La Calabria del Cinquecento e del Seicento custodisce un patrimonio artistico spesso poco conosciuto, ma di straordinario valore. Chiese, conventi, palazzi nobiliari e centri storici conservano ancora oggi le testimonianze del lavoro di scalpellini, scultori e maestranze che hanno lasciato un'impronta profonda nell'identità culturale della regione.
Proprio a questo patrimonio sarà dedicato l'incontro "La scuola d'arte di Rogliano tra XVI e XVII secolo", in programma venerdì 10 luglio, alle ore 17.30, presso il Santuario di Maria Santissima di Monserrato a Scigliano.
L'appuntamento rientra nelle celebrazioni del quarto centenario della morte di Pietro Barbalonga, lo scultore messinese che, giunto in Calabria agli inizi del Seicento su invito del governatore Alfonso Cybo, fece di Aiello Calabro il centro della propria attività artistica, contribuendo alla formazione di una delle più vivaci botteghe del tempo.
Dopo i saluti del parroco don Giuseppe Mancuso e dei sindaci Raffaele Pane e Luca Lepore, sarà lo storico dell'arte Gianfrancesco Solferino a guidare il pubblico alla scoperta della scuola artistica di Rogliano, illustrandone l'evoluzione e i rapporti con la bottega del Barbalonga. L'intervento offrirà l'occasione per comprendere come artisti, committenti e maestranze abbiano contribuito, tra la fine del Cinquecento e il Seicento, alla diffusione di un linguaggio artistico comune in gran parte della Calabria.
L'iniziativa non si limiterà all'approfondimento storico. Al termine della conferenza, infatti, i partecipanti potranno prendere parte a una visita guidata tra i monumenti di Scigliano, accompagnati dallo stesso Solferino, per osservare da vicino le testimonianze di quell'epoca e leggerle alla luce del contesto storico e artistico appena illustrato.
Le celebrazioni dedicate a Pietro Barbalonga, promosse dal Comune di Aiello Calabro nell'ambito del festival "Sentieri d'Arte" e sostenute con fondi del POC Calabria 2014-2020, stanno offrendo una preziosa occasione per riscoprire una figura che ha segnato la storia dell'arte meridionale. Originario di Messina, Barbalonga realizzò ad Aiello opere di grande pregio, tra cui la Cappella Cybo nell'ex Convento degli Osservanti e gli apparati decorativi di Palazzo Giannuzzi, oggi conosciuto come Palazzo Cybo Malaspina. Dalla sua bottega uscirono numerosi artisti che contribuirono alla diffusione del suo stile in molti centri della regione.
Il programma delle manifestazioni, avviato lo scorso aprile con una giornata commemorativa, ha già proposto mostre fotografiche, esposizioni documentarie, un documentario dedicato all'artista e una serie di conferenze ospitate ad Aiello Calabro, Paola e Cosenza. Un percorso culturale che proseguirà nei prossimi mesi con nuovi appuntamenti, confermando l'obiettivo degli organizzatori: restituire a Pietro Barbalonga il posto che gli spetta nella storia dell'arte calabrese e far conoscere un patrimonio che merita di essere valorizzato e tramandato.
Per maggiori informazioni: https://pietrobarbalonga2026.wordpress.com







