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"La scomparsa dei fatti" in un paradiso di bugie

scomparsa dei fatt.jpg<<Ogni mattina il buon giornalista deve dare un dispiacere a qualcuno" (BENEDETTO CROCE) - "E dopo tutto, cos'è una bugia? È solo la verità in maschera". (LORD BYRON) - «I fatti separati dalle opinioni.» Era il motto del mitico Panorama di Lamberto Sechi, inventore di grandi giornali e grandi giornalisti. Poi, col tempo, quel motto è caduto in prescrizione, soppiantato da un altro decisamente più pratico: «Niente fatti, solo opinioni». I primi non devono disturbare le seconde. Senza fatti, si può sostenere tutto e il contrario di tutto. Con i fatti, no.

C'è chi nasconde i fatti perché non li conosce, è ignorante, impreparato, sciatto e non ha voglia di studiare, di informarsi, di aggiornarsi.
C'è chi nasconde i fatti perché trovare le notizie costa fatica e si rischia persino di sudare.
C'è chi nasconde i fatti perché non vuole rogne e tira a campare galleggiando, barcamenandosi, slalomando.
C'è chi nasconde i fatti perché ha paura delle querele, delle cause civili, delle richieste di risarcimento miliardarie, che mettono a rischio lo stipendio e attirano i fulmini dell'editore stufo di pagare gli avvocati per qualche rompicoglioni in redazione.
C'è chi nasconde i fatti perché si sente embedded, fa il tifo per un partito o una coalizione, non vuole disturbare il manovratore.
C'è chi nasconde i fatti perché se no lo attaccano e lui vuole vivere in pace.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti non lo invitano più in certi salotti, dove s'incontrano sempre leader di destra e leader di sinistra, controllori e controllati, guardie e ladri, puttane e cardinali, prìncipi e rivoluzionari, fascisti ed ex lottatori continui, dove tutti sono amici di tutti ed è meglio non scontentare nessuno.
C'è chi nasconde i fatti perché confonde l'equidistanza con l'equivicinanza.
C'è chi nasconde i fatti perché contraddicono la linea del giornale.
C'è chi nasconde i fatti perché l'editore preferisce così.
C'è chi nasconde i fatti perché aspetta la promozione.
C'è chi nasconde i fatti perché fra poco ci sono le elezioni.
C'è chi nasconde i fatti perché quelli che li raccontano se la passano male.
C'è chi nasconde i fatti perché certe cose non si possono dire.
C'è chi nasconde i fatti perché è politicamente scorretto affondare le mani nella melma, si rischia di spettinarsi e di guastarsi l'abbronzatura, molto meglio attenersi al politicatty correct.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti diventa inaffidabile e incontrollabile e non lo invitano più in televisione.
C'è chi nasconde i fatti perché fa più fine così: si passa per anticonformisti, si viene citati, si crea il «dibattito».
C'è chi nasconde i fatti anche a se stesso, perché ha paura di dover cambiare opinione.
C'è chi nasconde i fatti perché i servizi segreti lo pagano apposta.
C'è chi nasconde i fatti anche se non lo pagano, ma magari un giorno pagheranno anche lui.
C'è chi nasconde i fatti perché il coraggio uno non se lo può dare.
C'è chi nasconde i fatti perché nessuno gliel'ha ancora chiesto, ma magari, prima o poi, qualcuno glielo chiede.
C'è chi nasconde i fatti perché così poi qualcuno lo ringrazia.
C'è chi nasconde i fatti perché spesso sono tristi, spiacevoli, urticanti, e non bisogna spaventare troppo la gente che vuole ridere e divertirsi.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi tolgono la pubblicità al giornale.
C'è chi nasconde i fatti perché se no poi non lo candida più nessuno.
C'è chi nasconde i fatti perché così, poi, magari, ci scappa una consulenza col governo o con la Rai o con la Regione o con il Comune o con la Provincia o con la Camera di commercio o con l'Unione industriali o col sindacato o con la banca dietro l'angolo.
C'è chi nasconde i fatti perché deve tutto a quella persona e non vuole deluderla.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti è più difficile voltare gabbana quando gira il vento.
C'è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi la gente capisce tutto.
C'è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, "c'è gente che pagherebbe per vendersi".>>

Così inizia il libro di Marco Travaglio che il 5 maggio del 2011 decidemmo di regalare ai nostri web-nauti sul sito www.sibari.info. Fino ad oggi è stato scaricato 4536 volte e presumiamo che almeno altrettanti lettori lo abbiano letto. Il titolo illuminante del libro: "La scomparsa dei fatti" e col sottotitolo "Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni", si adatta perfettamente ai tanti giornalistucoli che scodinzolano attorno al politicante semi-analfabeta che però ha il potere di farli campicchiare alla meno peggio e così invece di raccontare i FATTI, si sdilinquiscono nel lodare sperticatamente il loro anfitrione del momento, salvo abbandonarlo non appena sparisce dalla scena politica.

Marco Travaglio può essere antipatico, può non piacere il suo modo crudo di porgere i fatti e la sua satira dissacrante, però ha ragione quando afferma che oggi i giornalisti sono diventati opinionisti. D'altronde in un paese in cui conta più quel che dice una semi-analfabeta dalla coscia lunga di quel che potrebbe affermare un "vetusto" professore universitario, che cosa si può pretendere?

Ricordo che una ventina d'anni fa durante un viaggio di lavoro in Canada, su un quotidiano locale lessi un articolo che mi scombussolò non poco. Era stata stilata una lista dei paesi in cui la stampa era veramente libera e indipendente, bene ai primi posti figuravano alcuni paesi scandinavi: Svezia, Finlandia e Norvegia; l'Italia figurava al 130° posto insieme ad alcuni paesi del centro-Africa. Allora Travaglio ha proprio ragione di scrivere "La scomparsa dei Fatti".

Visto il momento particolare in cui stiamo vivendo, penso che sia una buona cosa dare una scorsa al libro di Travaglio per avere qualche spunto di riflessione sulle tante fesserie che giornali cartacei e televisivi ci stanno ammannendo di continuo in questi primi giorni del 2023 e non mi riferisco solo alle notizie della politica nazionale ma anche anche alle "miserabilia" di casa nostra.

Antonio M.Cavallaro

Il libro di Travaglio lo trovate nell'allegato scaricabile e leggibile direttamente sul vostro supporto magnetico.

Per acquistarlo potete farlo online CLICCANDO QUI' O NELLA LIBRERIA PIù VICINA.

 

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