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M5S dell'Alto Jonio: Opinioni sul Megalotto della SS106

ANAS-3°-Megalotto.jpgCon il presente comunicato stampa congiunto i Meetup e gli attivisti dell’Alto Jonio cosentino divulgano l’appello rivolto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e prendono posizione nei confronti delle dichiarazioni di una componente marginale degli attivisti di Rossano facenti capo ad una fantomatica associazione detta “Rossano pentastellata” - nome che è già di per sé fonte di confusione – e in particolare dell’attivista Cataldo Capalbo che, in qualità di ingegnere, di recente si è schierato a favore del Terzo Megalotto, così di fatto ponendosi dalla parte delle lobby del cemento, dei guastatori dell’ambiente e dei distruttori dell’economia agricola. Dalle dichiarazioni dell’ingegner Capalbo – la cui argomentazione più pregnante si esaurisce nell’osservazione paradossale secondo la quale lo Stato non potrebbe ammettere che il progetto del Terzo Megalotto sia infiltrato dalla ‘Ndrangheta per non essere costretto ad ammettere di non avere il controllo del territorio, quasi che negare la ‘Ndrangheta sul piano logico-dialettico fosse sufficiente a cancellarla dalla realtà – ci dissociamo con decisione, sottolineando che le sue esternazioni sono da derubricare a semplici opinioni personali, tra l’altro non in linea con il M5S nazionale che, con i parlamentari Ferrara, Morra, Cioffi, Abate e Sapia, ha fatto da sempre una scelta di campo a favore del raddoppio della 106 bis. Ci spiace che la componente di attivisti, ovviamente marginale, che fa capo a Capalbo – già candidato alle parlamentarie ed ovviamente non eletto – pensi di poter far prevalere la propria voce su quella dei cittadini dei comuni interessati dal Terzo Megalotto. Compito degli attivisti grillini non è quello di far rete per soffocare le voci dei cittadini sui cui territori insisteranno le opere pubbliche, in un’ottica di rapporti di forza in cui far soccombere le comunità più deboli dinanzi agli interessi (peraltro derivati e secondari) delle comunità più forti, ma di dar voce alle istanze dei cittadini dei comuni interessati. Non si capisce come mai la voce di alcuni attivisti rossanesi, che nulla hanno a che vedere con il Terzo Megalotto, dovrebbe prevalere su quella dei cittadini di Trebisacce, Sibari, Villapiana, Albidona, Cassano, Amendolara e Roseto. Così come non si capisce a che titolo il presidente dell’Associazione “Basta vittime della 106”, Fabio Pugliese, pensi di arrogarsi il potere di minimizzare le proteste nei confronti del Terzo Megalotto, riferendo le stesse ad ipotetici “turisti” e cioè a non residenti nei comuni interessati, quando egli stesso non ha nulla a che fare con i paesi toccati dal progetto del Terzo Megalotto. A ben guardare, se davvero volesse essere coerente con la ragione sociale della propria associazione, anziché aggrapparsi con le unghie e con i denti al progetto del Terzo Megalotto che lascia intatta l’attuale “strada della morte” in tutta la sua potenziale pericolosità, dovrebbe sostenere il raddoppio della carreggiata della 106, per non vedersi costretto, in futuro, ad aggiungere la parola “bis” alla ragione sociale della sua associazione “Basta vittime della 106”. Possibile che non ci abbia pensato? Attualmente le alternative al progetto sono sottoposte al vaglio del Ministro Toninelli e dei tecnici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. L’Iter del progetto del Terzo Megalotto è molto avanzato, ma le speranze che tale progetto possa essere dismesso in favore di quello del raddoppio della carreggiata della 106 bis, dove possibile, non sono affatto accantonate.

 

Appello al Ministro delle infrastrutture Toninelli

Signor Ministro, da decenni la Calabria jonica chiede a gran voce la messa in sicurezza della statale 106 bis, una strada tanto pericolosa da essere stata ribattezzata “Strada della morte” a causa delle numerosissime persone che hanno perso la vita percorrendola. Tante sono state le promesse della politica al riguardo, ma mai nulla di decisivo è stato fatto (men che meno con il progetto del Terzo Megalotto). Non c’è da stupirsi. La politica in Calabria è sempre stata quella delle promesse mai mantenute, delle opere incompiute, delle prese in giro che periodicamente si materializzano in concomitanza della campagna elettorale. Tuttavia qualcosa di cui stupirsi in questo caso ci sarebbe. Con l’approvazione del progetto del Terzo Megalotto i gattopardi, trincerati nelle istituzioni, hanno dato la stura ad una politica non più fondata soltanto sulle promesse deluse, ma anche sulle promesse eluse attraverso opere che dànno unicamente l’impressione della soddisfazione degli interessi della popolazione - per il semplice fatto di essere dispendiosissime e mastodontiche – ma che di fatto in nulla accolgono le istanze dei cittadini. Le cose stanno così: i cittadini hanno chiesto alla politica di mettere in sicurezza la 106 bis. La politica ha risposto raccogliendo fintamente tali istanze e proponendosi di costruire una strada, il Terzo Megalotto (in pratica una 106 ter) che lascerà intatta la “Strada della morte”, senza ammodernarla o toccarla di un millimetro. Il disappunto dei cittadini dell’Alto Jonio per questo progetto è cresciuto esponenzialmente man mano che la propaganda politica sul progetto ha deposto la maschera, grazie alle diverse associazioni a tutela del territorio, come i RASPA, ai portavoce e agli attivisti del MoVimento 5 Stelle, che da anni si battono contro il Terzo Megalotto.

