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Trebisacce. I nodi cominciano a venire al pettine

Trebisacce 2030 OK PettaRiceviamo e pubblichiamo il Comunicato Stampa del Movimento Politico "TREBISACCE 2030", che ha partecipato all'ultima competizione elettorale locale ottenendo un seggio nel "parlamentino" di quel comune nella persona del dott. Andrea PETTA, candidato a sindaco. Come è giusto che sia, il gruppo è rimasto coeso e, a giudicare dal comunicato che segue, é ben deciso a continuare a far politica attiva pur se dalle file della minoranza. Ci spiace ricordare che quasi sempre dopo le tornate elettorali le liste si dissolvono, l'entusiasmo che sembrava far presagire chissà quali sconvolgimenti sparisce quasi d'incanto, i candidati tornano alle loro faccende e la politica rimane in mano SOLO a chi si é aggiudicato il "bottino". Immaginiamo che il termine "bottino" faccia storcere il naso a qualcuno, ma se chi ha in mano la "cosa pubblica" comincia sin da subito a "utilizzarla" come se fosse proprietà personale, crediamo che il termine sia azzeccatissimo. E' ovvio che ci auguriamo che questo non accada a Trebisacce, ma se il buon tempo si vede dal mattino, beh, non è che ci sia molto di diverso in cui sperare. (La redazione)

COMUNICATO STAMPA

NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE! Ad un mese dallo svolgimento delle elezioni comunali è possibile fare delle considerazioni di ordine generale sui primi passi della neocostituita maggioranza. Innanzitutto, non si può non rilevare un assoluto “continuismo” con logiche e prassi inveterate. Nella formazione della Giunta e nella nomina del Vicesindaco si è tenuto conto, come sempre, del mero dato numerico delle preferenze, senza prendere in considerazione, a parte meritorie eccezioni, le attitudini, le competenze e le esperienze. Criterio, quello numerico, adottato anche per l’elezione del Presidente del Consiglio comunale, organo di particolare prestigio e rilevanza, attesa la sua funzione istituzionale di garante super partes del corretto svolgimento della fisiologica dialettica tra maggioranza e opposizione. Bene: proprio in considerazione delle peculiarità della funzione, sarebbe stato politicamente opportuno che si addivenisse all’individuazione di tale figura all’esito, quantomeno, di un preventivo confronto, se non raccordo e concertazione con le minoranze. Nulla di tutto ciò è avvenuto, essendo questa maggioranza attenta - come del resto tutte quelle che l’hanno preceduta - a garantire i difficili equilibri interni, con il riconoscimento di cariche, titoli e prebende. Né ci sembra il caso di soffermarsi, per amor di patria, sulla clamorosa “gaffe” - chiamiamola così - della Delibera di Giunta n. 8 del 1°luglio, con la quale sono state aumentate le ore di servizio ad alcuni dipendenti, tra i quali figura anche uno stretto congiunto di un membro della Giunta. Questa Delibera, in una prima versione(!!!), contempla, incredibilmente, la presenza del predetto componente dell’organo giuntale, in flagrante violazione dell’art. 78, comma 2, del Testo Unico degli Enti Locali, in virtù del quale, testualmente, “gli amministratori devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti entro il quarto grado”. Francamente imbarazzante, poi, tanto da non meritare alcun commento, il successivo maldestro tentativo di porre rimedio al macroscopico errore commesso. E sarebbe il caso di sorvolare pure sulla straordinaria celerità con la quale, con Determina dell’Area Finanziaria del 20 giugno, si è proceduto all’adeguamento dell’indennità di funzione del Sindaco e degli Amministratori per l’anno 2022, in base a quanto stabilito dalla legge del 30 dicembre 2021. Era evidente a tutti che il movente principale di alcuni candidati era proprio quello di garantirsi una remunerazione. Insomma, niente di nuovo sotto il sole: supina, rassegnata acquiescenza al peso vincolante di blocchi familiari portatori di voti e di interessi, con la mortificazione di meriti e qualità, adesione a consumati approcci e stilemi comportamentali, sciatteria e negligenza.

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