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Vangelo di Domenica 10 Settembre 2017

gesuu.jpgDal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,15-20.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.
Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea; e se non ascolterà neanche l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano. In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.
In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà.  Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».

Commento di don Michele Munno

XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - A
10 settembre 2017

Anche se nella selezione liturgica dei brani evangelici, la pagina, che ascoltiamo in questa XXIII domenica del tempo ordinario, segue all'annuncio della Passione, al rimprovero di Pietro e alle condizioni del discepolato. Per comprendere fino in fondo questo testo è necessario richiamare ciò che lo precede immediatamente nella composizione del Vangelo secondo Matteo.
I versetti, che ci vengono proposti in questa domenica, infatti, seguono alla breve parabola della pecorella smarrita: «Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».
Se non tenessimo in considerazione questo contesto, infatti, rischieremmo di ridurre la pagina del Vangelo, che ci viene proposta oggi, ad una serie di indicazioni moralistiche. La questione in gioco, infatti, non è ciò che dobbiamo o non dobbiamo fare; in gioco, c'è molto di più: la nostra identità di discepoli e di Comunità cristiana. Il discepolo, la Comunità dei discepoli, infatti, dev'essere il riflesso, sulla terra, del Padre che è nei cieli, la cui volontà è che «nessuno si perda».

È in questa luce che si colloca quella difficile arte che è la correzione fraterna, che è un autentico esercizio di carità, d'amore!
Ciò che deve muoverci è la salvezza del fratello. Non preoccuparsi della sua salvezza equivale - come ascoltiamo nella prima lettura - a non avere a cuore neanche la nostra! Nessuno si salva pensando solo a se stesso perché, come ha detto con forza Gesù nel Vangelo di domenica scorsa, chi si preoccupa solo di sé pensa di salvare la propria vita, ma in realtà la perde!

E impegnarsi seriamente nell'arte della correzione fraterna non equivale forse a perdere la vita? Non sarebbe più facile lasciar perdere? Rincorrere il fratello che ha commesso una colpa contro di noi non è forse un po' morire? Ah, se riuscissimo a comprendere che ogni volta che ci viene fatto notare che abbiamo sbagliato, colui che ci sta correggendo - spinto dall'Amore di Cristo - sta morendo a se stesso, sta cercando di mettere a morte dentro di sé l'odio, la vendetta, il rancore ... e morendo a se stesso, si lascia trascinare dall'Amore di Cristo e ci corregge!
E se non è sufficiente ammonirlo a tu per tu, coinvolge in questo "moto d'Amore" tutta la Comunità perché quel fratello rischia la morte eterna e la Comunità rischia di perdere un membro ... come un Corpo che viene menomato di qualche sua parte! Come sarebbe bello se le nostre Comunità sperimentassero la gioia della correzione fraterna per il benessere di tutto il Corpo, perché se una piccola cellula si ammala, impazzisce, muore ... a risentirne è tutto il Corpo!

E se non è sufficiente neppure la correzione davanti alla Comunità?
Una lettura superficiale del Vangelo potrebbe farci pensare che in questo momento si mette un punto e che quel fratello ormai sia qualcuno da togliere finalmente di mezzo e dal cuore!
In realtà c'è un ulteriore impegno: «In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Pregare incessantemente perché quel fratello si converta e viva!

È meraviglioso il profilo della vita cristiana, della Comunità cristiana, che viene delineato dalle letture di questa domenica! Cristiani e Comunità cristiane chiamati ad essere riflesso terreno del Padre che è nei cieli!
Cristiani e Comunità che hanno un'unico debito da saldare, un debito che mai si estingue: «non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole».
Solo l'Amore resta e solo l'Amore sarà la chiave che lega e scioglie ... ciò che legheremo resterà legato anche per noi, ciò che scioglieremo sarà sciolto anche per noi! Amen.

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