Non è stata una semplice inaugurazione quella andata in scena ieri sera, 27 febbraio, a Villapiana. La riapertura della sede del Partito Democratico rappresenta, prima ancora che un fatto organizzativo, una dichiarazione politica: il centrosinistra locale prova a rimettersi in cammino dopo un periodo di appannamento.
Accanto ai dirigenti regionali – il senatore Nicola Irto, la consigliera Rosellina Madeo e la presidente dell’Assemblea regionale del PD e vicesindaca di Cosenza Maria Locanto – il vero protagonista della serata è stato il gruppo dirigente locale, a partire dal giovane segretario Joseph Guida, chiamato a trasformare l’entusiasmo in progetto politico concreto.
La sala gremita non è solo un dato di colore: è il segnale che una parte della comunità avverte il bisogno di un punto di riferimento stabile. Negli ultimi anni, la politica villapianese ha vissuto fasi di incertezza, oscillando tra ambizioni amministrative non sempre compiute e collocazioni politiche talvolta poco nitide. In questo contesto, la scelta di riaprire una sede fisica assume un valore simbolico forte: significa voler tornare a esserci, in modo visibile e strutturato.
Il ritorno di Domenico Filardi nel PD aggiunge un elemento ulteriore. Non si tratta soltanto di un rientro personale, ma del tentativo di ricomporre un’area frammentata, di superare la stagione delle liste civiche nate sull’onda dell’urgenza elettorale. L’idea che alle prossime amministrative si possa correre sotto il simbolo ufficiale del Partito Democratico è un messaggio chiaro: meno improvvisazione, più identità politica.
Non è mancato il riferimento al quadro nazionale. Sul tema del referendum e della riforma costituzionale, il senatore Irto ha ribadito la posizione del PD per il NO, denunciando il rischio di un indebolimento degli equilibri istituzionali e di un rafforzamento eccessivo dell’esecutivo. Un passaggio che lega il destino locale a quello nazionale, ricordando che le dinamiche dei piccoli centri non sono mai isolate dal contesto più ampio.
Resta ora la parte più difficile: trasformare l’entusiasmo di una sera in lavoro quotidiano. Una sede può essere un presidio democratico, ma può anche diventare una scatola vuota se non alimentata da idee, partecipazione e capacità di proposta. La sfida per il PD di Villapiana è tutta qui: dimostrare che questa non è solo una riapertura simbolica, ma l’inizio di una fase nuova.
Se son rose, fioriranno. Ma perché ciò accada, serviranno radici solide, cura costante e soprattutto la capacità di riconquistare la fiducia di una comunità che, più delle parole, aspetta risposte concrete.
Antonio Michele Cavallaro
I relatori da sin: Maria LOCANTO, Rosellina MADEO, Joseph GUIDA, Nicola IRTO.

Domenico Filardi







