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Cassano. Articolo 21. Non c'é peggior sordo di chi non vuol sentire

articolo 21ARTICOLOVENTUNO, presente sul panorama cassanese ormai da 4 mesi, con l’obiettivo di suscitare dialogo e interesse per lo sviluppo e per la crescita della nostra città, è aperto a tutti coloro che hanno a cuore le sorti di Cassano e la risoluzione dei tanti problemi con programmazione, visione, lungimiranza e soprattutto realismo.

Affermiamo con convinzione e fermezza che non ci desta e non c’ha mai destato alcuna preoccupazione o paura colui che è alla guida del paese, o coloro i quali si prestano al suo gioco, perché ormai è chiaro a tutti che il suo tempo sia finito.

A nostro avviso, sosteniamo che il suo vero nemico sia lui stesso e, sinceramente, non può che farci comodo il suo sfrenato attivismo, anche se costoso, perché più la gente lo vede e lo sente raccontare cose che farà con lo scopo di impressionare, e più gli si rivolta contro.

Un esempio della sua politica sfrenata è tangibile tra gli ambienti del Palazzo Comunale: dopo anni di incertezze e diversificazioni, solo ora darebbe le 36 ore a tutti i dipendenti per il semplice motivo di essere prossimo alle elezioni.  

Ma chi è che cascherà in questa trappola?

D’altro canto, a seguito delle continue sollecitazioni e denunce di cui si è fatto carico ArticoloVENTUNO relative alla stabilizzazione di tutto il personale, ci meraviglia come questa azione sia passata per straordinaria: non era altro che un atto dovuto e non una gentile concessione dell’Amministrazione, considerate le continue pressioni psicologiche e strette verso i dipendenti.

Un atto dovuto così come hanno fatto le tante altre amministrazioni comunali nel corso di questi ultimi anni, non solo e non tanto per avere a tempo pieno il personale, ma soprattutto per dare la giusta dignità alle famiglie.

Eppure, chi ci governa, non dovrebbe dimenticare lo stato d’animo di chi vive in situazioni di precarietà, considerato che lui l’ha conosciuto in prima persona per decenni.

O peggio ancora sul silenzio mortificante relativo alla questione discarica e sul finanziamento rinunciato di 40 milioni di euro, aggravata dal fatto che, tra le file della maggioranza, vi è anche una consigliera con la delega specifica alla salute che, pur essendo sempre presente fisicamente, non ha mai speso una parola in merito.

Così come il silenzio è piombato su operazioni verso le quali non si può stare zitti usando il metodo di “allontanare ciò che era vicino”.

Non è accettabile!

Basta con il vittimismo secondo cui gli altri ce l’hanno con chi amministra: SICURAMENTE NOI NO!

Vogliamo precisare che ci rivolgiamo al Primo Cittadino non perché ci stia antipatico o quant’altro, ma perché ha catalizzato ed assorbito a sé stesso tutti i ruoli, sminuendo così consiglieri comunali ed assessori!

Semplicemente noi contestiamo e non condividiamo quel metodo sempre più clientelare che considera, chi gestisce la casa Comunale di tutti, come se fosse casa sua: dallo sperpero di risorse pubbliche, ad una stagione di concorsi rimasta appannaggio di una ristretta cerchia, fino ad arrivare agli incarichi legali e professionali, assegnati molto spesso fuori e con la regia (forse nemmeno più tanto occulta) di qualche studio paesano, in spregio ed in danno ai tanti professionisti locali.

Ormai si capisce già dai selfie che si pubblicano a chi andranno i contributi importanti.

Per dieci lunghi anni il Primo Cittadino ha potuto agire indisturbato, senza contrasti grazie ad un’opposizione poco attenta, seminando paure e rincorrendo quelle poche voci critiche e scagliandosi contro come una clava.

Adesso che qualcuno pone certe considerazioni, non si fa altro che utilizzare mezzucci da quattro soldi, che spesso si rivoltano contro come un boomerang, per confondere le menti.

Stendiamo un velo pietoso su come si tira in ballo la patologia della depressione verso chi non condivide ed appoggia le idee dell’amministrazione.

Un tema maledettamente serio e delicato che non ammette sarcasmo, considerato che i malcapitati lottano per uscirne e purtroppo non tutti ci riescono.

Ma, sull'invidia, rassicuriamo che generalmente scatta nei confronti di soggetti verso i quali uno riconosce una certa superiorità, e non è il caso in questione sotto tutti i punti di vista, anche perché uno ch'è invidioso in nessuna circostanza contribuirebbe a far crescere il soggetto verso il quale nutre invidia.

Noi abbiamo una visione diversa della gestione della 'COSA PUBBLICA'.

Ad esempio, di festeggiare la ricorrenza del 25 aprile senza bei petali di rose lungo il nostro cammino o, qualora un giorno ci trovassimo ad amministrare, di non distrarre mai personale dalle loro attività quotidiane per farci scorrazzare a destra e a manca accompagnati dalla scorta dei vigili e dal fotografo.

Ma presto daremo vita ai nostri cantieri programmatici, un laboratorio di idee e di freschezza sociale, culturale e politica.

Abbiamo una visione rispettosa delle Istituzioni e saremo dall'altra parte del campo a giocare comunque la nostra partita, rassicurando la gente che sta per mettersi definitivamente alle spalle un periodo buio fatto anche di dolorosi scioglimenti.

Ed a pagarne le conseguenze è stata sempre e solo Cassano!

Così come sulla differenza tra il privato ed il pubblico: il primo non dovrebbe mai entrare nel calderone della “campagna elettorale”.

Per la parte che ci riguarda, noi ci siamo occupati e ci occuperemo solo ed esclusivamente dei problemi, perché il resto non è oggetto della nostra discussione, anche perché, al contrario, se volessimo, anche noi avremmo tanto altro da dire, ma sono cose che non interessano a nessuno.

Dopo i concorsi, le assunzioni alla società di recupero e non solo, la designazione nel CdA di Casa Serena di un’altra ex candidata (e parente della neo assessora), tanto per cambiare, o quando si elegge la Vice Presidente del Consiglio che risulta la cognata del Presidente, non abbiamo nel modo più assoluto offeso la famiglia di nessuno e né disturbato chi non c'è più, tra l'altro mai assolutamente citato.

Ad onor del vero, non abbiamo mai dichiarato che dubitiamo delle capacità delle persone in questione, ma piuttosto dell’INOPPORTUNITÀ.

Il Comune non è una bottega, ma, evidentemente, questa cosa a taluni non entra proprio in testa, e dopo che c'è stato l'accaparramento di tutto, perché non si accetta con serenità che qualcuno possa tranquillamente ironizzare sul fatto che “la quadriglia si balli in famiglia”?

Democraticamente, la gente sceglierà il suo rappresentante e se qualcuno è convinto di avere dalla sua parte l’80% dei consensi, e ci auspichiamo che il candidato sia l’attuale Sindaco (per noi il miglior competitor possibile) però dovrà essere in grado di garantire al 79% che rimane gli stessi privilegi che hanno l’1%, rappresentato dalla sua corte.

Siamo difronte ad una svolta che vogliamo favorire insieme a tutti quelli che vogliono davvero cambiare il nostro paese.

Cittadini, aiutateci ad aiutarvi!

Ufficio comunicazioni ArticoloVENTUNO

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