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SPECIALE | L'AEROPORTO DELLA SIBARITIDE: 3.a Puntata - 2011: l'aeroporto prima muore, poi rinasce

aeroporto ryanairIn pochi mesi cambiano le posizioni della politica: dal "non ci sono le condizioni" agli annunci di 30 milioni di euro

Nella puntata precedente abbiamo ripercorso, attraverso alcuni articoli pubblicati su sibari.info, le vicende che tra il 2007 e il 2009 accompagnarono il progetto dell'aeroporto di Sibari. Erano gli anni dei primi finanziamenti, degli studi di fattibilità, delle discussioni sulla categoria dello scalo e, soprattutto, delle grandi aspettative.

Oggi facciamo un lungo passo in avanti e arriviamo al 2009, per poi attraversare quasi tutto il 2011, un anno che, riletto oggi, appare particolarmente significativo. È infatti nel 2011 che il progetto dell'aeroporto sibarita sembra prima essere definitivamente accantonato e, pochi mesi dopo, tornare prepotentemente in cima all'agenda politica. Una vicenda che merita di essere raccontata attraverso le cronache di allora.

12 febbraio 2009: il progetto è ancora sul tavolo

Il primo documento che riprendiamo è un articolo pubblicato su sibari.info il 12 febbraio 2009, firmato da Gianpaolo Iacobini, allora giornalista e corrispondente della Gazzetta del Sud e oggi sindaco di Cassano all'Ionio.

È un passaggio interessante perché testimonia come, all'inizio del 2009, il progetto fosse ancora pienamente inserito nel dibattito sulle infrastrutture strategiche della Sibaritide. Non era dunque una vicenda conclusa, né un'idea ormai abbandonata. L'aeroporto continuava a essere considerato una delle opere attraverso le quali il territorio avrebbe potuto cercare di superare il proprio isolamento e valorizzare le proprie potenzialità turistiche e produttive.

Ma, come sarebbe emerso nei due anni successivi, tra la volontà dichiarata e la concreta realizzazione dell'opera esisteva ancora una distanza enorme. E proprio nel 2011 questa distanza sarebbe diventata evidente.

20 marzo 2011: l'aeroporto sembra definitivamente tramontato

Il 20 marzo 2011 arriva quello che, almeno in quel momento, sembra il colpo di grazia al progetto.

scopelliti_gallo.jpgIl presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, è a Cassano in occasione di un incontro dedicato alle prospettive del territorio. La sua posizione sull'aeroporto è molto chiara. La volontà politica, dice in sostanza il presidente, può anche esserci, ma occorre verificare se in Calabria vi sia spazio per un nuovo scalo. La questione fondamentale è il bacino di utenza e quindi la capacità dell'aeroporto di sostenersi economicamente.

Non è un "no" espresso in termini assoluti, ma per la Sibaritide il significato politico appare inequivocabile. Dopo anni di annunci, il progetto sembra destinato a essere accantonato. La priorità, in quel momento, sembra essere un'altra: migliorare i collegamenti ferroviari e mettere in relazione più rapidamente Sibari con la linea tirrenica e con Paola. L'aeroporto sembra dunque perdere definitivamente quota.

Ma la storia, ancora una volta, non è finita.

23 marzo: la Provincia rilancia

gallo_oliverio.jpgPassano appena pochi giorni. Il 23 marzo 2011, nel corso di un Consiglio camerale straordinario dedicato proprio all'aeroporto di Sibari, il presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio ribadisce invece con forza la necessità di realizzare lo scalo.

Non è una posizione marginale. La Provincia considera l'aeroporto una infrastruttura strategica per l'intero Cosentino e non soltanto per Cassano o per la Sibaritide. Il ragionamento è quello già sostenuto negli anni precedenti: un territorio vasto, con una forte vocazione turistica e agroalimentare, non può rimanere privo di un collegamento aereo adeguato. La contrapposizione è quindi evidente.

