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2020 - Tempo di Covid, pensiero di Alfredo Bruni

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Alfredo Bruni — poeta, scrittore, filosofo e amico vero, senza se e senza ma — se n’è andato in un giorno qualunque del 2025. Non ho perso solo un amico: ho perso una voce calma ma penetrante, capace di illuminare ogni pensiero e di dare senso anche alle parole più elusive.

Ci sono voluti mesi perché la sua assenza diventasse concreta. L’ictus che mi ha colpito alla fine di marzo, in quel maledetto 2025, ha risparmiato le mie facoltà mentali — poche, ma ancora presenti — e ha invece tradito il mio corpo: braccio, mano, gamba e piede sinistri hanno rifiutato per mesi di obbedire ai miei comandi. Solo ora, a dieci mesi di distanza, riesco di nuovo a muovermi con autonomia e persino a guidare.

E con il corpo che lentamente torna alla vita, riaffiorano i bisogni dell’anima. La necessità di parlare con qualcuno che sappia ascoltare davvero, che sappia rispondere con intelligenza e sensibilità, anche se mai con soluzioni definitive. All’alba — quando mi sveglio prestissimo, come sempre — mi sorprendo ancora a pensare: “Stamattina chiederò ad Alfredo…”. Poi il pensiero si arresta, con un nodo alla gola: non c’è più. I dubbi e le domande che la lettura dell’Etica di Spinoza ha aperto dovrò affrontarli da solo, senza il suo sguardo illuminante.

Eppure, fra i vecchi file digitali, spunta all’improvviso uno scritto dimenticato di Alfredo, risalente al 2020, nel tempo sospeso del Covid. L’ho riletto tutto d’un fiato e ho sentito riaffiorare la sua voce, la sua intelligenza, la sua delicatezza. Ho pensato che anche voi, lettori di Infosibari, potreste trovare in quelle parole un po’ del conforto e della lucidità che mi ha sempre dato.

Ve lo propongo, allora. Lo trovate in allegato in PDF, scaricabile e pronto per essere letto, custodito e ascoltato. Un piccolo frammento di Alfredo che continua a parlarci, anche ora che non è più qui, ricordandoci quanto siano preziosi gli amici veri e quanto le parole possano sopravvivere al tempo. (Tonino Cavallaro)

 

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