Il ricordo di Euristeo Ceraolo racconta un volto poco conosciuto del grande cantautore: quello dell'uomo che scelse di sostenere la battaglia dei pendolari calabresi
La morte di Francesco Guccini segna la scomparsa di una delle figure più autorevoli della cultura italiana contemporanea. Poeta, scrittore, cantautore e narratore del nostro tempo, Guccini ha saputo attraversare oltre mezzo secolo di storia italiana dando voce agli ultimi, agli emarginati, ai ribelli e a quanti non si sono mai rassegnati alle ingiustizie.
Le sue canzoni non sono state soltanto musica, ma pagine di storia civile. Da La locomotiva ad Auschwitz, da Dio è morto a Canzone per un'amica, ogni brano è diventato patrimonio della memoria collettiva, perché capace di raccontare l'Italia vera, quella delle persone comuni.
Tra i tanti ricordi che in queste ore stanno emergendo, ve n'è uno particolarmente significativo per la Calabria e per migliaia di pendolari che, negli anni, hanno combattuto una difficile battaglia per il diritto alla mobilità.
A riportarlo alla memoria è Euristeo Ceraolo, delegato del CIUFER (Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali), protagonista di una lunga mobilitazione nata dopo la soppressione dell'Intercity Milano-Crotone, collegamento essenziale tra la Calabria ionica e il Nord Italia.
La "Locomotiva Perduta"
Quando quel treno venne cancellato, non sparì semplicemente un servizio ferroviario.
Per molti lavoratori emigrati al Nord, studenti universitari, famiglie e anziani significò perdere un collegamento diretto con la propria terra. Significò affrontare viaggi più lunghi, maggiori costi, coincidenze impossibili e, soprattutto, sentirsi ancora una volta cittadini di una parte d'Italia considerata marginale. Fu allora che nacque una delle campagne civili più originali degli ultimi anni.
Euristeo Ceraolo trasformò la protesta in un simbolo, ribattezzando quel treno scomparso "La Locomotiva Perduta", un chiaro richiamo alla celebre canzone di Guccini. La scelta non era casuale.
Nella canzone La locomotiva, il treno rappresenta il desiderio di ribellarsi alle ingiustizie e di cambiare il corso delle cose. La "Locomotiva Perduta", invece, raccontava un'altra battaglia: quella di chi chiedeva semplicemente di non essere dimenticato.
Due storie diverse, unite però dallo stesso ideale di dignità.
Quando Guccini disse sì
Fu proprio in quel periodo che avvenne un episodio destinato a rimanere nella memoria dei pendolari calabresi.
Francesco Guccini incontrò Euristeo Ceraolo e decise di sostenere pubblicamente quella battaglia. Non si limitò a esprimere una generica solidarietà. Accettò di prestare il proprio volto all'iniziativa, condividendo l'appello "Ridateci il treno" e facendosi fotografare accanto al cartello con la scritta:
"Ridateci la Locomotiva Perduta – Intercity Milano-Crotone".
Quella fotografia fece rapidamente il giro della stampa e dei social, contribuendo a dare una visibilità nazionale a una protesta che fino a quel momento era rimasta confinata prevalentemente ai territori interessati. Per Euristeo Ceraolo quel gesto rappresentò molto più del sostegno di un personaggio famoso. Significò vedere riconosciuta la dignità di una battaglia che parlava di diritti, servizi pubblici e uguaglianza tra i cittadini.
Il ricordo di Euristeo Ceraolo
«Oggi – ricorda Euristeo Ceraolo – non voglio ricordare soltanto il grande cantautore, ma l'uomo che non esitò a sostenere una causa che riguardava migliaia di pendolari. Guccini comprese subito che dietro quel treno non c'era soltanto un collegamento ferroviario, ma il diritto delle persone a non sentirsi cittadini di serie B.» Sono parole che raccontano perfettamente il carattere del cantautore modenese.
Chi ha seguito la sua lunga carriera sa bene come Guccini non abbia mai cercato il protagonismo nelle battaglie sociali. Quando sceglieva di esporsi, lo faceva perché credeva profondamente nelle persone e nelle cause che decideva di sostenere.
