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Rocca Imperiale insegna: le opportunità non arrivano per caso, bisogna saperle costruire

rocca imperialeL'avvio della XXIV edizione di **Cinemadamare International Campus**, che anche quest'anno fa tappa a Rocca Imperiale, non è soltanto una notizia di cronaca culturale. È un'occasione per riflettere sul futuro del nostro territorio e su come i piccoli comuni possano diventare protagonisti quando hanno la capacità di guardare oltre i propri confini.

Per alcuni giorni il borgo medievale ospiterà decine di giovani filmmaker provenienti da ogni parte del mondo che realizzeranno cortometraggi e documentari ispirati ai luoghi che li accolgono. Un evento che significa promozione internazionale, scambio culturale e attenzione mediatica, ben oltre la durata della manifestazione.
Ma ciò che colpisce non è soltanto Cinemadamare.
Colpisce il fatto che Rocca Imperiale, ancora una volta, sia riuscita a inserirsi in un circuito culturale di livello internazionale.
E questo non è frutto del caso.
Chi conosce la storia recente del borgo sa che Rocca Imperiale, da molti anni, ha scelto di puntare sulla cultura come elemento distintivo della propria identità.
È diventata famosa in tutta Italia come "Il Paese della Poesia", un progetto originale che ha trasformato il centro storico in un museo letterario all'aperto. Ancora oggi, passeggiando tra gli antichi vicoli, il visitatore può leggere sulle pareti delle abitazioni versi di grandi poeti italiani e contemporanei, impressi su eleganti stele in ceramica maiolicata. Un modo intelligente per fare della cultura un elemento permanente del paesaggio urbano.
Ebbi la fortuna di partecipare a una di quelle manifestazioni, ormai più di dieci anni fa, e confesso che rimasi profondamente colpito.
Per tre giorni il borgo era letteralmente invaso da migliaia di persone. Poeti, scrittori, studenti, artisti e semplici appassionati provenienti da ogni parte d'Italia e da diversi Paesi europei riempivano i vicoli del centro storico.
Le strutture ricettive di Rocca Imperiale risultavano completamente esaurite e molti partecipanti trovarono ospitalità nei paesi vicini e perfino a Nova Siri, in Basilicata.
Fu allora che compresi una verità che ancora oggi troppo spesso dimentichiamo.
La cultura non è una spesa. È un investimento.
Produce economia.
Fa lavorare alberghi, bed & breakfast, ristoranti, bar e attività commerciali.
Genera notorietà.
Costruisce un'immagine positiva del territorio che continua a produrre effetti nel tempo.
Anche Vinitaly and the City, conclusosi proprio in questi giorni nel Parco Archeologico di Sibari, rappresenta un esempio importante di questa filosofia. È stata una manifestazione di grande prestigio che ha saputo unire il fascino della Magna Grecia alle eccellenze vitivinicole calabresi, offrendo una significativa vetrina nazionale e internazionale al nostro territorio.
A quanti hanno lavorato per portare un evento di tale livello a Sibari va riconosciuto il merito di aver creduto nelle potenzialità di un luogo straordinario come il Parco Archeologico.
Esiste però una differenza che può diventare motivo di riflessione.
Vinitaly and the City ha avuto come naturale protagonista l'area archeologica di Sibari, patrimonio di valore universale.
Rocca Imperiale, invece, con il Paese della Poesia prima e con Cinemadamare oggi, ha trasformato il proprio borgo storico nel cuore stesso dell'evento.
Non è una gara tra modelli diversi.
Sono due esperienze che possono e devono convivere.
Da una parte un grande sito archeologico capace di richiamare migliaia di visitatori.
Dall'altra un centro storico che diventa esso stesso luogo di cultura, incontro e partecipazione.
La domanda che dovremmo porci è un'altra.
Perché queste opportunità arrivano sempre negli stessi luoghi?
La risposta è probabilmente molto semplice.
Perché qualcuno le cerca.
Le opportunità non bussano spontaneamente alla porta dei Comuni.
Bisogna intercettarle, costruire rapporti, partecipare alle reti culturali, presentare progetti credibili e avere il coraggio di investire sulle idee.
Nel nostro comprensorio non mancano certo le risorse.
Abbiamo Sibari, uno dei siti archeologici più importanti del Mediterraneo.
Abbiamo Cassano con il suo straordinario centro storico, i suoi palazzi nobiliari, la Cattedrale, il Santuario della Madonna della Catena, le terme, un patrimonio storico ancora poco conosciuto.
Abbiamo castelli, borghi medievali, montagne, mare, riserve naturali, produzioni agricole di eccellenza e una storia millenaria che pochi territori possono vantare.
Ciò che spesso manca è una progettazione condivisa, capace di trasformare queste ricchezze in occasioni permanenti di sviluppo.
Per troppo tempo abbiamo pensato che bastassero una sagra, uno spettacolo musicale o qualche serata estiva per fare turismo.
Sono iniziative importanti e nessuno ne mette in discussione il valore.
Ma il turismo culturale richiede qualcosa in più.
Richiede una visione.
Richiede continuità.
Richiede il coraggio di immaginare eventi che diventino un appuntamento fisso, un marchio riconoscibile, un motivo per cui vale la pena tornare ogni anno.
Forse è arrivato il momento che tutti i comuni della Sibaritide, dell'Alto Ionio e del Pollino si pongano una domanda semplice.
Non perché Cinemadamare abbia scelto Rocca Imperiale.
Non perché Vinitaly and the City sia arrivato a Sibari.
Ma quale grande progetto ciascun territorio intenda costruire nei prossimi dieci anni.
Perché è questo il tempo necessario per creare un'identità.
Rocca Imperiale ci dimostra che la costanza viene premiata.
Sibari conferma che il nostro patrimonio storico può attirare l'attenzione del mondo.
Adesso spetta a tutti gli altri raccogliere questa sfida.
Il futuro del turismo non appartiene ai territori che aspettano.
Appartiene a quelli che progettano.
E progettare significa avere il coraggio di immaginare oggi ciò che gli altri vedranno soltanto domani.

(Nell'allegato l'invito diffuso dal Comune di Rocca Imperiale)

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