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Cariati - Presentato il libro sulla storia della diocesi di don Gaetano Federico

diocesi di cariati_libro.pngUn appuntamento di grande interesse culturale e religioso si è svolto giovedì 19 febbraio 2026 nella Concattedrale diCariati, dove è stato presentato in anteprima nazionale il nuovo studio di don Gaetano Federico dedicato alla storia della Diocesi di Cariati.
L’autore, già noto per le sue ricerche su eventi e figure dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, torna in libreria con un volume pubblicato dalla casa editrice Progetto 2000 di Cosenza. Il testo ricostruisce le vicende dell’antica diocesi cariatese, ne ripercorre la cronotassi episcopale e offre approfondimenti sulle figure di santità che hanno segnato il territorio, ieri come oggi.
Alla presentazione, insieme a don Gaetano Federico e all’editore Demetrio Guzzardi, sono intervenuti la dirigente scolastica Sara Giulia Aiello e il professor Antonio De Nardo. A concludere l’incontro è stato l’arcivescovo di Rossano-Cariati, monsignor Maurizio Aloise.
Un momento toccante dell’incontro è stato l’intervento del Professor De Nardo. Con la saggezza dei suoi ottant’anni e una commozione vibrante nella voce, ha scelto di mettere da parte i fogli preparati per parlare "a braccio", lasciando che fossero i battiti del cuore e i sentieri della memoria a guidare le sue parole.
Il suo racconto è stato un viaggio a ritroso nel tempo, un affresco vivido di una Cariati in cui la Cattedrale era il cuore pulsante di una comunità instancabile, prima ancora dell'unione con la diocesi di Rossano. De Nardo ha rievocato i canti del coro che riempivano le navate, l’energia luminosa dei ragazzi e delle ragazze dell’Azione Cattolica, le risate cariche di vita e quelle parole dei prelati che sapevano farsi guida e conforto.
Il libro presentato non è infatti solo una cronaca di eventi, ma uno scrigno di "microstorie": frammenti di vita in cui i profili dei Vescovi si intrecciano indissolubilmente con il destino del popolo. È il racconto di una Chiesa che non è mai rimasta a guardare, ma che ha camminato nel fango e nella polvere di una terra difficile, offrendo sempre una spalla su cui poggiare, una mano per rialzarsi e una luce di speranza nei momenti più bui.   Questo senso di scoperta è stato alimentato dalle parole vibranti dell'editore, profondo conoscitore delle vicende di Cariati e della chiesa calabrese. Con enfasi e passione, egli ha lasciato intendere che tra le pagine del volume pulsano ancora innumerevoli storie, accennate come promesse, capaci di accendere nel cuore dei presenti una curiosità inesausta e l'attesa di nuovi racconti. Il merito dell'autore è stato quello di saper raccogliere e tessere insieme una moltitudine di fonti, muovendosi con rigore e sensibilità in un solco già tracciato da grandi della ricerca storica. L'opera si pone infatti in ideale continuità con il lavoro minuzioso del compianto professor Franco Liguori, a cui Cariati deve la riscoperta della propria identità: senza il suo impegno instancabile, gran parte della storia di Cariati sarebbe rimasta sepolta nell'oblio.
A raccogliere questa eredità emotiva è stato, in chiusura, il Vescovo Maurizio Aloise. Con parole dense di significato, Monsignor Aloise ha ricordato che la storia non è un esercizio di nostalgia per un passato che non torna, né un freddo elenco di "grandi cose" compiute. Al contrario, la storia è speranza viva: ricordare serve a dare radici al presente e forza al cambiamento.
Il momento più evocativo è giunto con il racconto del disegno di un bambino, una metafora potente che ha commosso la platea. Immaginando di guardare la Terra dall'alto, il piccolo aveva disegnato un globo senza confini, un cerchio perfetto unito e privo di strappi. È questo il messaggio finale: così come quel disegno, l'unione tra le diocesi non ha tolto sostanza o potenza all’identità locale, ma l'ha elevata a una dimensione più alta. Un invito profondo a guardare oltre gli steccati e le lotte, per riscoprirsi parte di un unico, grande cammino di fede e umanità.

In conclusione, quest’opera rappresenta un contributo prezioso per il territorio di Cariati, perché restituisce alla comunità la consapevolezza delle proprie radici e della propria identità storica e spirituale. In un tempo in cui il rischio della frammentazione della memoria è sempre più evidente, uno studio organico e documentato come questo diventa uno strumento fondamentale per custodire e valorizzare il patrimonio locale.

Il volume si propone inoltre come punto di riferimento per studiosi, appassionati e per quanti, in futuro, vorranno approfondire la storia ecclesiale e civile di Cariati. Non solo una ricostruzione del passato, dunque, ma una base solida per nuove ricerche, capace di offrire orientamento, fonti e prospettive a chi desidererà comprendere meglio le vicende, i protagonisti e le trasformazioni di questa comunità nel corso dei secoli.

In tal senso, il lavoro di don Gaetano Federico non si limita a raccontare una storia: contribuisce a preservarla e a consegnarla alle generazioni future come patrimonio condiviso.

I Relatori

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