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Il Napoletano che ha scritto "La battaglia di Legnano"

cammarano.jpgDi tanto in tanto sul nostro sito pubblichiamo informazioni riguardanti diversi grandi musicisti italiani. Questa volta ci piace ricordare un poeta, un artista che ha contribuito moltissimo alla realizzazione di tante opere liriche composte da importanti nostri compositori, ma che è meno conosciuto anche se ha scritto moltissime opere poetiche del tipo La battaglia di Legnano, Luisa Miller, il trovatore, Alzira musicate dal grande Giuseppe Verdi, parliamo del poeta “librettista“ Salvatore Cammarano, napoletano, di cui proprio ieri 19 marzo ricorreva la data della sua nascita. Vi proponiamo di seguito una breve biografia artistica. La curiosità più interessante è che Cammarano, napoletano come scrivevamo prima, è colui che ha scritto il testo o meglio il libretto dell’opera verdiana “La battaglia di Legnano” che viene sbandierata dagli amici della Padania come inno della loro terra. (M.Sanpietro)

Il 19 marzo del 1801 nasceva il drammaturgo e librettista italiano Salvatore Cammarano. (Napoli, 19 marzo 1801 – Napoli, 17 luglio 1852) Scrisse 8 libretti per Donizetti (tra cui quello di Lucia di Lammermoor), 4 per Giuseppe Verdi (Alzira, La battaglia di Legnano, Luisa Miller e Il Trovatore), 6 per Pacini (tra cui la famosa Saffo), 5 per Mercadante e un'altra trentina per operisti minori. Fu il librettista romantico più importante della generazione successiva a Felice Romani. Con Lucia di Lammermoor, che sancì l'inizio della fondamentale collaborazione con Gaetano Donizetti, il poeta produsse la prima forma compiuta di dramma per musica romantico in Italia, proponendo atmosfere cupe e sinistre, situazioni violente, psicologie inquietanti e morbose, suggestioni lunari e a tratti macabre, il tutto con un ritmo narrativo serrato e avvincente. Morì subito dopo aver completato il suo ultimo libretto, Il Trovatore per Giuseppe Verdi, che rientra a pieno titolo tra i capolavori del genere. La prematura scomparsa di Cammarano impedì che la collaborazione con Verdi continuasse anche nel segno di Shakespeare, con una riduzione operistica del Re Lear. Il libretto, di cui era stata delineata solo la struttura, fu successivamente ultimato da Antonio Somma, ma Verdi non lo musicò mai. 

a cura di Luigi Maffeo

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