(foto di Peppino Martire: don Silvio in una sua tipica espressione)
Lo scorso 5 agosto si é avviato serenamente verso la Casa del Padre, don Silvio RENNE, sacerdote e uomo di eccellenti qualità. Nel 1963 quando fu ordinato sacerdote insieme al suo omonimo don Silvio La Padula, ero presente in cattedrale, avevo 19 anni, fu la prima volta che assistetti ad una cerimonia così importante. Lo avevo incontrato qualche volta, quando da seminarista prima e da prossimo all'ordinazione poi, quando veniva da noi ragazzi di A.C. a darci qualche lezione di catechismo. Il suo tratto simpatico dal sorriso lieve mi è sempre rimasto impresso, non aveva atteggiamenti "da pulpito", per intenderci; il suo approccio si manteneva quasi sempre sul piano della cordialità, della comprensione e dell'ascolto. Ho avuto il piacere di averlo graditissimo compagno in alcuni viaggi-pellegrinaggi in Spagna e Francia, nell'ex-Jugoslavia, in Austria e in alcuni noti Santuari italiani, durante i quali è stato spesso prodigo di consigli e di "aggiustamenti" mai superflui, ma mai condizionanti.
Due episodi particolari ricordo accaduti durante due dei nostri viaggi; il primo in Jugoslavia a Medugorije, quando al cospetto di una delle veggenti sulla soglia di casa sua, mentre la riprendevo con una telecamera molto pesante, don Silvio la intervistò pacatamente con domande semplici alle quali la veggente rispose in termini altrettanto semplici e comprensibili, il tutto durò pochi minuti, ma tutti gli astanti ebbero la percezione del feeling particolare che si era creato fra i due, come se l'incontro fosse stato organizzato in anticipo e non avvenuto in modo casuale e spontaneo a dimostrazione della sua capacità di interagire prontamente anche in condizioni non ottimali. (Sarà mia premura rendere questo filmato disponibile quanto prima su youtube)
Il secondo episodio avvenne in territorio del Principato di Andorra, quando a seguito di uno scontro, non solo verbale, tra me ed un esagitato andorriano, non esitò neanche un attimo ad intervenire in mia difesa davanti alla polizia di frontiera che aveva messo in dubbio il mio racconto dell'accaduto. Anche in quell'occasione nel suo francese scolastico ma comprensibile espresse il suo pensiero pacatamente e senza minimamente alterare né il tono, né la gestualità, cosa che convinse i poliziotti che ci lasciarono proseguire senza ulteriori difficoltà.
Vita vissuta, non fantasie o apologie del pensiero, due episodi che la dicono lunga sul suo carattere fermo e, se permettete, anche sul coraggio di esporsi, dote quest'ultima non necessariamente facente parte del bagaglio di un prete.
Del suo operato nella Chiesa ha avuto modo di parlare egregiamente nella sua Omelia mons. Francesco Savino e successivamente, alla fine del Sacro Rito, Giuseppe MICCOLI quale portavoce dei suoi parrocchiani: (in coda alla presente nota é riportato l'intero documento) io, onorato della sua amicizia, non posso che ricordarne ed esaltarne le doti umane, da me apprezzate in molte occasioni, talune anche estremamente delicate, come quelle di cui sopra. La sua dirittura morale, onestà intellettuale e pura sincerità me le ha dimostrate quando ho avuto bisogno del suo consiglio illuminato in questioni non direttamente riguardanti la Fede o il suo ufficio pastorale e questo lo ha elevato ai miei occhi come un fratello maggiore al quale si é sicuri di poter ricorrere in caso di bisogno.
Grazie don Silvio, tra gli amici, insieme ai quali ho percorso un tratto di strada, tu sei sicuramente uno dei più importanti. Non sarai dimenticato, come son sicuro che, al cospetto del Padre, ti ricorderai di chi ti ha voluto bene nella gioia e nel dolore nel breve percorso terreno. (Tonino Cavallaro)

(Don Silvio Renne sorridente. Foto di Aldo Jacobini)
Di seguito pubblichiamo il ricordo pronunciato con grande commozione alla fine del rito funebre da Giuseppe MICCOLI a nome dei parrocchiani della Chiesa di San Francesco d'Assisi.
Oggi ci ritroviamo insieme con il cuore pieno di tristezza, ci stringiamo nel dolore per la perdita di Don Silvio Renne - nostro pastore, guida spirituale, fratello e amico -, ma soprattutto ci uniamo nella preghiera e nella profonda gratitudine per una vita interamente donata a Dio e alla Chiesa.
Don Silvio ci ha lasciati all’età di 88 anni, dopo 62 anni di sacerdozio, vissuti con straordinaria fedeltà, umiltà e passione evangelica.
La sua scomparsa lascia un grande vuoto nella nostra comunità. Don Silvio è stato per molti anni una presenza costante e fedele tra di noi. Ha celebrato con noi l’Eucarestia, ha battezzato i nostri figli, ha accompagnato i giovani nella fede, ha benedetto i nostri matrimoni, ha visitato i malati e ha pregato per tutti, ha consolato i nostri dolori nei momenti più difficili. Non si è mai risparmiato, nemmeno quando il corpo iniziava a chiedere riposo. Ma soprattutto, ci ha insegnato – con le parole e con l’esempio – cosa significa vivere secondo il Vangelo.
