Carissimi amici e amiche,
prima o poi arriva per tutti il momento di voltarsi indietro e guardare la strada percorsa. Non con nostalgia, ma con quella serenità che viene quando si sa di aver fatto, nel bene e nel male, tutto ciò che era possibile fare.
Dopo trentotto anni di attività, è arrivato anche per noi quel momento.
L’agenzia di viaggi e turismo SYBARIS TOUR, che fondai insieme al carissimo amico Livio Macrini, purtroppo scomparso da tempo, chiude oggi i battenti. Non è una decisione improvvisa, ma la naturale conclusione di un lungo percorso fatto di lavoro, incontri, difficoltà, ma anche di tante soddisfazioni.
Era il 1988 quando ottenemmo la licenza regionale, dopo una trafila burocratica tutt’altro che semplice. Chi ha avuto a che fare con certe realtà del nostro Sud sa bene che non sempre gli ostacoli sono legati soltanto alle norme: a volte entrano in gioco parentele, comparaggi, amicizie interessate e, non di rado, le solite richieste poco eleganti delle classiche “mazzette”.
Noi scegliemmo una strada diversa. Decidemmo di non piegarci a quel sistema e di affidarci piuttosto al buon senso delle istituzioni. Così ci rivolgemmo a un assessore regionale al turismo che non conoscevamo neppure personalmente, il dottor Ubaldo Schifino. Gli spiegammo la nostra situazione e, con grande correttezza e disponibilità, ascoltò il problema e lo risolse immediatamente.
Ma questa è soltanto una delle tante pagine di una storia che in realtà comincia molto prima e che, forse, un giorno racconterò per intero. Dopo quarant’anni, forse è arrivato il momento di farlo.
Oggi però non voglio soffermarmi sulle difficoltà. Voglio piuttosto ricordare le tantissime persone che in questi anni hanno incrociato il nostro cammino.
Grazie alla loro fiducia abbiamo potuto tenere alzata la saracinesca della nostra agenzia per quasi quattro decenni e vivere dignitosamente del nostro lavoro.
Penso innanzitutto ai cittadini dell’intero comprensorio della Sibaritide, non solo di Sibari ma anche dei tanti paesi vicini. In questi anni abbiamo fatto viaggiare migliaia di persone.
Ci sono stati gli sposini in viaggio di nozze, pieni di entusiasmo e di sogni. Ma anche persone costrette a partire per motivi meno felici: per curarsi, per studiare o per cercare lavoro lontano da casa.
Spesso il nostro lavoro andava ben oltre la semplice prenotazione di un biglietto o di un albergo. Ci siamo trovati ad aiutare chi doveva restare settimane in una città per assistere un familiare malato, cercando una sistemazione più economica; oppure a dare una mano a un giovane al suo primo impiego al Nord o all’estero. In quei momenti abbiamo cercato di fare il nostro mestiere con serietà, pazienza e umanità.
Non posso dimenticare chi si è affidato a noi per organizzare viaggi di gruppo anche complessi. Ricordo con affetto alcuni sacerdoti che purtroppo non sono più tra noi: don Silvio Renne di Cassano, don Antonio Pedaci di Cropalati, don Pietro De Simone di Mirto, don Natale Colafati di Soveria Mannelli, don Antonio Ciliberti di Corigliano, poi divenuto vescovo, e tanti altri.
E poi le numerose associazioni sparse in tutta la Calabria — e anche oltre — che si sono affidate a noi per visitare luoghi particolari, talvolta difficili da raggiungere anche per ragioni politiche o ideologiche.
In questi giorni, mentre riordino i documenti del nostro archivio, mi capita di imbattermi in vecchi itinerari di viaggio. Leggerli è come aprire una finestra sul passato: tour in Russia, Ungheria, Jugoslavia, Norvegia, Danimarca, organizzati quando ancora non esistevano internet e i mezzi di comunicazione di oggi. Allora si lavorava con il telex, poi arrivò il fax, e infine le comodissime e-mail.
Tra i tanti viaggi individuali organizzati ce n’è uno che ricordo in modo particolare. Una coppia di sposi di Corigliano ci affidò il proprio viaggio di nozze: trentacinque giorni di tour, che all’epoca costarono la considerevole cifra di 36 milioni di lire. Il percorso prevedeva Parigi, raggiunta in TGV da Milano, poi New York con il supersonico Concorde, e quindi Los Angeles, San Francisco, Miami e infine Santo Domingo, prima del rientro in Italia. È stato probabilmente il viaggio più costoso che abbia mai organizzato nella mia carriera.
Con il tempo la nostra attività si ampliò anche come tour operator sul territorio calabrese. Fummo i primi a proporre escursioni dai villaggi turistici della costa verso i paesi dell’interno, facendo scoprire ai visitatori angoli meno conosciuti della nostra terra.
