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A Rocca Imperiale si torna a parlare di Sinistra. Ma quale Sinistra?

Tempo Male 2026-loc.pngC'è un motivo in più per partecipare all'incontro che si terrà domani, 4 settembre, alle ore 18, nella Sala Consiliare di Rocca Imperiale Centro, presso il Convento dei Frati Osservanti.

L'iniziativa, organizzata dal Circolo PRC “N. Converti” insieme ad altre realtà della sinistra del territorio, avrà come punto di partenza la presentazione dell'ultimo libro di Santo Gioffrè, Il Tempo del Male. Ma il tema scelto per l'incontro — “La Sinistra che è stata e quella che verrà” — va ben oltre la presentazione di un'opera letteraria.

È, innanzitutto, una domanda.

Che cosa è rimasto della Sinistra che abbiamo conosciuto? E, soprattutto, quale Sinistra può ancora nascere?

Sono interrogativi che meritano di essere affrontati senza nostalgie e senza illusioni. Perché la Sinistra di oggi non può limitarsi a rimpiangere quella di ieri, così come non può pensare di ritrovare consenso semplicemente cambiando nomi, simboli o sigle.

Un tempo esisteva un rapporto molto più diretto tra la politica e le persone. C'erano le sezioni, le discussioni, le assemblee, le organizzazioni sindacali, le lotte sui territori. La politica non arrivava soltanto durante le campagne elettorali: faceva parte della vita quotidiana delle comunità.

Oggi quel rapporto si è progressivamente spezzato.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una parte crescente dei cittadini si è allontanata dalla politica, mentre molti di coloro che continuano a considerarsi progressisti non riescono più a individuare un soggetto politico nel quale riconoscersi.

Ma c'è un'altra domanda che riguarda direttamente il nostro territorio.

Che cosa dovrebbe dire una Sinistra che voglia parlare alla gente dello Jonio e della Sibaritide?

Dovrebbe parlare dello spopolamento dei piccoli centri e dei giovani costretti a partire. Della sanità che spesso costringe le persone a percorrere decine o centinaia di chilometri per ottenere una prestazione. Del lavoro che manca o che, quando c'è, troppo spesso non garantisce né sicurezza né dignità. Delle infrastrutture, dei trasporti, della tutela del territorio e dell'ambiente. Della progressiva perdita di servizi e della difficoltà di vivere in aree che rischiano di essere sempre più marginali rispetto ai grandi centri decisionali.

Sono problemi concreti. Problemi che non hanno bisogno di slogan, ma di una politica capace di affrontarli.

E forse è proprio da qui che dovrebbe ripartire una Sinistra nuova.

Non dalla semplice ricostruzione di ciò che è stato, ma dalla capacità di capire ciò che oggi non esiste ancora e che sarebbe necessario costruire.

Una Sinistra capace di stare nei territori prima ancora che nei palazzi. Capace di ascoltare anche chi non vota più, chi si è allontanato, chi non si riconosce nelle sigle politiche tradizionali. Capace di parlare di lavoro senza trasformarlo in una parola rituale, di ambiente senza ridurlo a una bandiera, di diritti senza dimenticare i doveri e di sviluppo senza sacrificare il futuro delle comunità.

E soprattutto una Sinistra capace di discutere.

Per questo l'incontro di Rocca Imperiale può essere interessante anche per chi non appartiene a nessun partito.

Perché parlare della Sinistra non significa necessariamente parlare soltanto della Sinistra. Significa interrogarsi sul modello di società che vogliamo, sul ruolo della politica, sulla qualità della democrazia e sul futuro dei nostri territori.

Non è detto che da un incontro nascano risposte.

Ma qualche volta è proprio dalle domande giuste che può cominciare qualcosa.

Domani, 4 settembre, alle ore 18, a Rocca Imperiale, nel Convento dei Frati Osservanti.

Sarà un incontro politico. Ma sarebbe auspicabile che diventasse, soprattutto, un incontro con i cittadini.

Perché la Sinistra che verrà, se verrà, non potrà essere costruita soltanto dai partiti.

Dovrà essere costruita anche dalle persone.

Tempo Male 2026.png

 

 

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