Dopo aver letto l’esternazione di Aldo Cazzullo, secondo cui la canzone di Sal Da Vinci sarebbe destinata a diventare colonna sonora dei matrimoni dei camorristi, mi è venuta una curiosità. Non musicale, ma genealogica - per correttezza, prima però, riporto l'intera frase pronunciata dal vice-direttore del Corriere della Sera:
"«Per sempre sì potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra, o a essere generosi una canzone di Checco Zalone; che però le scrive per burla, per fare il verso a un certo Sud più melenso che melodico. Per fortuna sono del Sud artisti che a Sanremo avevano canzoni interessanti, come Samurai Jay e Serena Brancale» - Mi sono chiesto: da dove viene il cognome Cazzullo?
Quel suffisso –ullo, lo confesso, mi faceva pensare a qualcosa di meridionale. Così ho fatto quello che oggi fanno tutti: ho interrogato il web.
Le prime ricostruzioni onomastiche sembrano dare qualche appiglio a questa intuizione. Il suffisso –ullo è tipico dei diminutivi meridionali e alcuni studi segnalano possibili presenze del cognome tra Calabria, Basilicata e Campania. Nulla di definitivo, naturalmente, ma abbastanza per far nascere una domanda: vuoi vedere che qualche remoto antenato meridionale si nasconda nell’albero genealogico del severo censore dei gusti musicali altrui?
Continuando a cercare, però, il quadro cambia.
Il cognome Cazzullo è rarissimo: in tutta Italia si stimano appena una trentina di famiglie. E soprattutto non si trova al Sud, bensì nel Nord-Ovest: tra Piemonte, Liguria e Lombardia. Le tracce più antiche conducono alle Langhe e al Monferrato, dove nei registri parrocchiali del Seicento compaiono già famiglie con questo cognome. Considerata la rarità del cognome, è molto probabile che quasi tutti i Cazzullo italiani discendano proprio da quel ceppo piemontese. La scoperta, devo dire, mi ha rassicurato. Per un attimo avevo temuto un curioso corto circuito genealogico: qualche antico cazzone meridionale trasformato, con il passare delle generazioni, in un irreprensibile cazzullo piemontese.
Pericolo evitato.
Quanto alla canzone di Sal Da Vinci - che, detto per inciso, non piace molto neanche a me - è probabile che continui a fare quello che fanno da sempre le canzoni popolari: girare liberamente tra la gente, senza chiedere il permesso ai sociologi della domenica. Ai matrimoni del Sud, certo. Ma anche alle feste di paese, nelle cucine, nelle automobili e – chissà – magari un giorno pure in qualche ricevimento piemontese.
Perché la musica popolare ha un difetto: non riconosce gerarchie culturali, non chiede certificati di rispettabilità e soprattutto non si preoccupa di piacere agli editorialisti.
Continua semplicemente a essere cantata. Anche quando qualcuno, dall’alto della sua "cattedra", prova a spiegare agli altri che cosa dovrebbero vergognarsi di cantare.
La musica popolare ha questo vizio: non legge gli editoriali prima di uscire di casa. Ma questo il solerte Cazzullo sicuramente non lo sa, altrimenti che -ullo sarebbe.
Antonio Michele Cavallaro
Libero pensatore,
calabro-siculo-lucano-campano-pugliese

A proposito della sbandata di Cazzullo pubblico un'osservazione dell'esperto di musica Gianfranco GALLO sul suo profilo social.
A proposito di Cazzullo: Gianfranco Gallo
4 marzo alle ore 19:02 ·
Sto leggendo cose pazzesche. Aldo Cazzullo che parla di Sal e di una canzone con una maleducazione, una scorrettezza ed una prosopopea che me lo fanno interamente rivalutare in negativo.
Innanzitutto gli autori sono Alessandro La Cava (Roma anno 2000) , Federica Abbate (Milano 1991), Eugenio Maimone ( Milano anno 1992) e il duo di DJ e producer Merk (Federico Mercuri) e Kremont (Giordano Cremona, entrambi di Milano. La Abbate e La Cava firmano anche il brano di Fedez e Masini. Piccolo riassunto dei precedenti dei giovanotti. Federica Abbate :"Roma-Bangkok" – Baby K feat. Giusy Ferreri; "Una volta ancora" Fred De Palma feat. Ana Mena: Una delle canzoni più ascoltate di sempre in Italia e Spagna.
"Supereroi" Mr.Rain. Terzo posto a Sanremo 2023, diventato un inno generazionale.
"Amore e Capoeira" Takagi & Ketra feat. Giusy Ferreri.
Alessandro La Cava "Malibu" Sangiovanni: Il singolo più venduto del 2021 in Italia. "Lady" Sangiovanni: Hit multiplatino che ha lanciato la carriera dell'artista. "Farfalle" Sangiovanni
"Testa tra le nuvole" Alfa.
Merk & Kremont ed Eugenio Maimone (Il team ITACA)
"Un Altro Mondo" Merk & Kremont, Tananai, Marracash
"Dove e quando" – Benji & Fede
"Tribale" – Elodie "Movimento Lento" Annalisa. Anche Sal e suo figlio Francesco firmano il brano, ma è palese che il team di autori ha scritto il pezzo sapendo cosa vuole il pubblico da Sal (come due di loro sapevano cosa scrivere per Fedez e Masini) . Questa intro (come si usa dire in musica) , era per informare Cazzullo che non siamo più all'epoca di Mogol e Battisti (bei tempi ma non esistono più, certamente non a Sanremo) . Oggi esistono un mercato, dei team, delle strategie. Ora, quale sarebbe la colpa di Sal? Avere preparato un pezzo adatto a Sanremo? Essersi diretto ad un pubblico che lo ha sempre premiato? O essere napoletano? Ieri l'attacco a Sal il talebano , campione di patriarcato, oggi a Sal il napoletano e dunque "Camorra e matrimoni". Io credo che si stia superando la decenza, il limite è già un ricordo. Cazzullo però rivela un razzismo pericoloso, lui non ce l'ha con Sal, ce l'ha col suo pubblico. Come si permettono di esistere? Come si permettono di cantare, ballare, applaudire chi vogliono loro? Caro Cazzullo, il Festival è commercio, l'Arte ci può passare ma non è un Must. Se un artista vero e strutturato lo vince, è già una cosa buona.






