C’è un filo che unisce gli appuntamenti della seconda settimana di Mesoraca in Festival – Messurga Opera Prima: la convinzione che la cultura non debba limitarsi a raccontare il territorio, ma possa contribuire a comprenderlo e, soprattutto, a immaginarne il futuro.
Il lavoro e la memoria della classe operaia, le trasformazioni della società meridionale, il ruolo delle donne, l’impresa, l’impegno civile, la letteratura e persino la ricerca scientifica diventano così linguaggi diversi di una stessa riflessione sulla Calabria e sulle sue possibilità.
È significativo, in questo senso, che tra i protagonisti di questa seconda settimana ci sia anche l’astrofisica Sandra Savaglio, chiamata a testimoniare come le «potenzialità» del Mezzogiorno possano trovare concretezza quando incontrano studio, ricerca, attenzione e collaborazione. Accanto a lei, la riflessione di Christian Palmieri sul lavoro e sulla progressiva perdita del suo valore comunitario, mentre la mostra Quando eravamo operai riporta alla memoria le trasformazioni della Crotone industriale e, più in generale, di una parte importante della storia meridionale.
Ma il programma non si ferma alla memoria. Nei giorni successivi la letteratura, la filosofia del diritto, i diritti umani, l'impegno sociale e civile e il confronto con alcuni importanti autori italiani accompagneranno Mesoraca verso la conclusione del Premio e la proclamazione del vincitore della sezione narrativa.
Un programma fitto, dunque, ma soprattutto un'occasione per interrogarsi su una domanda che riguarda ben oltre Mesoraca: quale futuro può costruire il Mezzogiorno quando decide di riconoscere e mettere in rete le proprie energie, le proprie competenze e la propria cultura?
Nell'allegatoo pubblichiamo integralmente il comunicato stampa con il programma degli appuntamenti.
Alcune foto della giornata