Da una parte il presidente della Regione che invita alla prudenza e chiede di verificare se esista un bacino d'utenza sufficiente. Dall'altra la Provincia che considera proprio l'ampiezza del territorio e le sue potenzialità economiche la ragione principale per realizzare lo scalo. E mentre la politica discute, emerge un altro elemento interessante: la disponibilità dichiarata da alcuni imprenditori a partecipare direttamente all'iniziativa.

28 aprile 2011: arrivano i 20 milioni

gaglioti_cavallaro.jpgÈ a questo punto che entra in scena un'altra istituzione destinata ad avere un ruolo importante nella vicenda: la Camera di Commercio di Cosenza. Il 28 aprile 2011 pubblicai su sibari.info un'intervista al presidente dell'ente camerale, Giuseppe Gaglioti.

Il titolo dell'articolo era già tutto un programma: "Stanziati venti milioni per l'aeroporto di Sibari". La Provincia di Cosenza aveva infatti annunciato l'inserimento di 20 milioni di euro nel proprio piano degli investimenti. Una cifra importante, che sembrava poter imprimere una svolta alla vicenda. Ma anche allora era necessario essere prudenti.

Quei 20 milioni non rappresentavano ancora l'intero finanziamento necessario alla costruzione dell'aeroporto. Si trattava di una disponibilità da inserire nel quadro complessivo delle risorse necessarie all'opera. Il problema, dunque, non era soltanto trovare i soldi. Era capire se quelle somme sarebbero state realmente disponibili e come si sarebbe completato il quadro finanziario. Lo stesso dibattito dell'epoca dimostrava che le risorse annunciate e quelle effettivamente disponibili non erano necessariamente la stessa cosa. È un problema che, rileggendo oggi quelle cronache, appare quasi profetico.

19 dicembre 2011: la politica continua a dividersi

Gallo GianlucaLa vicenda prosegue nei mesi successivi con un intenso confronto politico. Il 19 dicembre 2011 viene pubblicato su sibari.info un comunicato del sindaco di Cassano e consigliere regionale Gianluca Gallo, che torna a ribadire l'importanza dell'aeroporto. Il progetto continua dunque a essere sostenuto da una parte significativa della politica locale e provinciale, mentre sullo sfondo rimangono le perplessità della Regione e le difficoltà finanziarie. Ancora una volta, però, emerge una caratteristica che accompagnerà l'intera storia dell'aeroporto di Sibari:

tutti sembrano riconoscere l'importanza dell'opera, ma quando si arriva al momento di trasformare le dichiarazioni in risorse concrete, il percorso si complica. Ed è proprio questa distanza tra dichiarazioni e fatti che rende particolarmente interessante rileggere oggi la cronaca di quegli anni.

23 dicembre 2011: improvvisamente sono tutti d'accordo

Ed eccoci alla fine del 2011. Il 23 dicembre la Gazzetta del Sud pubblica un articolo di Domenico Marino dal titolo:

"Ora pure la politica si impegna per la realizzazione dell'aeroporto". Il sottotitolo è ancora più significativo: "Scopelliti ha annunciato che metterà a disposizione 20 milioni di euro per il quarto scalo della regione".

Il quadro sembra improvvisamente cambiato.

Dopo mesi nei quali la realizzazione dell'aeroporto sembrava tutt'altro che certa, attorno allo stesso tavolo si ritrovano il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, il presidente della Provincia Mario Oliverio, il sindaco di Cassano e il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Gaglioti. E questa volta arrivano parole decisamente più incoraggianti.

Scopelliti dichiara: «Per uscire dall'isolamento dobbiamo puntare sugli aeroporti». E aggiunge che l'aeroporto di Sibari potrebbe attrarre utenza non soltanto calabrese, ma anche pugliese e lucana. Ma soprattutto arriva l'annuncio economico:

la Regione sarebbe pronta a destinare 30 milioni di euro alla realizzazione dell'opera.

Il resto, secondo il presidente, sarebbe dovuto arrivare dalla Provincia e dalla Camera di Commercio, mentre anche gli imprenditori venivano chiamati a fare la propria parte. La situazione sembra completamente ribaltata rispetto a quella di appena nove mesi prima.

