrebbero risultare non concretamente attuabili in quanto nel caso specifico di Cassano, riguardano nuove aree edificabili, insediamenti residenziali, attività produttive, opere pubbliche, infrastrutture e servizi.

L’approvazione del PSA non potrebbe costituire titolo per consentire trasformazioni territoriali vietate o limitate dalla pianificazione di bacino.

In particolare, il Comune di Cassano si troverebbe nella paradossale situazione di aver previsto urbanisticamente trasformazioni non realizzabili oppure di dover negare successivamente titoli edilizi coerenti con il PSA ma incompatibili con il Piano Stralcio, con il rischio di dover affrontare contenziosi promossi dai soggetti interessati.

La mancata considerazione di un rischio idraulico conosciuto e formalizzato attraverso strumenti di pianificazione sovraordinata potrebbe assumere rilievo sotto il profilo della responsabilità degli amministratori e dei funzionari coinvolti.

Alla luce di quanto sopra, l’Associazione “ADITEC” ritiene che, prima dell’approvazione definitiva del PSA, sia necessario procedere ad una specifica attività istruttoria finalizzata a verificare: la compatibilità delle tavole del PSA con le nuove mappe del Piano Stralcio e la loro interferenza con aree di trasformazione urbanistica; la coerenza delle Norme Tecniche di Attuazione; la necessità di introdurre prescrizioni o limitazioni e di aggiornare la Valutazione Ambientale Strategica e i relativi elaborati collegati.

N.d.R.: L’immagine in alto è stata elaborata con l’intelligenza artificiale a partire da una nostra foto d’archivio