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Da Castrovillari parte il messaggio e la protesta: La notte appartiene a tutti

ragazzi_anziani.pngLa segnalazione sulla “villetta gialla” di Castrovillari porta alla luce un problema che, in forme diverse, riguarda molti centri del Pollino-Sibaritide

C'è un momento della sera in cui una città cambia volto. Le saracinesche si abbassano, le strade si svuotano, nelle case si spengono le luci e, dopo una giornata di lavoro, di impegni e di rumori, arriva finalmente il momento di riposare.

Ma non dappertutto è così. Ci sono luoghi in cui la notte comincia proprio quando per altri dovrebbe cominciare il silenzio. Piazze, ville comunali, parcheggi e angoli delle nostre città diventano punti di ritrovo per gruppi di ragazzi. E finché si tratta semplicemente di giovani che si incontrano, parlano, ascoltano musica e stanno insieme, non c'è nulla di strano. Anzi, è una cosa bella e naturale.

Il problema arriva quando quel modo di stare insieme finisce per pesare sulla vita degli altri.

È quello che viene segnalato a Castrovillari, in particolare nella zona della cosiddetta “villetta gialla” di via Monte Sant'Angelo. Una comunicazione inviata alle istituzioni descrive serate caratterizzate dalla presenza di numerosi giovani, motorini rumorosi, automobili con la musica ad alto volume, fuochi d'artificio fatti esplodere a tarda ora, bottiglie lasciate o rotte sulla strada e, secondo quanto riferito, anche episodi di vandalismo.

A segnalare formalmente la situazione è stato il consigliere regionale Riccardo Rosa, che ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine e dell'amministrazione comunale, arrivando a chiedere un'ordinanza per vietare i raduni nelle ore notturne nell'area.

Ma sarebbe un errore fermarsi qui. Perché basta parlare con qualche residente, spostarsi da una città all'altra, ascoltare le lamentele che si raccolgono nei bar, nei negozi, nelle famiglie, per capire che quello della “villetta gialla” non sembra essere soltanto un problema di Castrovillari.

Con modalità diverse, situazioni simili si incontrano in molti centri dell'area Pollino-Sibaritide. Varrebbe, quindi, la pena fermarsi un momento e provare a guardare la faccenda senza cercare subito un colpevole. Perché dall'altra parte ci sono ragazzi che hanno voglia di vivere, di stare insieme, di ridere, di ascoltare musica e di sentirsi liberi. È normale. Lo abbiamo fatto tutti, in un modo o nell'altro, quando avevamo vent'anni.

Ma dall'altra parte ci sono anche persone che magari alle undici di sera devono alzarsi presto per andare a lavorare. Ci sono anziani, bambini, famiglie. Ci sono persone che semplicemente chiedono di poter chiudere le finestre e dormire.

Nessuno dei due diritti dovrebbe cancellare l'altro.

Cercare la soluzione è questione di chi governa la cosa pubblica. Non è necessario considerare i giovani un problema. E non è nemmeno giusto far passare per “intolleranti” quei cittadini che, dopo una certa ora, chiedono un po' di tranquillità.

Il punto è trovare un equilibrio. Ci sono spazi adeguati per i giovani? Ci sono luoghi nei quali possano incontrarsi senza disturbare chi vive intorno? Ci sono regole chiare? E soprattutto, vengono fatte rispettare?

Sono domande semplici, ma forse proprio per questo importanti.

Perché quando una comunità arriva al punto di chiedere un'ordinanza per impedire i raduni notturni, significa che qualcosa non sta funzionando. Il documento su Castrovillari chiede infatti un intervento tempestivo e un monitoraggio della zona, riconoscendo nello stesso tempo che i giovani hanno diritto a spazi di socialità.

La “villetta gialla” potrebbe diventare l'occasione per affrontare un problema più ampio.

Non una battaglia politica. Non una guerra tra giovani e adulti. Piuttosto, una domanda che riguarda tutti noi: che tipo di città vogliamo lasciare ai nostri figli?

Città nelle quali i ragazzi non abbiano altro posto dove incontrarsi se non la strada, oppure città capaci di offrire loro spazi belli, sicuri e vivibili, chiedendo in cambio semplicemente il rispetto delle regole?

Ma, dall'altra parte, vogliamo città nelle quali chi abita vicino a quei luoghi debba rassegnarsi a non dormire, oppure comunità capaci di trovare un punto di equilibrio?

Forse è arrivato il momento di parlarne con un po' meno di rabbia e con un po' più di buon senso. Perché la notte appartiene ai ragazzi, ma appartiene anche a chi la mattina dopo deve alzarsi presto e una città davvero vivibile dovrebbe riuscire a trovare posto per entrambi.

Nell'allegato la lettera del consigliere regionale Riccardo ROSA

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