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Villapiana: Quando la legge non basta

mariolina_de_marcosindaco.jpgLa neoeletta sindaca di Villapiana ha conferito al proprio marito un incarico gratuito di "cittadino delegato" ai rapporti con l'imprenditoria per lo sviluppo del territorio. Il decreto richiama l'articolo 22 dello Statuto comunale, che consente al Sindaco di affidare, su base fiduciaria, incarichi gratuiti di supporto a cittadini in possesso di determinati requisiti.

Fin qui il piano della legittimità.

Ma amministrare una comunità non significa soltanto rispettare le norme. Significa anche evitare qualunque scelta che possa generare dubbi, alimentare sospetti o incrinare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

È proprio questo il punto. Il marito della Sindaca potrà anche possedere tutte le competenze richieste e l'incarico sarà pure gratuito. Tuttavia resta una domanda che molti cittadini inevitabilmente si porranno: era davvero impossibile trovare un'altra persona? Villapiana dispone di professionisti, imprenditori, tecnici, ex amministratori e cittadini qualificati. Affidare questo ruolo proprio al coniuge del Sindaco espone l'Amministrazione a un'obiezione tanto semplice quanto difficile da confutare: il conflitto non è necessariamente giuridico, ma certamente è di opportunità.

Nella pubblica amministrazione esiste un principio che vale quanto la legalità: l'imparzialità deve anche apparire tale. Un amministratore deve evitare non soltanto i conflitti di interesse reali, ma anche quelle situazioni che possono far pensare a una gestione troppo familiare del potere.

Soprattutto all'inizio di un mandato amministrativo, il primo messaggio che si trasmette ai cittadini è fondamentale. La scelta delle persone alle quali affidare incarichi rappresenta già un modo di governare.

Nessuno mette in discussione la buona fede della Sindaca né le capacità del marito. Il problema è un altro: un'Amministrazione dovrebbe sempre sottrarsi a decisioni che rischiano di dividere l'opinione pubblica quando esistono alternative altrettanto valide.

Perché la fiducia dei cittadini non si costruisce soltanto con il rispetto della legge. Si costruisce anche attraverso scelte che siano percepite come imparziali, prudenti e lontane da ogni possibile equivoco.

In politica, spesso, ciò che è consentito non coincide con ciò che è opportuno.

Antonio Michele Cavallaro

Nell'allegato il decreto di nomina

Contestualmente alla nostra nota è giunto in redazione un comunicato del consigliere di minoranza Nicola Mastrota che così sintetizziamo di seguito:

La decisione della sindaca di Villapiana di conferire al proprio marito, Domenico Sante Palermo, l'incarico gratuito di "cittadino delegato" ai rapporti con l'imprenditoria continua a suscitare reazioni politiche.

A intervenire è il consigliere comunale di minoranza Nicola Mastrota, che giudica la scelta «politicamente inaccettabile», sostenendo che, pur essendo formalmente prevista dallo Statuto comunale, essa pone un evidente problema di opportunità istituzionale.

Secondo Mastrota, il nodo centrale non riguarda tanto la gratuità dell'incarico o l'assenza di poteri decisionali, quanto il fatto che la persona individuata sia il coniuge del Sindaco. Una circostanza che, a suo avviso, rischia di compromettere l'immagine di imparzialità dell'azione amministrativa e di alimentare dubbi nella cittadinanza.

Il consigliere evidenzia inoltre come il delegato, pur svolgendo un ruolo di raccordo con il mondo imprenditoriale, non sia stato eletto dai cittadini né risponda politicamente al Consiglio comunale. Per questo annuncia che porterà la questione all'attenzione dell'assemblea consiliare, chiedendo chiarimenti sull'opportunità della decisione.

Una vicenda destinata a far discutere

La vicenda apre inevitabilmente un dibattito che va oltre il singolo provvedimento.

Da una parte vi è un decreto che richiama espressamente lo Statuto comunale e precisa che l'incarico è gratuito, fiduciario, privo di poteri decisionali e revocabile in qualsiasi momento. Dall'altra emergono interrogativi di natura politica ed etica, legati all'opportunità di affidare un incarico pubblico, seppure consultivo, al proprio coniuge.

In casi come questo è opportuno distinguere due piani diversi: quello della legittimità amministrativa, che spetterà eventualmente agli organi competenti valutare, e quello dell'opportunità politica, sul quale ogni cittadino può formarsi una propria opinione.

Nella vita pubblica, infatti, spesso non basta che una scelta sia conforme alle norme. È altrettanto importante che essa contribuisca a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, evitando situazioni che possano anche soltanto far nascere dubbi sulla loro imparzialità.

Il confronto, adesso, si sposterà verosimilmente in Consiglio comunale, dove maggioranza e opposizione saranno chiamate a spiegare le rispettive posizioni davanti alla cittadinanza.

(a cura della redazione)

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