Il comunicato dell'Amministrazione comunale di MONTEGIORDANO:
Un diario segreto lungo... vent'anni.
Gli allievi tornano a scuola con un omaggio, peraltro assai gradito, da parte dell'Amministrazione comunale: una capsula del tempo dei piccoli sognatori. Al suono della prima campanella del nuovo anno scolastico il sindaco Rocco Introcaso, il suo vicario Francesco Bomparola e l'assessore Emanuela Laschera hanno consegnato ad ogni alunno delle scuole primarie e secondarie un taccuino speciale e personale.
Nessun compito, nessun voto, ma un unico obiettivo: scrivere i propri desideri più grandi, come vedono il futuro e cosa sperano di diventare. Il diario sarà segreto e custodito. Infatti il loro contenuto non verrà letto da genitori o insegnanti, ma gli scritti saranno sigillati insieme e interrati nel cuore della città e protetti sotto terra per 20 anni.
Appuntamento quindi nel 2046, solo allora, quando i bambini di oggi saranno gli adulti e i professionisti di domani, ci ritroveremo tutti insieme per disotterrare la capsula. Sarà un momento magico per riaprire quelle pagine, rileggere le proprie parole e scoprire come sono cambiati i nostri sogni. Oggi abbiamo messo al sicuro il futuro dei nostri giovani, hanno scritto soddisfatti dal Palazzo di città, partendo dai pensieri dei più piccoli. Ma l'occasione servirà anche ai più grandi, che attraverso le pagine social del municipio, potranno raccontare cosa sognavano di diventare quando frequentavano la scuola dell'obbligo. Un intreccio di generazioni, tra ieri, oggi e domani che senz'altro produrrà fantastiche sorprese.
*Rocco Gentile*
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E adesso una nostra piccola riflessione
L'idea, bisogna ammetterlo, è bella e merita di essere presa sul serio.
Quei bambini oggi hanno scritto il loro futuro su un foglio che resterà sepolto per vent'anni. Nel 2046 lo tireranno fuori e potranno confrontare ciò che sognavano a scuola con ciò che saranno diventati.
Ma c'è una domanda che viene spontanea: che cosa troveranno, insieme ai loro quaderni, quando nel 2046 verrà aperta quella capsula?
Troveranno un paese che avrà saputo accompagnare quei sogni? Una comunità capace di offrire ai suoi giovani occasioni per restare, lavorare, costruire una famiglia e realizzare almeno una parte delle proprie aspirazioni?
Perché custodire i sogni dei bambini sottoterra per vent'anni è certamente suggestivo. Molto più difficile è custodirli sopra terra, giorno dopo giorno.
Questa é la vera sfida della capsula del tempo di Montegiordano.
Tra vent'anni non saranno soltanto quei bambini a dover rileggere ciò che hanno scritto. Anche gli amministratori di oggi, ammesso che qualcuno di loro sia ancora sulla scena, potrebbero idealmente trovarsi davanti a una domanda molto più impegnativa:
«Che cosa avete fatto, nel frattempo, perché i nostri sogni potessero diventare realtà?»
La capsula, insomma, non contiene soltanto i sogni dei bambini. Contiene anche una piccola promessa degli adulti che, a differenza dei quaderni, non dovrebbe essere sepolta.
La redazione
Postilla
Una cosa del genere, forse, dovremmo proporla anche ai politici all'inizio del loro incarico: un taccuino nel quale scrivere cosa intendono fare per la comunità, da sigillare e riaprire alla fine del mandato.
Chissà che sorprese, allora!







