“Ci sono serate che non sono semplicemente eventi, ma autentici momenti di memoria condivisa. Questa sera Plataci ha ricordato con profonda emozione il professore Costantino Bellusci, una figura che ha lasciato un segno indelebile nella nostra comunità, nella cultura arbëreshe e nel cuore di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Le parole, i racconti e le musiche hanno commosso tutti i presenti, riportando alla luce la passione, l’umanità e l’amore che il Professore ha sempre dedicato alla nostra terra e alle sue tradizioni. Persone come lui non smettono mai davvero di vivere: continuano a farlo attraverso ciò che hanno costruito, attraverso gli insegnamenti che hanno lasciato e nella memoria di un’intera comunità. A lui va il nostro pensiero più affettuoso e riconoscente, con la certezza che il suo esempio continuerà a illuminare il cammino delle future generazioni".
Leggendo queste parole del comunicato diffuso dalla Pro-Loco di Plataci dopo la serata commemorativa del prof. Costantino Bellusci, non posso che condividere pienamente il ricordo che Plataci ha voluto dedicare ad uno dei suoi figli illustri.
Per me, però, Costantino non è stato soltanto un uomo di cultura o un punto di riferimento per la comunità arbëreshe: è stato un carissimo amico. Negli ultimi mesi della sua vita ci sentivamo praticamente ogni giorno e, la sera prima che ci lasciasse, ho avuto il privilegio di stringergli le mani. Era ancora perfettamente cosciente e affrontava la prova più difficile con una lucidità e una serenità che non dimenticherò mai.
Il dolore per la sua scomparsa prematura non si è ancora attenuato e mi dispiace profondamente non aver potuto partecipare a questa serata commemorativa. Purtroppo il mio stato fisico non mi permette più di guidare di notte e la strada per Plataci non è tra le più agevoli.
Sono certo, però, che i suoi compaesani e i tantissimi amici e estimatori gli abbiano reso l'omaggio che meritava. Io conservo il conforto di essergli stato vicino nelle sue ultime ore e il ricordo di un uomo che non ha mai lasciato trasparire il peso della sofferenza, dimostrando fino all'ultimo una forza d'animo straordinaria.
Desidero anche rivolgere un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questa serata: alla Pro Loco di Plataci, agli autori dei libri presentati, ai relatori che hanno saputo ricordare con sensibilità e competenza la figura di Costantino Bellusci, e a tutti i presenti che, con la loro partecipazione, hanno testimoniato l'affetto e la stima che continuano a circondare il suo ricordo.
Un pensiero particolare va anche alla Korale di San Giorgio Albanese, che ho avuto la fortuna di ascoltare e apprezzare in una delle ultime apparizioni pubbliche del mio caro amico, circa un anno e mezzo fa proprio in quella località presilana. Rivederla protagonista di questa serata mi fa pensare che anche attraverso la musica sia stato possibile rendere omaggio a una persona che ha dedicato la propria vita alla cultura, alle tradizioni arbëreshe e ai valori più autentici della nostra terra.
Più volte ho scritto di essere convinto di aver avuto la fortuna di conoscere un uomo di autentica santità. È una convinzione che il tempo non ha scalfito. Per questo il dialogo con Costantino continua ancora oggi nel mio cuore: sento la sua presenza, il suo esempio e, in qualche modo, anche le sue risposte.
Grazie, caro Costantino, per l'amicizia sincera che mi hai donato. Spero di averla meritata. E se davvero esiste quell'Aldilà nel quale credevi con una fede incrollabile, mi auguro che un giorno potremo ritrovarci e riprendere il dialogo che la morte ha interrotto solo in apparenza.