Il primo hotel-villaggio con cui collaborammo fu il Bagamojo, gestito magnificamente da I Viaggi del Ventaglio di Milano, della famiglia Colombo, e successivamente dal caro amico Benito Bernardo. Molte delle località che inserimmo allora nei nostri minitour sono oggi diventate tappe quasi obbligate per chi soggiorna sul nostro mare.
Nel 1989 mi accorsi che i tanti villeggianti presenti nelle località balneari non avevano uno strumento semplice per orientarsi nel territorio. Così nacque la “Carta-Guida della Sibaritide”.
Grazie alla mia precedente esperienza di topografo disegnai a mano una cartina in scala 1:2000, pensata per essere chiara e facilmente consultabile. Sul retro inserimmo una breve descrizione di ogni paese, con curiosità, numero di abitanti e luoghi di interesse.
La presentazione avvenne nel salone dei Cantieri Nautici dei Laghi di Sibari e la cartina ebbe un successo sorprendente. Il caro amico Rosario Rubbettino, allora agli inizi della sua brillante carriera editoriale, ne stampò cinquemila copie che andarono subito esaurite, tanto che dovemmo ristamparne altre diecimila.
Tra gli sponsor che sostennero l’iniziativa ricordo con gratitudine l’azienda Amarelli di Rossano e il dottor Alessandro, che credette subito nel progetto e mi fu vicino anche negli anni successivi. Anche la BCC dei Due Mari, oggi purtroppo scomparsa, accolse con entusiasmo l’idea, insieme a numerosi albergatori, commercianti e ristoratori.
Nonostante il lavoro svolto e i servizi offerti, la nostra attività non ha mai goduto di grande attenzione da parte delle autorità locali, quasi fosse qualcosa di estraneo al territorio. Nelle pubblicazioni istituzionali non siamo mai stati indicati come servizio utile ai cittadini o ai turisti.
Con rammarico devo dire che anche la Chiesa locale raramente si è avvalsa dei nostri servizi. Solo una volta organizzammo un viaggio per monsignor Bertolone in Francia, perché nessun altro era riuscito a predisporlo per un gruppo così piccolo.
Ma non importa.
Ce l’abbiamo fatta lo stesso.
Forse dovrei dire: malgrado tutto e malgrado tutti.
Oggi voglio soprattutto ricordare con gratitudine i dieci anni di collaborazione con Blu Serena, gestore del Green Village, quella ultraventennale con Tivigest di Padova, gestore della Baia degli Achei, e la trentennale collaborazione con le autolinee SIMET di Rossano, di cui siamo stati referenti locali.
Un ringraziamento davvero speciale va anche a mio figlio Davide e alla sua compagna Debora Falbo che, dopo il mio pensionamento nel 2009, hanno raccolto il testimone e portato avanti con serietà, passione e determinazione l’attività che avevo iniziato nel lontano 1988. Senza il loro impegno e la loro dedizione, questa lunga storia non avrebbe potuto continuare ancora per tanti anni.
E non posso dimenticare i nostri “occasionali collaboratori”: l'ing. Luca Rossetti, oggi in Madagascar esperto di sport estremi, il prof. Mimmo Lateano di Trebisacce col quale organizzammo tante magnifiche crociere, il prof. Alfredo Colosimo di Colosimi (fratello dello scrittore Peter Kolosimo), entrambi purtroppo non più tra noi, la sig.a Luisa Arnaboldi, presidente dell'Ass. Ex-Allievi dell'Istit. Don Gnocchi, le magnifiche guide e accompagnatori Arnaldo Grisolia, Gaetano Sangineto, Giulio Pignataro, Domenico Mazzitelli, Angelo Fontana ed Emilia di Matera, Mariella Rose, Natalino Sciino, Beatrice Marzano, le banconiste Lucia Bruno, Olimpia Tocci, Anna Marzia, Antonella Fittipaldi, Olimpia Azzolino, Marilena Scorzo, e la mia compagna Anna Sommese che per tanti anni mi ha supportato e sopportato nel lavoro quotidiano cercando di accontentare tutti anche con le pretese a volte più assurde ... e tanti altri, difficile ricordarli tutti, che ci hanno validamente coadiuvati in tantissime occasioni.
Un grazie sincero anche ai tanti colleghi del Nord e delle regioni vicine che negli anni ci hanno affidato i loro clienti nei tour alla scoperta della Calabria e della Basilicata, con molti dei quali siamo ancora oggi in cordiali e amichevoli rapporti.
E infine — ma non per ultimi — grazie a tutti voi che avete avuto la pazienza di arrivare fino in fondo a queste righe.
Trentotto anni di lavoro non si chiudono semplicemente abbassando una saracinesca. Restano i ricordi, le amicizie, i viaggi e le storie condivise.
E chissà… magari la prossima volta ci incontreremo semplicemente davanti a un caffè, a raccontarci ancora qualche viaggio e qualche ricordo.
Antonio Michele Cavallaro
ex-titolare della Sybaristour








