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Atene e Sparta come Europa e Russia

europa1.jpgNel guazzabuglio delle guerre e dell’attuale la tentazione di farsi una propria idea è grande, come il non farsi influenzare.

L’Ucraina ha i caratteri dell’Europa più occidentale così come è certo che la Russia abbia una capitale al di qua degli Urali malgrado il suo territorio si estenda in Asia. La cultura russa, specialmente quella all’inizio del 1800 e successivamente fino a Solzenicin ed oltre, è europea e ad essa sono tributari i cittadini del mondo. A metà del 1900 la Russia è stata alleata dell’Europa contro il nazismo e alleata degli Stati Uniti contro Hitler.

Anche Atene si alleò con Sparta contro l’esercito invasore di Serse Re di Persia. In seguito Sparta divenne nemica di Atene nella guerra del Peloponneso e gli anni dal 430 al 401 a,c. furono terribili anni di guerra fra le due Polis.

Ma Peppino Aloise mi ha segnalato un articolo di Natalino Irti nel quale si recupera uno studio di un soldato russo dell’epoca della guerra contro Napoleone, Pavel Ivanovic Pestel. *   

«La Russia è immensa, ma accanto al popolo russo vi convivono numerose altre nazionalità; le piccole nazioni sottomesse a un grande popolo mirano spesso all’indipendenza; a sua volta, un grande popolo vuole frontiere sicure e cerca di impedire che i piccoli popoli viventi ai suoi margini cadano nell’orbita di un altro grande stato…».

Il Pèstel accorda indipendenza alla Polonia, ma la nega a Finlandia, Estonia ed altri paesi baltici, Biancorussia, Piccola Russia, Bessarabia, Crimea, Georgia, regioni del Caucaso e della Siberia; a tutti nega il diritto di nazionalità: «sono popoli troppo piccoli, appartenenti da tempo alla Russia e, più o meno, senza tradizioni di vera indipendenza; queste nazioni, a causa della loro piccolezza o debolezza, non potranno quindi formare stati indipendenti».

Il vecchio documento di Pèstel testimonia la storicità dei problemi, di motivi e tensioni. …. Che non è “giustificare”, ma chi ignora il passato, ignora anche il presente, dove si aggira in preda a torbide emozioni ed a primitività di istinti. L’azione politica, che duri nel tempo e abbia significato nella vita d’un popolo, nasce da lucida consapevolezza dei “perché”, dal cogliere la complessità delle situazioni storiche…”

Prima… che la Rivoluzione francese avesse sortito i suoi effetti e le pratiche democratiche dello stato di diritto e l’evoluzione delle rivendicazioni sociali della nuova cultura avessero avuto il loro esito, compreso il ben noto diritto all’autodeterminazione dei popoli e del rispetto a loro dovuto, a prescindere dalla loro dimensione! 

Franco Petramala

* Il Sole 24 ore del 2 maggio 2022 “Due secoli di pensiero politico russo”

 

NOTA DELLA REDAZIONE

Giusto per capire meglio il concetto condiviso dalla stragrande maggioranza dei russi, riguardante la loro presupposta superiorità tutoriale nei confronti dei paesi cosiddetti "piccoli" alle loro frontiere, riportiamo qualche nostro punto di vista. Inoltre ci permettiamo di mettere in rilievo che la Russia ha visto la "luce" della cultura (ovviamente europea) quando le grandi menti della loro letteratura si sono aperte verso l'occidente, la Francia e l'Italia in particolare (non dimentichiamo che fra i nobili russi nel '700 e '800 e fino ai primi del '900 la lingua più parlata era il francese), il grande scrittore russo considerato il padre della letteratura russa, Aleksandr Sergeevič Puškin, amava immensamente l'Italia pur non essendoci mai stato e non dimentichiamo che Caterina la grande, zarina per ben 34 anni,fino al 1796, moglie dello zar Pietro III , era in effetti tedesca, pur nel suo assolutismo illuminista portò non poche innovazioni nel regno. I rivoluzionari russi, quelli che cacciarono i Romanov si rifugiarono in Europa e da lì ordirono le loro trame rivoluzionarie, sostenuti dagli stati europei; l'avvento del comunismo non cambiò molto la mentalità della popolazione che passò dall'assolutismo degli zar a quello dei capi del partito senza reagire, contenta dei miglioramenti che comunque riuscì ad ottenere. Il principio di libertà così come diffuso nei paesi dell'ovest non è ancora penetrato nel tessuto sociale russo, Putin ha avuto vita facile perchè ha agito esattamente come i comunisti del dopo-rivoluzione d'ottobre, operando qualche miglioramento nella vita di tutti i giorni, ma alla lunga è uscito fuori il rigurgito anti-europeo e anti-libertario dei vecchi comunisti ortodossi. Putin e il suo entourage deve essere combattuto e distrutto dagli stessi russi se veramente vogliono la libertà di stampa, di opinione, di pensiero e di movimento. Noi, pur portando avanti senza sosta le azioni diplomatiche, dobbiamo combattere senza tema sul terreno da lui scelto. L'Ucraina siamo noi, abbiamo già troppo atteso per infliggere il castigo che merita a questo furbo e bellicoso bellimbusto che si prende gioco di noi e approfitta della paura di una guerra nucleare per continuare a fare quel che si era proposto. Che gli americani facciano il loro solito gioco da vessilliferi dei principi libertari per poi pensare ai loro interessi, è chiaro a tutti, ma, in questo caso, la guerra in casa ce l'abbiamo noi e non possiamo permettere che i cosiddetti "alleati americani" prendano in mano il pallino, dobbiamo essere noi europei a prendere decisioni drastiche e non accettare gli ultimatum di quel miserabile. Se in Russia esiste una qualsivoglia "resistenza" a Putin, deve essere supportata, di questo non si parla mai, ma crediamo che esistano dei gruppi che non sopportano di ritornare ai soviet, l'intelligence europea deve lavorare soprattutto in questa direzione. La pace non si ottiene sempre porgendo l'altra guancia, provate a convincere una vipera a non usare il suo veleno, se non le si schiaccia la testa continuerà a tentare di mordere.

603.548 km² Ucraina

302.073 km² Italia

312.679 km² Polonia

357.588 km² Germania

17.100.000 km² Russia

10.530.000 km² Europa

europa.jpg

 

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