Quel che più brucia ai cittadini è che oltre al danno della devastazione del territorio e dello spreco irragionevole delle risorse, tocca subire la beffa di una 106 bis che rimarrà in piedi esattamente come abbiamo imparato a conoscerla e a temerla sin da bambini e continuerà indisturbata a presentare il conto in termini di vite umane, dato che i cittadini dell’Alto Jonio saranno ancora obbligati a percorrerla. Certo il Terzo Megalotto potrebbe comportare una discreta riduzione del traffico sulla 106 bis con conseguente sensibile riduzione del rischio di incidenti mortali, ma saremmo in ogni caso ben lontani dalla messa in sicurezza radicale che solo il raddoppio della carreggiata attuale garantisce. Il rischio di frontali, gli incidenti più gravi e che mietono più vittime, sarebbe del tutto azzerato solo con il raddoppio della carreggiata della 106 bis. Non è facile portare avanti la battaglia per la messa in sicurezza della 106 bis. I fautori del Terzo Megalotto sono agguerritissimi e spregiudicati, quasi armati da una mano invisibile. Nulla impedisce loro di fare sciacallaggio sui nostri morti per portare acqua al mulino delle grandi lobby del cemento che trarranno profitti maggiori dal Terzo Megalotto di quanti non ne trarrebbero dal raddoppio della 106 bis. L’Astaldi è il sinistro convitato di pietra che, come affermato da Grazioso Manno, Presidente del Consorzio di Bonifica Jonio Catanzarese, “gode di vergognose protezioni a più livelli”. Ci uniamo alla sua voce chiedendo che venga stanata quella che lui definisce “la ‘Ndrangheta degli appalti”, perché sia fatta chiarezza su “chi si è arricchito, come, in che modo e perché utilizzando senza vergogna fondi pubblici”, e facciamo nostro il suo appello: “impedite ad Astaldi di fare un nuovo scempio sulla nuova 106, lucrando ancora una volta sulle tasche dei cittadini calabresi ed italiani”. Chiediamo alle istituzioni di fare quanto in loro potere per procedere alla messa in sicurezza della 106 bis, abbandonando il progetto faraonico del Terzo Megalotto, un progetto, tra l’altro, in odore di Mafia, sul quale si spera che la magistratura faccia chiarezza dopo l’agguato mortale teso a Leonardo Portoraro, definito dalla stampa locale come “il ministro dei lavori pubblici dei clan”. Se i fautori del terzo Megalotto, in maggioranza non residenti nei Comuni interessati, sono disposti a fare spallucce dinanzi al probabile ruolo avuto dalla ‘Ndrangheta nella scelta del peggiore dei progetti possibili per il nostro territorio, i cittadini dell’Alto Jonio, e le associazioni cui fanno capo, non sono disposti a soprassedere. Lo impone un ritrovato senso della dignità e coscienza da parte del popolo calabrese, già troppo infangato dagli organi di stampa con indebite semplificazioni giornalistiche (gli ‘ndranghetisti a volte vengono definiti calabresi tout court). Ci sembra già di sentire i giudizi del resto dell’Italia, qualora la verità delle connivenze tra politica e Mafia, sul Terzo Megalotto, dovessero essere accertate. Non tutti i calabresi chiudono un occhio dinanzi alla ‘Ndrangheta! Vogliamo infrastrutture pulite, libere dal giogo della malavita organizzata. Opere pubbliche che perseguano il diritto alla sicurezza e incolumità dei cittadini nell’ambito della circolazione stradale, senza deturpare il meraviglioso territorio nel quale abbiamo avuto la fortuna di nascere. Il raddoppio di carreggiata, dove possibile, dell’attuale 106 bis, a differenza del progetto del Terzo Megalotto, coniuga tutte queste esigenze ed ha il pregio di permettere il risparmio di un terzo dei fondi pubblici. In un momento di crisi come quello attuale, gli sprechi non sono tollerabili! Tante sono le emergenze a cui lo Stato italiano deve ancora far fronte (mettere in sicurezza le scuole, dare un’adeguata sistemazione ai terremotati, riaprire ospedali indebitamente chiusi ecc.). In quanto attivisti del M5S riponiamo nel Ministro Toninelli la massima fiducia, certi che il richiamo ad anche una sola delle ragioni sull’inutilità, dispendiosità e dannosità del progetto del terzo Megalotto sarà sufficiente a far propendere in favore del raddoppio della carreggiata della 106 bis, ove possibile.        

