Ci sono vicende che meritano di essere raccontate non soltanto per il loro esito, ma soprattutto per le persone che le attraversano. Questa è la storia di un nostro amico ultraottuagenario che, per molti anni, si è trovato a fare i conti con una complessa e logorante controversia con l'INPS e, successivamente, con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Una storia nella quale si intrecciano difficoltà economiche, richieste di pagamento, ricorsi e lunghe attese. Ma anche una storia che dimostra quanto possa fare la differenza incontrare la persona giusta al momento giusto. (Foto a lato: avv. Bernardo Bordino)
Una vicenda lunga e difficile
Tutto nasce dalle difficoltà economiche di una piccola impresa familiare. Il nostro amico, che aveva lavorato per circa vent'anni all’estero, dove il sistema contributivo seguiva criteri diversi da quelli italiani, si trovò a dover affrontare richieste dell'INPS che riteneva sproporzionate rispetto ai redditi effettivamente percepiti.
Nel 2013 scrisse direttamente all'Istituto, cercando una soluzione e chiedendo almeno una rateizzazione sostenibile. Nella sua lettera poneva una domanda tanto semplice quanto significativa: «È concepibile che io avessi lavorato solo per pagare l'INPS e le tasse dell'Erario?» Chissà quanti si sono posti questa domanda negli ultimi anni.
Da allora cominciò un percorso fatto di tentativi, contestazioni e nuove richieste di pagamento. Le somme, nel tempo, aumentarono considerevolmente, fino a diventare un peso difficile da sostenere.
Quando il cittadino si sente solo davanti alla macchina burocratica
Non è soltanto una questione di cifre. Chiunque abbia avuto a che fare con una lunga controversia amministrativa o previdenziale sa quanto possa essere difficile comprendere il susseguirsi degli atti, rispettare i termini, individuare le ragioni giuridiche per contestare una richiesta e, soprattutto, sostenere i costi di una difesa.
Il nostro amico racconta anche di un episodio che lo colpì particolarmente: una visita agli uffici INPS di Cosenza, dove si recò personalmente per cercare di ottenere chiarimenti.
L'accoglienza, a suo dire, fu tutt'altro che rassicurante. Un'esperienza che contribuì ad accrescere la sua amarezza e la sensazione di trovarsi di fronte a una macchina burocratica nella quale il cittadino, anziché essere ascoltato, finisce per sentirsi un intruso.
L'incontro con l'avvocato
La svolta arrivò quasi per caso, con l'incontro dell'avvocato Bernardo Bordino. Dopo aver ascoltato la vicenda, il legale comprese subito la difficoltà della situazione e accettò di assisterlo. Chiese inizialmente soltanto una somma contenuta per le spese di avvio della pratica.
Da quel momento iniziò un lavoro costante: esame degli atti, contestazioni, ricorsi e opposizioni alle successive intimazioni di pagamento, con l'obiettivo di tutelare i diritti del suo assistito e impedire che scadessero i termini per farli valere.
Non è stata una strada breve né semplice. Ci sono voluti anni, pazienza e tenacia. Ma, soprattutto, è stato importante poter contare su un professionista sempre disponibile, capace di spiegare, ascoltare e non lasciare solo il proprio assistito.
Una sentenza e un riconoscimento
La recente sentenza del Tribunale di Castrovillari ha rappresentato un importante risultato. Il giudice ha riconosciuto fondate diverse contestazioni, dichiarando non dovuti numerosi crediti richiesti dall'INPS e rilevando, per alcune annualità, l'assenza di prove sufficienti dell'attività lavorativa contestata. Un riconoscimento significativo, che premia la tenacia del nostro amico e il lavoro attento e competente svolto dall'avvocato Bordino.
Il valore umano di una professione
Questa vicenda ci induce a una riflessione. Quando un cittadino si trova a fronteggiare istituzioni e procedure complesse, non sempre ha gli strumenti per difendersi da solo. In quei momenti, un avvocato non dovrebbe essere soltanto un tecnico del diritto, ma anche una persona capace di comprendere la difficoltà umana che si nasconde dietro ogni pratica.
È proprio questo che il nostro amico ha trovato nell'avvocato Bernardo Bordino. Nel corso degli anni, il rapporto professionale si è trasformato in qualcosa di più: una sincera amicizia, nata dalla fiducia, dalla correttezza e dalla disponibilità dimostrate.
Per questo desideriamo rivolgergli un ringraziamento pubblico. Non è una celebrazione di circostanza, ma il riconoscimento di un modo di esercitare la professione nel quale la competenza necessaria non è disgiunta dalla sensibilità umana. In un tempo in cui spesso si parla di diritti negati, di burocrazia e di cittadini lasciati soli, raccontare anche una storia di competenza, attenzione e solidarietà ci sembra doveroso.






