"Ci abbiamo provato, ha vinto di nuovo la Palude." Così si è espressa la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni commentando, irritata, l'esito della votazione sulle presunte preferenze.
Il mese di luglio, segnando alcune importanti ricorrenze, spinge ad evocare alcuni episodi della Rivoluzione francese. Annalisa Cuzzocrea ha titolato il suo commento su la Repubblica: "La presa della Bastiglia".
Giorgia Meloni ha, invece, evocato la Palude, con tutto il carico di negatività che il termine suscita per indicare quelle posizioni mai ben definite rispetto ai Montagnardi e ai Girondini della Convenzione nazionale. Nell'uso comune è un termine politicamente dispregiativo.
Per la Meloni, nella situazione attuale, la Palude rappresenta il partito del pareggio, che punta a lucrare sulla sua posizione di "centro".
Ma l'eccessivo caldo estivo di luglio avrebbe dovuto spingere la Meloni ad evocare il mese di Termidoro, undicesimo mese del calendario rivoluzionario francese, che comprendeva parte di luglio e di agosto del vecchio calendario. Questo mese viene ricordato soprattutto per il colpo di Stato del 9 Termidoro, appoggiato proprio dalla Palude, che decretò la fine del Terrore e di Maximilien Robespierre, poi ghigliottinato.
Anche la Palude talvolta produce effetti insperati!
Giuseppe Aloise
(fonte: https://www.cosine2012.it )
Le mie osservazioni
Il breve commento di Giuseppe Aloise offre lo spunto per una riflessione storica interessante. Il termine "Palude" (Marais o Plaine) nacque effettivamente durante la Rivoluzione francese per indicare quel gruppo di deputati della Convenzione che non apparteneva stabilmente né ai Montagnardi né ai Girondini. Più che un partito organizzato, rappresentava un'ampia area moderata e pragmatica che, di volta in volta, decideva gli equilibri dell'Assemblea.
Con il passare del tempo, la parola ha assunto un significato prevalentemente negativo, diventando sinonimo di opportunismo, attendismo o mancanza di una chiara collocazione politica. Da qui il suo frequente utilizzo nel linguaggio politico contemporaneo.
Il richiamo di Aloise al 9 Termidoro è storicamente pertinente. Fu infatti anche grazie al voto della Palude che Robespierre venne rovesciato, ponendo fine alla stagione del Terrore. È uno di quei momenti nei quali un gruppo considerato marginale o indeciso si rivelò determinante nel cambiare il corso degli eventi.
La storia, tuttavia, insegna anche prudenza nell'uso delle analogie. I richiami alla Rivoluzione francese sono spesso efficaci dal punto di vista retorico, ma ogni epoca ha un proprio contesto politico e istituzionale. Proprio per questo, il valore del richiamo storico non sta tanto nell'identificare protagonisti di oggi con quelli di ieri, quanto nel ricordare come, anche nelle grandi svolte della storia, siano talvolta le forze apparentemente più defilate a determinare l'esito degli avvenimenti. Nell'italia di oggi un certo Renzi insegna.
Tonino Cavallaro






