Rottamazione dei tributi: chi festeggia davvero?
Abbiamo appreso che in alcuni ambienti del nostro territorio si è accolto con entusiasmo l’annuncio secondo cui diversi Comuni del comprensorio adotteranno la cosiddetta “rottamazione” per i tributi non pagati. Una misura che, fino a poco tempo fa, non era applicabile ai debiti contratti con le casse comunali.
È bene chiarirlo subito: non stiamo parlando delle famiglie in difficoltà, dei pensionati che faticano ad arrivare a fine mese o di chi, travolto da una crisi improvvisa, si è trovato nell’impossibilità reale di pagare. Per queste persone ogni forma di alleggerimento rappresenta un aiuto concreto e legittimo.
Gli ambienti a cui facciamo riferimento sono altri.
Parliamo di soggetti che muovono milioni di euro di fatturato, che in alcuni casi prosperano anche grazie al lavoro di dipendenti costretti ad accettare contratti poco dignitosi (puro eufemismo). Parliamo di chi, pur avendo risorse economiche e consulenti di alto livello, ha sollevato cavilli su cavilli per ritardare o evitare il pagamento di quanto dovuto alla collettività.
Sappiamo bene di chi stiamo parlando. Ma prima di puntare il dito, vogliamo osservare con attenzione come si comporteranno le amministrazioni locali. La rottamazione può essere uno strumento utile se applicato con equità e rigore. Diventa invece un premio all’astuzia se finisce per favorire, ancora una volta, i soliti noti.
È per questo che condividiamo la posizione del gruppo politico “Le Lampare” di Cariati, che ha scelto di mettere fin da subito i puntini sulle “i”. Prima che vengano prese decisioni che rischiano di avvantaggiare chi ha sempre avuto i mezzi per pagare ma non la volontà di farlo.
La questione non è solo tecnica o contabile. È una questione di giustizia.
E la giustizia, quando si amministra il bene pubblico, non può avere due pesi e due misure. (La redazione)
COMUNICATO DEL GRUPPO CONSILIARE DI MINORANZA del Comune di Cariati, LE LAMPARE
In Consiglio si discuterà la “rottamazione” delle entrate comunali.
Noi lo diciamo chiaramente: andare incontro a chi è davvero in difficoltà economica è doveroso. Chi ha perso il lavoro, chi ha avuto un crollo del reddito, chi ha attraversato un periodo duro non può essere trattato come un evasore.
Ma c’è una linea rossa che non accettiamo di oltrepassare:
questa misura non può trasformarsi in un premio agli evasori seriali, a chi non paga da anni per scelta, a chi ha usato il contenzioso come strategia, a chi aspetta la prossima sanatoria.
Perché diciamolo senza giri di parole: le casse comunali sono state messe in ginocchio anche da questi comportamenti.
E quando i bilanci traballano, a pagare non sono i “furbi”: pagano tutti i cittadini con servizi più scarsi, manutenzioni rinviate, investimenti bloccati, tasse che pesano sempre sugli stessi.
La nostra posizione è semplice e concreta:
- aiuto vero e selettivo per chi dimostra difficoltà (criteri oggettivi, tipo ISEE e rate sostenibili);
- nessun regalo a chi è recidivo e ha accumulato debiti per scelta;
- tutela dell’equità fiscale: chi paga regolarmente non può essere penalizzato;
- sostenibilità finanziaria: prima di approvare, servono numeri chiari su impatto, residui, cassa e FCDE.
Noi non siamo contro la rottamazione “a prescindere”.
Siamo contro la rottamazione fatta male e regole vaghe, che rischia di essere percepita come un favore, di aumentare l’ingiustizia e di indebolire ancora di più il Comune.
Cariati ha bisogno di queste due semplici regole: solidarietà verso i fragili, fermezza verso gli evasori.
È questo l’equilibrio che difenderemo in Consiglio.
Gruppo Consiliare LAMPARE - Comune di Cariati






