Fa impressione il meccanismo di rimozione e negazione della realtà compiuto da molte persone su quello che succede a Gaza.
Le dimensioni della strage quotidiana di palestinesi, la devastazione materiale, l’assedio e la carestia usati come armi di guerra, tutto questo è andato talmente oltre ogni limite che l’unico modo per accettarlo, per chi insiste a difendere a tutti i costi le ragioni del governo israeliano, è sostenere che si tratta solo di falsità.
E quindi: le vittime non sono poi così tante, le scuole e gli ospedali non sono stati distrutti, non è vero che i palestinesi sono ridotti alla fame, e se proprio lo sono è colpa di Hamas.
Lo ripete da settimane lo stesso primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: la carestia a Gaza è una fake news.
In base a questo ragionamento, mentono i giornalisti di tutti i giornali del mondo, dal New York Times a Le Monde, mentono gli operatori umanitari, i medici locali e quelli delle grandi ong, sono false le testimonianze dei palestinesi sopravvissuti, sono manipolate le fotografie e i video che da due anni documentano gli effetti dei bombardamenti israeliani e del blocco degli aiuti, mentre i rapporti degli esperti pubblicati dalle riviste mediche europee indipendenti sono contestabili, come se fossero opinioni e non invece basati su studi seri e approfonditi.
D’altra parte anche a questo servono la decisione del governo israeliano di estrema destra di impedire l’accesso a Gaza ai giornali stranieri e la sistematica uccisione dei giornalisti palestinesi che resistono e si ostinano a lavorare sul campo: a eliminare ogni possibile fonte.
Fonte: articolo e foto (Internazionale di oggi 22 agosto 2025)
Foto: Aiuti umanitari pacadutati su Gaza
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Ultime notizie In attesa di una tregua
◆ Il 20 agosto 2025 il governo israeliano ha approvato il piano annunciato pochi giorni prima dal ministro delle finanze israeliano Bezalel Smotrich, di estrema destra, per costruire 3.400 case in Cisgiordania, annettendo a Israele una porzione del territorio palestinese di dodici chilometri quadrati. Le Nazioni Unite e l’Unione europea hanno criticato il piano, chiamato E1, che taglierebbe in due la Cisgiordania, affossando definitivamente la creazione di un eventuale stato palestinese.
◆ Il 19 agosto il ministro della difesa israeliano, Israel Katz, ha richiamato in servizio 60mila riservisti dopo aver dato il via libera alla conquista della città di Gaza.
◆ Il 18 agosto Hamas ha annunciato di aver accettato una nuova proposta per una tregua di sessanta giorni con Israele nella Striscia di Gaza, che prevede la liberazione in due fasi degli ostaggi ancora nelle mani del gruppo estremista islamico palestinese. Israele chiede la liberazione di tutti gli ostaggi.
◆ Decine di migliaia di persone (fino a 500mila secondo gli organizzatori) hanno manifestato il 17 agosto a Tel Aviv per chiedere la fine della guerra e la liberazione degli ostaggi. È stata una delle più grandi mobilitazioni dall’inizio dell’operazione militare israeliana nel territorio palestinese, il 7 ottobre 2023, e ha segnato l’apice di una giornata di proteste e di sciopero generale in tutto il paese. L’iniziativa è stata organizzata una settimana dopo che il gabinetto di sicurezza israeliano aveva approvato un piano per prendere il controllo della città di Gaza e sconfiggere Hamas. Il piano è stato condannato dalla comunità internazionale.
◆ Il 15 agosto l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha reso noto che almeno 1.760 palestinesi sono stati uccisi dalla fine di maggio nella Striscia di Gaza, in gran parte dall’esercito israeliano, mentre cercavano aiuti umanitari. Tra questi, 994 sono morti vicino ai siti di distribuzione della Gaza humanitarian foundation, sostenuta dagli Stati Uniti e da Israele, e 766 lungo gli itinerari dei convogli.
Afp, Al Jazeera






