La seconda tornata della nostra rubrica “Incontro con” l’abbiamo dedicata a Salvatore Cataldi, che da anni si cimenta con l’arte della scrittura. Ha al suo attivo diversi libri di varia natura; tuttavia, quelli che si distinguono per la fantasia con cui ha raccontato la vita degli antenati preistorici del suo paese, Cassano Jonio, sono le opere che gli hanno valso una particolare attenzione da parte dei suoi estimatori.
Ma lasciamo a lui la parola. Le domande che gli abbiamo posto sono quelle classiche del nostro repertorio: ecco le sue risposte. (La redazione)
Come descriveresti te stesso?
Sono nato a Cassano all’Ionio il 20 maggio 1971. La meravigliosa natura — mare, monti, colline, flora, fauna, grotte, paesaggi e vedute — che circonda Lauropoli e i suoi dintorni mi ha regalato, insieme agli amici d’infanzia, un’adolescenza allegra e ricca di episodi avventurosi. Eravamo incuriositi dalla vita dei cani e dei gatti randagi, di cui ci prendevamo cura con affetto e responsabilità.
Il contatto costante con la natura mi ha permesso di maturare esperienze profonde, tanto che oggi mi sentirei capace di affrontare anche situazioni estreme all’aria aperta, in montagna come al mare. Il rapporto con le piante e con gli animali ha accresciuto in me una sorta di “sesto senso”, alimentando immaginazione e creatività: la capacità di vedere ciò che non c’è, nel passato come nel futuro.
Posso dire, senza ombra di dubbio, che l’immaginazione mi ha salvato la vita. Senza di essa non sarei stato in grado di affrontare le mille peripezie che il destino mi ha riservato. Ho vissuto — e sento di vivere — sulle montagne russe: una vita spesso in salita, fatta di soddisfazioni, dolori e gioie. Ogni tanto mi concedo qualche discesa e qualche lunga pianura. La vita è un dono prezioso, che non va mai sciupato.
Difendo con forza le mie origini e la vita che ho ricevuto in dono: non la cambierei con nessun’altra e la rivivrei così com’è. Ho conseguito due lauree, due master e l’abilitazione alla professione di dottore commercialista. Tuttavia, ciò che conta davvero per me è mettere le mie competenze al servizio delle persone e del mio territorio. Non scambierei mai la mia immaginazione e la mia creatività con alcun titolo accademico.
Credo che ciò che davvero conti sia l’essere e non l’avere. Guardo con una certa tenerezza chi vive nell’ipocrisia o sente il bisogno costante di apparire. Le persone troppo serie mi insospettiscono: amo l’ironia e l’autoironia, perché prendere la vita — e se stessi — eccessivamente sul serio non porta fortuna. Una sana goliardia, invece, fa bene all’anima.
Ho giocato a calcio per vent’anni nel ruolo di portiere e, da trent’anni, sono impegnato nel mondo associativo con iniziative culturali, musicali e sportive. Mi piace osservare e parlare poco; a volte cerco il silenzio e la solitudine, ma amo anche la socialità. Sono sensibile, gentile ed educato, ma so essere determinato senza perdere la mia tenerezza.
2 - MI hai accennato un giorno che sei vissuto anche in altre città italiane, (un po' per motivi di studio o altro) cosa ti ha lasciato ognuna di queste
Sono un’amante della natura e degli animali, ma amo moltissimo viaggiare e visitare le città d’arte italiane e i paesi esteri ricchi di storia antica. Firenze, con le sue opere quasi fiabesche, mi ha impressionato; credo sia la più bella. A Parma ho imparato a fare lunghe passeggiate nei parchi e in città, una città a misura d’uomo. Sono rimasto molto colpito dal viaggio fatto in Toscana: Montecatini Terme, Lucca, Pistoia, Pisa e Collodi, una natura e paesaggi molto simili ai nostri. Senza dimenticare il fantastico viaggio naturalistico alle Isole Eolie. L’Italia l’ho girata in lungo e in largo, ma sono stato anche in America, a Punta Cana, in Egitto a Hurghada, in Grecia, in Svizzera, in Belgio e in Germania, anche per motivi di studio, svolgendo una tesi sperimentale presso la Brennet AG di Wehr. Il viaggio più bello è quello che ancora dovrò fare e, per me, viaggiare equivale a leggere e scrivere un libro, un’avventura che mi dà continue emozioni. Come l’immaginazione, la creatività e la scrittura, viaggiare per me rappresenta la felicità di vivere. Ogni città che ho visitato mi ha lasciato negli occhi la bellezza, mai fine a sé stessa, esperienze ed esempi che ho cercato di mettere in pratica nel mio paese.
3) - Perchè ti sei avvicinato al mondo della scrittura?
