Sala piena e clima di forte esasperazione ieri sera all’incontro promosso dagli operatori della zona industriale di Corigliano per affrontare il problema dei cattivi odori che da tempo interessa l’area.
La partecipazione, secondo quanto riferito dagli organizzatori, ieri sera nell'aula conferenze dell'Azienda Gallo, è stata numerosa e il disagio espresso dai presenti ha riguardato non soltanto le attività commerciali e produttive, ma anche il settore turistico, i lavoratori e i residenti della zona.
Il problema, hanno ribadito gli operatori, andrebbe avanti ormai da circa due anni, in coincidenza temporale con l'entrata in funzione dell'impianto di produzione di biometano. Inizialmente, viene riferito, si era confidato nel fatto che si trattasse di una fase transitoria e che, una volta entrato a regime, l'impianto avrebbe ridotto gli eventuali disagi. Secondo quanto emerso durante l'incontro, sarebbe invece accaduto il contrario: il problema degli odori, anziché attenuarsi, sarebbe progressivamente peggiorato.
Una situazione che gli operatori considerano ormai incompatibile con le attività che si svolgono nell'area, soprattutto quelle legate al commercio, alla ristorazione e al turismo.
L’assessore Madeo unico rappresentante politico
All'incontro era presente Francesco Madeo, assessore del Comune di Corigliano-Rossano con delega, tra l'altro, alle politiche ambientali. Secondo quanto riferito dai partecipanti, Madeo sarebbe stato l'unico rappresentante politico presente.
La sua presenza non sarebbe stata accolta senza contestazioni. Nel corso dell'incontro gli operatori avrebbero manifestato con particolare fermezza la propria esasperazione, chiedendo conto di una situazione che, a loro dire, sarebbe stata segnalata più volte alle istituzioni senza ottenere finora una soluzione.
Non siamo contro l'impianto, ma il problema deve essere risolto
Dalle testimonianze raccolte emerge anche un aspetto particolarmente significativo. La protesta non sembra essere rivolta, almeno nelle intenzioni espresse dagli operatori, contro il principio stesso del trattamento della frazione organica.
La trasformazione dell'umido in biometano, infatti, viene riconosciuta come un'attività che può avere una funzione utile per la collettività. Il problema, piuttosto, è capire se quanto sta accadendo sia conseguenza di un malfunzionamento dell'impianto e, soprattutto, se il problema possa essere risolto.
È questa, in sostanza, la domanda che sembra emergere dall'incontro: se gli odori siano riconducibili a una situazione tecnica contingente e risolvibile oppure se rappresentino un problema strutturale di compatibilità dell'impianto con il contesto nel quale è stato collocato.
Una distinzione tutt'altro che secondaria, anche perché il nesso tra l'impianto e gli odori denunciati dagli operatori dovrà essere accertato dagli organismi competenti.
La Regione nel mirino
Nel corso della discussione è stata chiamata in causa anche la Regione Calabria, alla quale i partecipanti attribuiscono una parte di responsabilità per le scelte autorizzative e per la localizzazione dell'impianto.
Si tratta, naturalmente, di una posizione espressa dagli operatori e che richiederà un confronto con gli enti interessati e con la documentazione amministrativa relativa all'autorizzazione e ai controlli sull'impianto.
Le telecamere della Rai all'incontro
A testimoniare l'attenzione suscitata dalla vicenda, all'incontro erano presenti anche le telecamere della Rai, che hanno raccolto immagini e testimonianze durante la serata.
Il servizio dovrebbe essere trasmesso dal TGR Calabria nella giornata di oggi. Sarà interessante verificare quali aspetti della vicenda verranno riportati e, soprattutto, se saranno raccolte anche le posizioni dell'amministrazione comunale e degli altri soggetti coinvolti.
L'incontro di ieri sera sembra dunque segnare un passaggio ulteriore rispetto alle precedenti segnalazioni. La protesta è uscita dalle singole attività e si è trasformata in una richiesta collettiva di risposte.
E adesso la domanda è rivolta alle istituzioni: da dove provengono gli odori denunciati, perché il problema dura da così tanto tempo e quali interventi concreti si intendono mettere in campo per risolverlo?
La Redazione