Dal "non ci sono le condizioni" ai 30 milioni

È forse questo il passaggio più interessante di tutta la vicenda del 2011. A marzo il progetto sembrava destinato a essere accantonato perché occorreva verificare se la Calabria potesse sostenere un nuovo aeroporto. A dicembre la stessa Regione dichiara invece la propria disponibilità a mettere sul tavolo 30 milioni di euro. Nel frattempo la Provincia aveva annunciato altri 20 milioni. E la Camera di Commercio aveva confermato il proprio sostegno.

A questo punto sembrava davvero che il problema non fosse più la volontà politica. Sembrava che mancasse soltanto l'ultimo passo.

Ma proprio l'articolo della Gazzetta del Sud introduce un elemento che oggi, riletto con il senno di poi, appare particolarmente significativo. Nello stesso giorno in cui si parla di finanziamenti e convergenza politica, l'Enac richiama le dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture Corrado Passera sulla necessità di evitare la proliferazione degli aeroporti e sulla sospensione delle procedure in corso per nuove concessioni di gestione aeroportuale. Insomma, mentre a livello locale e regionale sembrava aprirsi una fase nuova, a livello nazionale il quadro non era affatto semplice.

E ancora una volta: parole o fatti?

La Sibaritide aveva già ascoltato molte promesse. Per questo, anche davanti agli annunci di fine 2011, la reazione non poteva essere soltanto di entusiasmo. La stessa cronaca della Gazzetta del Sud osservava che, dopo anni di dichiarazioni contrastanti, la Sibaritide prendeva atto della nuova convergenza politica, ma non si illudeva, aspettando che le parole diventassero fatti.

È forse la frase che meglio riassume l'intera vicenda. Perché il problema dell'aeroporto di Sibari non è mai stato soltanto quello di trovare sostenitori.

I sostenitori non sono mai mancati. Non sono mancati i sindaci. Non sono mancati gli imprenditori. Non sono mancate le Province. Non è mancata la Camera di Commercio. Non sono mancati gli annunci della Regione. Quello che è mancato, almeno fino ad allora, è stato il passaggio decisivo dalle dichiarazioni alla realizzazione concreta dell'opera.

Quasi quindici anni dopo

Oggi, rileggendo quelle pagine, c'è una domanda inevitabile. Che cosa è successo dopo?

Perché quei 20 milioni della Provincia e quei 30 milioni annunciati dalla Regione non hanno portato alla realizzazione dell'aeroporto?

Perché, nonostante le convergenze istituzionali raggiunte alla fine del 2011, il progetto non è decollato?

E soprattutto: che cosa è cambiato da allora?

Sono domande alle quali cercheremo di rispondere nelle prossime puntate, continuando a utilizzare soprattutto la documentazione pubblicata nel corso degli anni da sibari.info.

Perché la storia dell'aeroporto di Sibari non finisce nel 2011. Anzi, dopo quella che sembrava finalmente una svolta, arriveranno altre dichiarazioni, altri progetti, altre speranze e altre delusioni. Fino ad arrivare al 2026 e alla nuova parola che oggi accompagna il progetto:

RAM.

Ma prima di arrivare alla Regional Air Mobility, c'è ancora molta storia da raccontare.

 

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DALL'ARCHIVIO DI SIBARI.INFO

12 febbraio 2009 L'articolo di Gianpaolo Iacobini sull'aeroporto di Sibari

20 marzo 2011La visita del presidente Scopelliti e le perplessità sull'aeroporto

23 marzo 2011Il rilancio del progetto da parte della Provincia e della Camera di Commercio

28 aprile 2011L'intervista di Antonio Cavallaro al presidente della Camera di Commercio Giuseppe Gaglioti: i 20 milioni per l'aeroporto

19 dicembre 2011Il comunicato del sindaco e consigliere regionale Gianluca Gallo

23 dicembre 2011L'articolo di Domenico Marino sulla Gazzetta del Sud: "Ora pure la politica si impegna per la realizzazione dell'aeroporto"

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