Negli anni ho accumulato le cose che ho visto e maturato, l’esperienza e la memoria, e le cose che non ho visto con gli occhi, ma solo immaginato. Da piccolo ho sempre amato scrivere. La scrittura è stata sempre la mia passione nascosta, ma arrivato a un certo punto della vita ho deciso di passare dalla parola, all’immaginazione e alla creatività, alla scrittura di libri, siano essi saggi o romanzi. Non mi piace scrivere cose razionali e, quindi, la scrittura razionale. Amo la scrittura immaginifica e creativa e inventare mondi paralleli per dire grandi verità. I ragionatori che ostentano e parlano usando paroloni ad effetto mi stanno sulle scatole. Credo invece che scrivere e parlare in modo semplice sia un talento davvero geniale. La genialità sta nella semplicità, che è un dono ed è "un'arma disarmante" che arricchisce e svela la bellezza pratica e la felicità di vivere. Aver avuto l’intuito di scrivere il primo libro sul Neolitico di Cassano e un secondo sull’età del rame e del bronzo mi ha riempito d’orgoglio. Sai cosa ho pensato? Abbiamo una storia antichissima, preistorica, di almeno diecimila anni fa, con reperti indelebili (grotte, segni, ossidiana, oggetti in terracotta); e più volte mi sono domandato come mai nessuno abbia avuto l’idea di scrivere su quest’età magica e misteriosa. Mi sono avvicinato alla scrittura per esprimere questa mia grande passione e per scrivere grazie all’immaginazione, che è coraggio e abita nel cuore, cose che mai nessuno ha visto o avrebbe mai visto. Credo che l’immaginazione sia un modo di scrivere diverso, che apre orizzonti sconfinati. Poi, ho scelto di scrivere per esprimere la mia grande sensibilità e l’oceano di emozioni che è in me. Ma sostanzialmente per raccontare bellezza, ricordo, memoria e verità.
4 - Che rapporto hai con i tuoi lettori?
Il rapporto con i miei lettori è diretto e coinvolgente, nel senso che li rendo protagonisti mentre scrivo, rivolgendo loro delle domande o invitandoli a riflettere su cose nascoste e scomode. Quando, durante i convegni di presentazione, consegno i miei libri alla gente, poiché il contenuto appartiene a tutti, soprattutto quando scrivo della bellezza del nostro territorio e di biografie di uomini geniali come Biagio Tancredi o Enrico Mueller, provo a interagire il più possibile con i presenti. Se ho scritto qualcosa che non piace, vorrei però che mi dicessero come avrei dovuto farlo. Quando li incontro nel paese o sui social, mi riempie di orgoglio parlare con loro per comprendere se sono stati affascinati dalle storie scritte nei miei romanzi. Da loro c’è sempre da imparare e tutti possono darci spunti a noi nascosti.
5 - Quanti libri hai pubblicato?
Ho scritto cinque libri e ne sto scrivendo un sesto, il più lungo, strano e di valenza universale; mi sono un po' allontanato dalle storie locali. Il primo libro che ho scritto è pesante, ma molto utile: il modello dello sviluppo locale per la Sibaritide cassanese. Per contestualizzare un paradigma di sviluppo che ho studiato a Parma con i miei più grandi professori, Domenico Cersosimo e Fabrizio Barca. Ma ho avuto anche altri docenti importanti in questa materia, i professori Guglielmo Wolleb, Alessandro Arrighetti, Gilberto Serravalli, Alberto Guenzi e Salvatore Orlando. Il secondo libro parla del Neolitico locale, il Villaggio di OnassaC e la Rivoluzione Neolitica. Il terzo racconta dell’età del rame e del bronzo delle tribù del Pollino e di Cassano. Con il quarto e il quinto libro racconto la vita, le opere, gli aneddoti e le genialate di due dei più grandi personaggi del nostro paese: Biagio Tancredi ed Enrico Mueller, che ho avuto l’onore di presentare alla Fiera Internazionale del Libro a Torino. Credo che non finirò mai di studiare e di scrivere libri, senza assilli e con molto piacere. Più di qualcuno dice che abbia scritto dei capolavori, io sorvolo e continuo a scrivere più di prima.
6 - Come trascorri il tempo libero?
Per me non esiste il concetto di tempo libero, è un tutt’uno. Faccio sempre qualcosa, ma sempre con piacere e passione, anche quando non lavoro: leggo, scrivo, ascolto musica, vedo film storici e le partite di calcio. Mi diverto a giocare con i miei due gatti, Tommy e Oscar, e con la meravigliosa cagnolina pechinese, Adelaide. D’estate mi piace andare al mare sulle nostre coste, un mare stupendo. In montagna mi piace cucinare al fuoco; mi dà il senso delle cose antiche e delle tradizioni. Ho anche la passione per la cucina e spesso aiuto mia moglie Angela a cucinare, che a sua volta realizza fantastici disegni a matita a mano libera per illustrare i miei libri.
7 - Progetti per il futuro
Tornato dalla Fiera del Libro Internazionale di Torino, ho lanciato l’idea della Fiera del Libro di Sybaris; chi più del nostro territorio, dalla cultura millenaria, può avere l’ambizione di organizzare una fiera del libro, che credo sia una grande opportunità socioculturale? Con il nascente Comitato della fiera, abbiamo pensato a un evento sobrio, ma creativo. Un evento che nascerà piccolo, ma che negli anni può crescere. La cultura è un concetto che crea opportunità di crescita e di sviluppo e conviene a tutti. Con gli amici abbiamo anche l’idea di contribuire a riprogettare la possibilità di diventare sito UNESCO, attualmente in una fase stazionaria, aggiungendo il mito di Sybaris a quello preistorico, che migliorerebbe il punteggio agli occhi della Commissione. Il nostro territorio è un cantiere archeologico a cielo aperto ed è impossibile che non venga riconosciuto sito UNESCO. Abbiamo un diritto naturale che va assolutamente colto.
Sto curando un altro progetto culturale realizzato insieme al regista romano Guido Fiandra, alle scuole di Francavilla e Cerchiara, al Fan Club Bertoli di Lauropoli e al Comune di San Lorenzo Bellizzi, quale soggetto attuatore. Abbiamo presentato presso un ente culturale internazionale un progetto didattico e culturale, un laboratorio di scrittura e un docufilm: Viaggio immaginario nel neolitico. L'obiettivo è avvicinare i ragazzi ai libri e alla storia antica del nostro paese, accrescere in loro il pensiero immaginifico e insegnare loro come ideare e scrivere romanzi.






