Questo sito utilizza cookie per garantire il corretto funzionamento delle procedure e migliorare l'esperienza d'uso delle applicazioni. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca su info. Continuando a navigare o accettando acconsenti all'utilizzo dei cookie.

Cultura musicale. Una prima importante di Antonin Dvorak

Dvorak.jpgRicordando musicisti importanti come quello di cui ci occupiamo oggi e delle sue opere, con le ali della fantasia infiliamoci nell'atmosfera londinese di fine ottocento e intrufoliamoci tra gli appassionati di musica concertistica di quel tempo. Siamo al 19 marzo del 1896 e ci accingiamo ad assistere alla prima esecuzione a Londra (Philarmonic Society) del Concerto per violoncello e orchestra in si minore op.104 di Antonin Dvorak (Nelahozeves, 8 settembre 1841Praga, 1º maggio 1904). Dopo questa data, non a torto, sarà  giudicato da molti il più bel concerto per violoncello (forse assieme a quello di Schumann). Questa pagina è anche una delle opere più intense di Dvorak, composta durante il soggiorno americano, ma rielaborata (specie nel terzo tempo) dopo il ritorno a Praga nel 1895. Il Concerto occupa un posto di rilievo tra le ultime composizioni del compositore ceco ed è considerato un testamento della sua attività artistica, oltre che un'importante testimonianza dell'appartenenza di Dvorak alle cosiddette Scuole Nazionali. Dei due Concerti per violoncello e orchestra scritti da Dvorak solo il secondo è rimasto nel repertorio mentre il primo, del 1865, ci è pervenuto nella versione per violoncello e pianoforte ed è considerato un lavoro di stampo giovanile. Il sentimento di inquietudine e di tormentata passione che affiora nel Concerto in si minore va ricollegato, secondo alcuni studiosi, alle vicende biografiche dell'autore, ed in particolare all'amore impossibile per la futura cognata Josefina Cermàkovà. Non sappiamo se il fascino e la naturalezza di questo Concerto scaturiscano, come spesso avviene nella creazione artistica, da una sofferenza interiore, è certo però che l'op. 104 è uno degli esempi più riusciti di fusione di folklore e formalismo classico, una composizione piena di nobile melodiosità e di ricchezza strumentale. Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia, Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 19 Ottobre 2002.

Vi proponiamo l'ascolto di questo concerto nell'esecuzione di Mstislav Rostropovich con la London Philharmonic Orchestra diretta da Carlo Maria Giulini CLICCARE QUI'

Ultime Notizie

La seconda tornata della nostra rubrica “Incontro con” l’abbiamo dedicata a Salvatore Cataldi, che da anni si cimenta con l’arte...
<Nel decreto emergenza che il Governo sta predisponendo per i territori che nelle scorse settimane sono stati colpiti dal...
Appello della Confederazione Italiana Agricoltori sul territorio per un piano straordinario di manutenzione Non sono solo i nomi dei cicloni a...
Il Comitato Civico Ospedale Trebisacce apprende con grande piacere la notizia della deliberazione di Giunta Comunale n. 29 del 9...
Altro che “gara di solidarietà”. La solidarietà, quella vera, non si proclama: si pratica. E nelle ore decisive, a...

Please publish modules in offcanvas position.