Sul Quotidiano di Calabria di domenica 4 ottobre ho letto una bella notizia, che mi fa particolarmente piacere: apprendere che Francesca Solano è alla guida dell’Associazione culturale “San Nilo” di San Demetrio Corone. Una scelta, a parer mio, quanto mai felice.
L’articolo di Adriano Mazziotti, intitolato «Solano rilancia l’associazione», racconta l’avvio di un nuovo capitolo per l’associazione. La prima uscita ufficiale sotto la nuova presidenza di Maria Francesca Solano è avvenuta nella suggestiva cornice della chiesa di Sant’Adriano, legata alla presenza di San Nilo.
Il giornale sottolinea soprattutto come la nuova presidente abbia saputo «riaccendere l’entusiasmo e l’interesse dei soci», portando una ventata di novità e di motivazione. Viene inoltre evidenziata la volontà di creare un rapporto più stretto con la scuola e con il mondo giovanile, mettendo in dialogo nuove generazioni e tradizioni del territorio.
E non è rimasto soltanto un proposito sulla carta. Il 26 settembre 2026, l’Associazione San Nilo, con Francesca Solano presidente, ha promosso a San Demetrio le celebrazioni dedicate a San Nilo proprio nella chiesa di Sant’Adriano, alla presenza di studenti, autorità civili e scolastiche.
Perché trovo particolarmente appropriata la sua presidenza
C’è un elemento, però, che rende questa nomina ancora più significativa ai miei occhi.
Francesca non arriva alla presidenza semplicemente come organizzatrice di iniziative culturali. Ha dedicato anni allo studio e alla valorizzazione della memoria di San Demetrio e del Collegio di Sant’Adriano. Il suo lavoro sull’archivio del Collegio, sfociato nel volume L’archivio di un’anima culturale e spirituale, è stato un importante contributo alla conoscenza di una documentazione che rischiava di rimanere dimenticata.
Ed è proprio questa, a mio avviso, la bella coincidenza: San Nilo e Sant’Adriano non sono per Francesca un tema di studio astratto, ma fanno parte di quel patrimonio storico che ha cercato concretamente di riportare alla luce e rendere fruibile.
San Demetrio, del resto, è profondamente legato alla figura di San Nilo: secondo le fonti locali, il santo trascorse in questo territorio una parte importante della sua vita e fondò il monastero sulle rovine della chiesa dedicata ai santi Adriano e Natalia.
Per questo credo che la sua presidenza possa rappresentare molto più di un semplice nuovo incarico. Può essere l’occasione per tenere insieme memoria e futuro, storia e giovani generazioni, identità e apertura alla comunità.
Un’associazione culturale, infatti, non dovrebbe limitarsi a conservare ciò che è stato, ma dovrebbe riuscire a fare della memoria uno strumento per costruire il futuro. E il fatto che la nuova presidenza abbia già dato vita a iniziative concrete lascia pensare che per l’Associazione “San Nilo” possa davvero aprirsi una nuova fase.
Francesca ha dimostrato nel tempo una qualità non così comune: quella di saper trasformare l’amore per la propria terra in ricerca, conoscenza e impegno concreto. Sono convinto che, con la sua competenza, la sua sensibilità e soprattutto con quell’entusiasmo che sa trasmettere agli altri, saprà dare nuovo impulso all’associazione.
Complimenti, Francesca. È bello sapere che una parte così importante della memoria di San Demetrio è affidata a chi quella memoria ha già dimostrato di saper amare e custodire.
Buon lavoro, cara Francesca, e ad maiora!






