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Vangelo di Domenica 23 Gennaio 2023

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Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 4,12-23In quel tempo 12Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, 13lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, 14perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:

15Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
16Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta.

17Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». 18Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 19E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». 20Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 21Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. 22Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Gesù predica e guarisce 23Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
 
Commento di don Gennaro Giovazzino

Oggi celebriamo la giornata della Parola di Dio.

Nella III domenica del Tempo ordinario la Chiesa celebra la Domenica dedicata alla Scrittura, istituita da Papa Francesco nel 2019[1].

Una domenica dedicata alla celebrazione, alla riflessione e divulgazione della Parola di Dio per «far crescere nel popolo di Dio la...familiarità con le Sacre Scritture...: “Questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica” (Dt 30,14)»[2].

Dio ci parla; ci parla per annunciare il suo amore, la sua salvezza e cambiare il nostro cuore. Siamo chiamati ad ascoltare e meditare la Parola di Dio.

Educhiamoci ad ascoltarla con costanza. Rimettiamola al centro.

Dopo averla ascoltata durante la celebrazione della Messa ritagliamo alcuni momenti per rileggerla e riflettere.

In quella Parola annunciata si parla di noi. Come ai discepoli di Emmaus si aprono i nostri occhi, il cuore è colmo di gioia, ci apriamo all’amore di Dio, e diventiamo suoi testimoni.

Dio «ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, perché ciascuno di noi trovi una ricchezza in ciò che contempla» (Papa citazione di S. Efrem il Siro).

*     *     *     *     *

La luce è vita, gioia, sicurezza, speranza. Nelle diverse culture la luce è segno della presenza di Dio.

L’evangelista Matteo riprende un’immagine del libro di Isaia (I lettura) e mette in risalto che Gesù è la luce, quella luce che tutti gli uomini aspettano, la luce nell’oscurità. È quella luce venuta ad illuminare tutti, è il Re Messia venuto per tutti i popoli.

La Sua luce penetra nelle nostre tenebre e rischiara la nostra vita.

[1]Tale giornata è a ridosso della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

[2]   APERUIT ILLIS” Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio del Papa Francesco.

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Una luce è apparsa per coloro che erano nel buio regno della morte: «Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce».

La Parola di Dio è la luce che illumina il nostro cuore e trasforma la nostra esistenza.

Al Salmo responsoriale (Salmo 26/27) abbiamo ripetuto: "Il Signore è mia luce e mia salvezza". Il popolo acclama al Signore il quale è la sua luce e la sua salvezza, il rifugio sicuro. Non abbiamo paura perché il Signore è con noi; speriamo in Lui e chiediamo di ‘’abitare per sempre nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita per contemplare la bellezza del Signore’’.

*     *     *     *     *

Gesù, dopo l'arresto di Giovanni, torna in Galilea e inizia a predicare, chiama a sé i primi discepoli, insegna, guarisce, porta a tutti la Parola di vita.

Gesù inizia la predicazione con l’invito alla conversione, a cambiare mentalità, modo di vivere, perché il regno di Dio sta per venire.

Annuncia: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».

Questo invito vale anche oggi, vale per tutti.

Convertirsi in greco biblico significa cambiare mentalità e vita.

"Convertitevi", cambiate strada, cambiate quello che non va, cambiate modo di pensare, cambiate il cuore.

Gesù chiama a sé i primi discepoli: "Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini". Promette loro una vita vera, intensa. Li farà diventare pescatori di uomini, coloro che liberano gli uomini dal male (gli antichi pensavano al mare come a un luogo di morte perché esteso, imprevedibile per le tempeste; pensavano che il mare fosse abitato dal Leviathan, un mostro che poteva capovolgere le navi far morire le persone su di esse).

"Subito", lasciate le barche, seguono Gesù. Si fidano immediatamente del Suo annuncio.

Anche noi come i discepoli siamo chiamati a seguire il Signore, a camminare insieme a Lui e a testimoniarLo con la nostra vita.

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S. Paolo, nella II lettura, tratta dalla I lettera ai Corinzi, esorta i fratelli della comunità di Corinto e tutti noi ad essere uniti e a camminare nella comunione e nell'amore di Dio: "Vi esorto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire".‘

L'apostolo aveva avuto notizia che questi fratelli proclamavano di essere di varie appartenenze («Io sono di Paolo», «Io invece di Cefa»...).

La fede nel Signore deve essere testimoniata in unità, senza divisioni.

Tutti noi siamo di Cristo.

Signore, fa’ che Ti seguiamo con fedeltà e diventiamo testimoni del Tuo amore. Fa’ che ogni uomo riconosca che Tu sei la Luce vera per contemplarti per l’eternità.

"Galilea delle genti" è un'espressione per indicare come quel territorio fosse un luogo di forte immigrazione, d'incontro tra i popoli, di scambio tra culture differenti, non sempre in armonia tra di loro. È un po' l'esperienza che le vicende di questi ultimi tempi ci fanno vivere nelle nostre città; eppure anche all'interno di questa "Galilea delle genti" è possibile intravedere una luce, addirittura una "grande luce".

«Vi farò pescatori di uomini». Dio non cambia ciò che c'è attorno a noi, Dio cambia noi.

Gesù ti viene a cercare nella tua storia personale e t'invita a stare con Lui.

Questi poveri pescatori faranno cose che non avrebbero mai immaginato. Gesù lancia una sfida a questi uomini: essere qualcosa di grande.

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