Oggi ci sentiamo tristi, certo. La sua assenza è un vuoto grande. Ma siamo grati al Signore per il tempo condiviso con lui. Grati per l’esempio che ci lascia. Grati perché sappiamo che ora è nelle mani del Padre, accolto da colui che ha servito con tutto se stesso.
San Paolo scrive: “ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede”: Queste parole si adattano perfettamente alla vita di don Silvio. La sua corsa è finita, ma la sua eredità spirituale continua, viva nei nostri cuori, nelle nostre famiglie nella nostra comunità.
La sua fede era profonda, radicata, ma mai ostentata. Ha servito la Chiesa con umiltà, con dedizione, con un amore sincero per ogni persona che incontrava. Don Silvio sapeva ascoltare, accogliere, confortare. Il suo sorriso discreto, la sua parola calma, la sua presenza silenziosa ma forte, hanno toccato il cuore di tanti.
La sua presenza tra noi è stata una benedizione. Chi ha avuto la grazia di conoscerlo, sa quanto fosse profondo il suo amore per il Signore e per la comunità. Sempre disponibile, sempre attento, sempre pronto ad ascoltare. Ma Don Silvio non è stato soltanto un sacerdote tra la gente: è stato anche un collaboratore prezioso per la Chiesa diocesana, un uomo di fiducia del Vescovo, chiamato a svolgere ruoli delicati e di grande responsabilità.
Nel corso della sua lunga missione sacerdotale, la diocesi di Cassano All’Jonio, ha potuto apprezzare l’entusiasmo e l’impegno profuso da don Silvio quando, da giovane sacerdote, fu mandato, dal vescovo Barbieri, nel convitto a Castrovillari, e poi, come segretario di Mons. Domenico Vacchiano e infine, per lunghi anni, come Vicario Economo. In diocesi don Silvio ha ricoperto vari incarichi tra i quali: cancelliere, direttore regionale delle Pontificie Opere Missionarie (PP.OO.MM), membro del collegio dei consultori, membro del consiglio presbiterale, membro per il servizio nazionale per l’edilizia di culto, membro della commissione per la promozione degli ordini, vicario episcopale, direttore dell’ufficio tecnico diocesano, membro della commissione per le urgenze sociali, membro della commissione d’arte sacra e beni culturali, presidente commissione per le attività amministrative, fondatore dell’oratorio presso la Chiesa di S. Domenico e del laboratorio missionario. In ogni compito ha dimostrato dedizione, rigore, discrezione e spirito di servizio. E’ stato nominato parroco nel 1983 e nel 2018 Parroco Emerito della Parrocchia San Francesco d’Assisi e Rettore del Santuario della Madonna della Catena. Dal suo esempio sacerdotale sono nate le vocazioni alla vita religiosa e le vocazioni sacerdotali di Don Diego Talarico, di Don Maurizio Bloise e di Don Giuseppe Arcidiacono, che ne ha curato la formazione spirituale. Chi ha lavorato al suo fianco ne ricorda l’intelligenza lucida, la correttezza, ma anche la bontà profonda che lo rendeva capace di costruire relazioni autentiche e serene.
Non era perfetto, perché nessuno lo è, ma ha vissuto la sua vita come un vero servo del Signore. Ha consacrato la sua esistenza alla preghiera, alla Parola, all’Eucaristia, e soprattutto al servizio del prossimo. Fino alla fine, anche nella sofferenza, è rimasto fedele alla sua vocazione.
Don Silvio ha vissuto il sacerdozio come una vocazione totale, senza riserve, senza cercare riconoscimenti. Era un uomo che operava nel silenzio, ma il suo silenzio era pieno di significato, di presenza, di preghiera. Un prete che non cercava di farsi notare, ma che si faceva ricordare per ciò che era: un vero servitore del Vangelo.
Ora che il Signore lo ha chiamato a sé, siamo certi che Don Silvio possa ascoltare quelle parole che ogni sacerdote desidera sentire al termine del suo cammino:
«Bene, servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore.»
Tutti noi sappiamo quanto don Silvio fosse profondamente innamorato della Vergine Maria. Non si trattava solo di una devozione esteriore o di una semplice abitudine di preghiera. No, per lui Maria era presenza viva, una madre tenera, il cuore stesso del suo cammino sacerdotale. La Vergine Santa, madre di tutti i sacerdoti, così come portò in grembo il Figlio di Dio possa condurlo nel seno di Abramo.
Che il suo esempio continui a ispirarci, e che la sua memoria resti viva nei nostri cuori. E ora, mentre piangiamo la sua perdita, vogliamo anche ringraziare il Signore per il dono della sua vita.
Grazie, Don Silvio, per tutto ciò che sei stato per questa Parrocchia di S. Francesco d’Assisi e per la Chiesa diocesana.
Grazie per aver servito con dedizione, con sapienza e con amore.
Veglia su tutti i tuoi familiari e su di noi dal cielo, dove finalmente potrai riposare nella pace del Signore che hai tanto amato.
Arrivederci in paradiso caro Don Silvio.






