Facciamo nostro L'appello dei politici calabresi del M5S e vediamo di capire dove sono confluiti i dipendenti della "ex-Abramo Customer Care", società ormai tombata dopo aver lasciato centinaia di dipendenti in mutande. La società che avrebbe assunto la maggior parte di loro è la Konecta R S.R.L. - con sede a Corsico, (comune dell'interland milanese) in Via Sebastiano Caboto, 1 (nella foto) - ma che da una nostra ricerca sul web risulta CESSATA, vedi foto in coda all'articolo. Ora sarebbe interessante sapere se esiste ed è attiva un'altra società con lo stesso nome, perchè è possibile che con il gioco delle scatole cinesi ci sia sotto qualche altra porcheria. <Mentre la Regione Calabria si vanta di investire sulla digitalizzazione della sanità, centinaia di lavoratrici e lavoratori calabresi vengono penalizzati da un sistema che disattende gli accordi firmati nelle sedi istituzionali>, è quanto denunciano in una nota i deputatiM5S Vittoria Baldino, Anna Laura Orrico e Riccardo Tucci.
<Con un’interrogazione ai ministri del Lavoro, delle Imprese e della Pubblica Amministrazione, chiediamo al Governo di verificare le gravi disparità di trattamento denunciate dai lavoratori ex Abramo Customer Care oggi impiegati da Konecta R S.r.l., soprattutto nella commessa pubblica finanziata per la digitalizzazione delle cartelle cliniche calabresi.
L’accordo firmato presso il MIMIT il 20 dicembre 2024 garantiva a tutti i dipendenti – proseguonoBaldino, Orrico e Tucci- la continuità occupazionale, contrattuale ed economica, ma oggi circa 700 lavoratori sono costretti ad accettare demansionamenti fino a due livelli, perdite salariali fino a 12.000 euro l’anno e condizioni di lavoro inaccettabili>
<Due pesi e due misure: chi lavora sulle commesse TIM e Fibercop – rimarcano i parlamentari - ha ottenuto il pieno rispetto dell’accordo, chi invece è stato destinato al progetto pubblico di digitalizzazione, paga il prezzo di una gestione opaca e discriminatoria. A Crotone, si lavora su turni estenuanti fino alle 23 anche nei festivi, non per esigenze reali, ma per carenze strutturali>.
<Chiediamo che il Governo – concludono Baldino, Orrico e Tucci -verifichi la corretta applicazione dell’accordo di transizione tra Abramo e Konecta, in particolare in relazione al rispetto delle condizioni economiche e normative per tutti i lavoratori coinvolti,attivi immediatamente un’ispezione attraverso l’Ispettorato Nazionale del Lavoro per accertare eventuali violazioni contrattuali e discriminatorie e che convochi un tavolo istituzionale di crisi, coinvolgendo anche la Regione Calabria, per garantire che nessun lavoratore venga lasciato indietro o declassato. Le risorse pubbliche non possono essere utilizzate per peggiorare le condizioni di chi lavora. Non si costruisce innovazione con lo sfruttamento. Non si digitalizza la sanità calabrese precarizzando il lavoro>.
Grazie per l'attenzione e Buon Lavoro!