Per conto degli attivisti dell’Alto Jonio:        

Meetup Trebisacce in MoVimento        

Attivisti Trebisacce

Attivisti Rocca Imperiale

Attivisti Canna

Attivisti Sibari

Attivisti di Amendolara

Attivisti Francavilla

Meetup Villapiana

Attivisti Roseto Capo Spulico

le addette stampa incaricate

Giovanna De Vita

Dalila Di Lazzaro

Capisco perfettamente quei cittadini della fascia ionica calabrese che reclamano servizi. Siamo sulla stessa barca. Quella malapolitica che ci ha regalato decenni di degrado e desolazione, e che si ricordava di noi solo quando c’era da piazzare trivelle o far passare rifiuti dal nostro porto, ci ha umiliati al punto che oggi ci sarebbe qualcuno di noi ben disposto ad accettare tutto pur di sentirsi meno abbandonato.

False promesse, inaugurazioni fasulle, cattedrali nel deserto, cantieri fantasma, nastri tagliati a favore di telecamere, false insegne di pronto soccorso. Questo è quello che la politica ha riservato ai nostri territori. E potrei andare avanti per ore.

Per chi ha vissuto e vive un contesto del genere, il ragionamento più ovvio e scontato sarebbe proprio quello di dire: non ci importa quanto costa, non ci importa se si può fare meglio, non ci importa consumare altro suolo in una terra alle prese con frequenti alluvioni e calamità naturali. Fate pure quello che volete, basta che ci fate la strada e ce la fate in fretta!

Capisco davvero chi è portato a pensare ciò. E capisco pure i sindacati. Per loro se la stessa opera costasse due, tre o quattro miliardi anziché uno e mezzo sarebbe ancora meglio.

Capisco anche qualche attivista che in buona fede si presta al gioco di accogliere passivamente, senza un minimo di spirito critico, un progetto interamente ideato e concepito dalla peggiore classe politica di sempre, quella che combattiamo fianco a fianco da anni. Capisco meno due pseudo-attivisti che fremono per uno scranno alla Regione e si inventano una sedicente associazione pentastellata senza avere alcun titolo a rappresentare il Movimento 5 Stelle, ma questo è un altro discorso.

Non capisco per nulla gli esponenti del PD locale e lo pseudo-associazionismo che spesso diventa una sua costola. Se avessero speso un decimo dell’impegno che stanno mettendo ora a difesa di questa opera per denunciare gli scempi e gli inganni che i loro governi regionali e nazionali ci propinano da decenni, oggi questa terra sarebbe senz’altro migliore.

Il punto vero è questo: un cittadino può anche non porsi il problema, ma chi governa ha il dovere di valutare con molta attenzione prima di dare il via ad un cantiere da un miliardo e mezzo di euro. Magari studiando le carte ci renderemo conto che non sono più possibili modifiche migliorative al progetto perché l’iter è già in fase troppo avanzata, ma abbiamo almeno il dovere di prendere un po' di tempo per verificare se – come alcuni sostengono – si fa ancora in tempo a fare un’opera meno invasiva, meno costosa, magari anche più velocemente, magari riducendo il rischio che la Calabria diventi teatro dell’ennesima opera incompiuta.

La nuova politica non può esimersi dal fare delle attente valutazioni. Ai cittadini in buona fede dico di avere fiducia e un altro po' di pazienza, non abbiamo altro obiettivo che quello del bene comune.

A quelli in cattiva fede non dico nulla: di loro non mi importa un fico secco.

Francesco Forciniti (M5S Camera)

 

FORMALE E DECISA PRESA DI DISTANZA dal gruppo “Attivisti M5S Corigliano Rossano Gruppo di Rossano” e associazione “Rossano Pentastellata”.

Gli attivisti del Meetup “Amici di Beppe Grillo – Rossano In Movimento” esprimono formale e decisa presa di distanza dall’inesistente gruppo “Attivisti M5S Corigliano Rossano gruppo di Rossano” e dall’associazione “Rossano Pentastellata”.

Con la presente nota stampa, esprimiamo la medesima posizione su quanto affermato dai su detti gruppi in merito alla questione S.S.106 3° Megalotto, e riponiamo la nostra massima fiducia nell’operato del Ministro Toninelli e nei tecnici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Precisiamo ai cittadini e agli organi di stampa, che l’unico Meetup presente, in località Rossano, è quello di “Rossano In Movimento”: l’unico dotato di proprio logo, non confondibile con quello del M5S; l’unico dotato di regolamento interno, per disciplinare ogni attività interna ed esterna al gruppo; l’unico dotato di piattaforma Meetup per consentire un ulteriore confronto democratico sulle problematiche; l’unico effettivamente operante sul territorio in località Rossano.

 Meetup “Amici di Beppe Grillo – Rossano In Movimento”

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