Una battaglia che parlava di Calabria
La vicenda dell'Intercity Milano-Crotone non riguardava esclusivamente una linea ferroviaria. Era il simbolo delle difficoltà che da decenni caratterizzano i collegamenti della fascia ionica calabrese, un territorio ricco di storia, cultura e potenzialità economiche che troppo spesso continua a pagare il prezzo di infrastrutture inadeguate.
Ogni treno soppresso significa meno opportunità di lavoro, maggior isolamento, maggiore emigrazione. Per questo motivo la protesta guidata da Euristeo Ceraolo assunse un significato che andava ben oltre il semplice trasporto ferroviario. Difendere quel collegamento significava difendere il diritto dei cittadini a muoversi, a lavorare, a studiare e a mantenere vivi i legami con la propria terra.
La fotografia che racconta un uomo
Esistono immagini che, con il passare degli anni, acquistano un valore sempre più profondo. La fotografia che ritrae Francesco Guccini accanto a Euristeo Ceraolo mentre insieme mostrano il cartello della "Locomotiva Perduta" è una di queste.
Oggi quella fotografia non documenta soltanto una manifestazione. Racconta un modo di essere. Racconta un artista che non considerava la notorietà un privilegio personale, ma uno strumento da mettere al servizio di chi aveva meno voce. È probabilmente questo il tratto più autentico dell'uomo Guccini.
Un'eredità che continua a viaggiare
Le canzoni di Francesco Guccini continueranno ad essere ascoltate da generazioni di italiani. Ma forse il modo migliore per ricordarlo è proprio quello suggerito dalla testimonianza di Euristeo Ceraolo. Ricordare un uomo capace di riconoscere, dietro una protesta apparentemente locale, una questione universale di giustizia sociale.
Perché la "Locomotiva" di Guccini non è mai stata soltanto un treno. È stata, e continua ad essere, il simbolo di chi non accetta l'indifferenza e continua a lottare per un Paese più giusto. Anche per questo, oggi, la "Locomotiva Perduta" dei pendolari calabresi assume un significato ancora più intenso. In quella fotografia, scattata durante una battaglia civile combattuta con determinazione e dignità, Francesco Guccini non appare come il grande artista che concede il proprio sostegno a una causa. Appare semplicemente come un uomo che ha saputo riconoscere il valore delle persone comuni. Ed è forse questa l'eredità più bella che lascia: aver dimostrato che la cultura, quando incontra la coscienza civile, può ancora diventare uno straordinario strumento di speranza.
Per Euristeo Ceraolo e per quanti hanno condiviso quella lunga battaglia ferroviaria, Francesco Guccini resterà certamente il poeta della "Locomotiva", ma anche l'uomo che, con umiltà e convinzione, salì simbolicamente a bordo della loro "Locomotiva Perduta", contribuendo a far viaggiare un messaggio di dignità, diritti e solidarietà destinato a non fermarsi con la sua scomparsa.
(fonte: da una nota di Euristeo Ceraolo)
Approfondimento
La lunga battaglia della "Locomotiva Perduta"
Per comprendere fino in fondo il significato del gesto compiuto da Francesco Guccini bisogna tornare a quegli anni in cui la soppressione dell'Intercity Milano-Crotone provocò una forte mobilitazione dei cittadini della fascia ionica calabrese.
Quel collegamento ferroviario rappresentava molto più di un semplice treno.
Era il filo che univa migliaia di calabresi emigrati nelle regioni del Nord con i loro paesi d'origine. Ogni estate, durante le festività e nei fine settimana, quel convoglio riportava a casa lavoratori, studenti universitari e intere famiglie. Era un treno della memoria e degli affetti, oltre che un fondamentale servizio pubblico.
La sua soppressione fu vissuta come l'ennesima conferma di un progressivo isolamento della Calabria ionica, già penalizzata da infrastrutture insufficienti e da collegamenti ferroviari sempre più ridotti.
Fu in quel contesto che prese forma la mobilitazione promossa da Euristeo Ceraolo, storico rappresentante dei pendolari e delegato del CIUFER – Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali.
Con pazienza e determinazione la protesta uscì dai confini regionali. Attraverso raccolte di firme, incontri pubblici, appelli rivolti alle istituzioni e una costante attività di sensibilizzazione, il problema divenne di interesse nazionale. E ancora oggi rimane irrisolto.






