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L’ultimo messaggio dell’etologa Jane Goodall per il pianeta Terra è un appello

Jane Goodall.jpgSembra parlare dall’aldilà Jane Goodall, l’etologa e antropologa morta a 91 anni, dopo una lunga carriera nella scienza e nell’attivismo per la salvaguardia del pianeta. Se la teoria evolutiva di Charles Darwin ha ipotizzato che l’uomo e le scimmie avessero un antenato comune, gli studi di Jane Goodall hanno dimostrato che gli scimpanzé possiedono una cultura animale che per molti aspetti si avvicina alla nostra.
L’antropologa britannica, morta a 91 anni lo scorso primo ottobre, ha lasciato un ultimo messaggio prima della scomparsa, affidato ad un video.

Jane Goodall: “Ognuno di voi ha un compito da svolgere”

“Voglio assicurarmi che tutti voi comprendiate che ognuno ha un ruolo da svolgere. Potreste non saperlo, potreste non scoprirlo, ma la vostra vita è importante e siete qui per un motivo”, spiega Jane Goodall nel suo video messaggio.
Le sue parole risuonano come un monito, ma infondono anche speranza in chi le ascolta: “Senza speranza finiamo vittime dell’apatia e in tempi così duri come quelli che viviamo oggi se non c’è speranza siamo condannati”, afferma infatti la scienziata.

Le ultime parole famose: il nuovo format Netflix

La profonda riflessione che Goodall affida ai microfoni di Brad Falchuk prima della morte è raccolta nella serie Le ultime parole famose di Netflix. Si tratta di un nuovo format che riprende il programma danese Det Sidste Ord (L’Ultima Parola), basato su interviste postume, del 2020. Goodall sembra parlare dall’aldilà convinta che dopo la morte permanga la coscienza di quel che abbiamo fatto in vita e, rassicurata dal fatto che l’intervista andrà in onda solo dopo la sua morte, si lascia andare a confidenze e ammissioni: “Non ci saranno conseguenze sulle mie parole perché non ci sarò più”.

Jane Goodall: scienziata e attivista

Oltre ad essere nota per i suoi studi “umanizzati” sui primati – a cui dava un nome invece che assegnare un numero come i colleghi scienziati – Jane Goodall è divenuta un esempio: pioniera in un campo di ricerca solitamente appannaggio maschile – non a caso la sua storia è stata inserita anche nel libro per l’infanzia Storie della buonanotte per bambine ribelli (Mondadori, 2017) – ha anche contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica su temi ambientali e di preservazione delle specie.

Le sue conquiste sono ben raccontate nel documentario Jane Goodall: The Hope, del 2020, diretto da Elizabeth Leiter e Kimberly Woodard. Ora National Geographic, per commemorare questa grande donna, ha voluto renderlo visibile in chiaro su YouTube, affinché il pubblico conosca il suo lavoro “che ha rivoluzionato la nostra comprensione del mondo naturale”.

Cliccare quì per il video citato nel testo (versione inglese)

Cliccare quì per il video/cortometraggio (versione inglese)
Roberta Pisa

(fonte: www.artribune.com )

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