LA SIBARITIDE MERITA LO STESSO DIRITTO ALL'ALTA VELOCITÀ
La notizia - captata sul "Corriere della Calabria" - arriva dalla Locride e dovrebbe far riflettere tutta la regione.
Quarantadue Comuni hanno deciso di fare squadra per combattere l'isolamento ferroviario, elaborando il progetto "Gelsomini Link", una proposta concreta che prevede collegamenti su gomma sincronizzati con la stazione di Rosarno e nuove soluzioni ferroviarie capaci di connettere più facilmente il territorio con Roma e con la rete nazionale dell'Alta Velocità.
Al di là degli aspetti tecnici, ciò che colpisce è il metodo: un territorio che individua un problema, formula una proposta e chiede alle istituzioni di sostenerla.
E la Sibaritide?
Anche il nostro territorio vive una condizione di isolamento che appare sempre più incomprensibile. Mentre la linea tirrenica calabrese è attraversata quotidianamente da numerosi treni Frecciarossa diretti verso Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Milano e Torino, chi vive nella Piana di Sibari dispone sostanzialmente di un solo collegamento diretto di Alta Velocità, il Frecciarossa Sibari-Bolzano.
Un servizio importante, certamente, ma insufficiente per un comprensorio che conta centinaia di migliaia di abitanti e rappresenta una delle aree economicamente più dinamiche della Calabria.
La stazione di Paola è oggi il principale nodo ferroviario dell'Alta Velocità regionale. Da lì transitano quotidianamente numerosi convogli diretti verso il Centro e il Nord Italia. Tuttavia, per i cittadini della Sibaritide raggiungere Paola continua a essere spesso un percorso ad ostacoli, caratterizzato da coincidenze non sempre funzionali e da tempi di viaggio che scoraggiano l'utilizzo del treno.
La domanda che cittadini, amministratori e associazioni dovrebbero porsi è dunque inevitabile: perché non immaginare anche per la Sibaritide un servizio dedicato di raccordo con l'Alta Velocità?
Potrebbe trattarsi di collegamenti ferroviari programmati in coincidenza con i Frecciarossa in transito a Paola, oppure di servizi navetta veloci capaci di garantire l'interscambio senza lunghe attese. Soluzioni già sperimentate altrove e che non richiederebbero investimenti miliardari, ma soltanto una programmazione più attenta alle esigenze dei territori.
La questione riguarda non soltanto i viaggiatori. Riguarda il diritto alla mobilità, le opportunità di lavoro, il turismo, l'accesso ai servizi e la competitività economica di un'area che continua a rappresentare una porta naturale della Calabria ionica.
Se la Locride ha deciso di alzare la voce e avanzare proposte concrete, forse è arrivato il momento che anche la Sibaritide faccia sentire la propria.
Non per chiedere privilegi, ma per rivendicare pari opportunità.
Perché l'Alta Velocità non può fermarsi sulla costa tirrenica lasciando ai margini centinaia di migliaia di cittadini della Calabria ionica.
Il servizio ipotizzato non servirebbe soltanto Cassano, Corigliano-Rossano e l'Alto Ionio, ma intercetterebbe anche una parte significativa della Basilicata jonica e dell'area del Pollino, ampliando notevolmente il bacino di utenza potenziale.
Si può ragionevolmente ritenere che una richiesta in tal senso, accompagnata dai necessari accorgimenti e da adeguati collegamenti con la rete dell'Alta Velocità, oltre a rispondere a un'esigenza locale, possa contribuire concretamente al riequilibrio territoriale dell'intero versante ionico calabro-lucano.
Una sfida che riguarda la mobilità, ma anche lo sviluppo economico, il turismo e il diritto dei cittadini ad accedere, in condizioni di pari opportunità, ai grandi corridoi di comunicazione nazionali.
La redazione






